La patologica religione del latte

{jcomments on}18 Maggio 2009

La mia ultima tesina sul latte nelle mani di un casaro Veda

Ciao V., Sono stato troppo curioso per resistere, così ho provato ad inviare la tua tesina  I bari e l’osteoporosi da latticino, a un monaco induista.

Ho ottenuto la risposta che allego qui di seguito, e che, se ti va, puoi leggere.

Potresti anche non perderci tempo e cestinarla.

Ti invio un cordiale saluto.

Maurizio, da Montecatini Terme.

 

Risposta del monaco induista al mio lettore Maurizio

 

Caro Maurizio,

Ho letto l’articolo di V. Vaccaro ma, a parte alcuni suggerimenti utili che vi si possono trarre, è del tutto in contrasto con la conclusione vedica. Addirittura opposto!

La conoscenza vedica è perfetta perché viene da Dio (che i corpi materiali li ha creati e li mantiene).

Perciò il fatto che il latte di mucca (puro, sano, ovviamente) faccia bene, è la verità.

La mucca non dà latte solo per la propria specie, ma anche per altre specie, e in particolare serve ad affinare i tessuti sottili del cervello umano.

Tra l’altro è l’unico latte (guarda caso) che si può dare ai neonati, in caso la madre non ne abbia.

Il latte è la religione in forma liquida, e la mucca e il bue rappresentano i principi religiosi in generale.

Quasi tutto della mucca è benefico per l’uomo, perfino l’urina (che cura il fegato), e lo sterco (che toglie la contaminazione dagli oggetti, serve da combustibile, ecc).

Questa è la scienza vedica, antica di milioni di anni.

Nessuno può saperne più di Dio.

Perciò ti suggerisco di non paragonare mai la perfetta conoscenza trascendentale che proviene dai Veda così com’è, a quella del tutto inventata da persone che la ignorano e giungono a conclusioni errate.

Se poi vogliamo parlare del fatto che oggi il latte di mucca non è sano perché contiene sostanze tossiche, che vengono iniettate o fatte mangiare agli animali, è un’altra cosa.

Infatti, io per esempio non mangio latticini da molti anni, ma si tratta di motivi diversi, che non cambiano il principio di base.

Il fatto è che la mucca andrebbe protetta e fatta vivere naturalmente, senza sostanze artificiali (come noi facciamo nelle nostre fattorie).

In quel caso, il latte si può bere e fa bene, ma bisogna anche fare altre considerazioni.

Per esempio, un punto è che il latte ha grandissime capacità di espellere le tossine dal corpo.

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Quand’ero piccolo, mia madre mi dava il latte, se qualcosa mi aveva fatto male allo stomaco, o se avevo bevuto dell’acqua sporca, per esempio al mare.

Ma la gente oggi è così intossicata dall’alimentazione, dall’inquinamento atmosferico, dai medicinali e così via, che non può assumere latte, perché non riuscirebbe a smaltire le troppe tossine che ha accumulato, le quali ritornano in circolo, peggiorano sull’immediato la situazione già grave che esiste nel corpo.

Per questo motivo, quando si assumono latticini, si possono avere dei sintomi negativi.

La colpa non è del latte, ma delle troppe tossine accumulate che non vengono espulse dal corpo.

Ci sarebbero tante altre cose da dire ma, sfortunatamente, non ne ho proprio il tempo.

Posso solo suggerirti di cercare meglio su internet informazioni più complete ed attendibili.

Non bisogna mangiare carne, pesce, uova.

Si può bere qualsiasi tipo di bevanda non intossicante (e quindi anche il latte).

Quasi tutte le preparazioni che vengono offerte sull’altare di tutti i templi induisti, contengono infatti latte e latticini.

 

Una corrispondenza di importanza stratosferica

 

Caro Maurizio,

Altro che lasciar perdere e cestinare. 

La tua iniziativa è stata lodevole, e la tua mail è di importanza stratosferica.

Quando ho letto di corsa l’intero messaggio, ho pensato però a un tuo errore.

Dovevi aver inviato la mia tesina, per sbaglio o per ironia della sorte, a un fanatico casaro emiliano di Reggio e dintorni.

Che risposta devo mai dare a questo monaco induista che si professa rappresentante illuminato dalla conoscenza vedica?

 

La conoscenza vedica, come la saggezza o l’illuminazione, è un capitale universale, non  può essere prerogativa di nessuno in particolare

 

La conoscenza vedica è qualcosa di  troppo complesso  e vasto perchè qualcuno possa vantarne possesso.

Dai Veda è nato il Buddhismo e tutte le religioni orientali.

Non ho nessuna intenzione di offendere un Credo Religioso rispettabile quanto e di più delle maggiori religioni praticate oggi nel mondo.

Sono poi un grande ammiratore del Mahatma Gandhi, come sono pure ammiratore del suo nipote Rajiv che non esitò a sposare una ragazza piemontese di nome Sonia, prima di essere barbaramente ucciso dagli esagitati estremisti Tamil.

Non vorrei nemmeno tartassare un monaco che ha le sue particolari idee, e che è padronissimo di averle.

 

Parole poco sante e poco Dio-rispettose, e un’India piena di diabete ed obesità infantile

 

Non tanto per le paradossali, poco sante, poco equilibrate, poco Dio-rispettose e  poco scientifiche affermazioni del monaco, secondo cui  il latte sarebbe  religione in forma liquida

Ma  perché, quello del latte in India, è un problema troppo rilevante, e direi troppo grave, per le implicazioni e l’impatto che ha sulla popolazione di quel grande paese, sono costretto mio malgrado a dare una risposta ferma e dura, come il caso richiede.

 

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Esiste infatti un grosso problema sociale nell’India moderna, ed è per l’appunto quello della obesità patologica ed esagerata diffusa tra la gente, e soprattutto tra le donne e i bambini.

 

Basta andare in India o presso le comunità indiane dell’Asia, per restare scioccati

 

Questo fatto l’ho notato di persona sia a Delhi che in giro per l’Asia, dove le comunità indiane sono regolarmente presenti.

Una mia amica indiana che vive sin da bambina a Roma, e che ha fatto un lungo viaggio nel continente indiano, mi ha confermato questa impressione.

E’ rimasta scioccata. 

Problemi come cancro al seno, osteoporosi e diabete, accompagnano regolarmente il sovrappeso degli indiani, e il responsabile numero uno non può essere altri che il latte.

 

Non è affatto un discorso di inquinamento. E’ il latte perfetto che fa male allo svezzato, e soprattutto allo svezzato di altra specie, come l’uomo.

 

E non è affatto un discorso di inquinamento, o di problemi e intolleranze personali, come sostiene quel frate il quale, come troppi religiosi a questo mondo, predica bene e poi razzola male.

Come fa un monaco Veda ad adorare il latte e a non toccarlo nemmeno da diversi anni?

Se il latte è davero così divino, dovrebbe prenderlo a colazione, pranzo e cena, completando con yogurt e gelato a metà mattina e metà pomeriggio.

Ovvero, una bellissima cura per svuotare il midollo spinale di osseina e finire in breve nei reparti di oncologia e di traumatologia osteoporotica del più vicino ospedale.

 

Occorre lavorare di più, studiare di più, e pregare di meno

 

Dire che il latte sia la base della religione Veda è, in ogni caso, una forzatura ed una parzialità.

Dire che la scienza vedica, ed in particolare quella legata al latte, è  antica di milioni di anni, fa pure sorridere.

I quattro famosi libri Veda sono datati tra il 1500 e il 1200 a.C.

Gli uomini di qualche milione di anni fa, pare avessero altro a cui pensare.

Il dr Boyd Eaton, maggiore autorità mondiale in fatto di dieta umana del paleolitico, anziché perdere tempo a pregare, ha lavorato sodo, che fa probabilmente molto meglio a se stessi e molto più piacere a Dio, e ha condotto ricerche in tutto il mondo per decine di anni, raccogliendo reperti e cacca carbonizzata.

Alla fine, è arrivato alla conclusione che i nostri antenati consumavano non 5 pasti di sola frutta al giorno, come raccomandato dall’esperimento di Cambridge, ma addirittura 12 volte al giorno.

Frutta di alberi, di cespugli e di piante, non certo di mammella bovina, carissimo fraticello vedico-casaro.

 

Non ce l’ho contro il Veda, ma contro quello che dice e come lo dice uno che si illude di essere depositario della saggezza filosofica Veda

 

Frequento intensamente l’Asia e a volte pure l’India.

Come non vado in chiesa da noi, me ne guardo bene di farlo in casa d’altri e in chiese di altri.

Ho però molti amici indiani nella zona Kuala Lumpur (Malaysia) e Singapore. 

Hanno le loro idee, ma non è gente fanatica. Ti ascoltano e ragionano.

 

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Non fanno affermazioni dogmatiche, di cui si è liberata da decenni persino la chiesa cattolica, sullo stile Noi siamo Dio e Noi siamo la verità.

Questo frate sarà magari un bravo uomo.

Lungi da me la voglia di giudicarlo nell’assieme.

Ma per come pensa, ragiona e scrive, per i toni che usa in queste specifiche risposte, non credo stia facendo un grande servizio alla causa vedica che pretende di rappresentare.

 

La religione del latte è paragonabile a quella del vino e della birra, per cui meglio lasciar stare gli dei al loro posto

 

D’altra parte, pretendere di far cambiare l’opinione su latte a uno che sta con le mucche, le munge e fa il casaro nelle fattorie stile induista (anche se non consuma personalmente latte), può essere altrettanto difficile che convincere un inglese a rinunciare al suo the mattiniero e pomeridiano, o un contadino friulano o toscano a rinunciare al suo mezzo litro di vino rosso, o un panciuto bavarese a non riempire più volte il suo boccale di birra.

Da noi c’è la religione della cantina e del vino, come in Baviera c’è quella della birra.

Ma almeno, nel caso del vino e della birra, c’è la scusante delle endorfine e della voglia di ridere e divertirsi, almeno fin quando la sbornia sorregge.

Nel caso del latte, nemmeno quella.

 

Non coinvolgiamo Dio nelle quotidiane e meschine turpitudini umane

 

E  che nessuno si sogni di coinvolgere Dio in queste abitudini o in queste piccole turpitudini umane.

L’induismo vero non è di sicuro quello indicato dal frate.

Sarebbe non solo troppo riduttivo, ma anche troppo sviante.

Sappiamo troppo bene come, sotto la voce Cristianesimo, sia possibile trovare di tutto, dai vegani puri del Settimo Giorno, ai ciuccia-mammelle impenitenti di casa nostra, ai devotissimi scanna-quadrupedi di Dublino e dintorni, che usano appendere il crocifisso persino sulla porta dei propri attivissimi macelli.

 

Il legame ombelicale tra latteria e macello è un fatto inoppugnabile

 

Sottovalutare o ignorare poi il legame perverso che esiste tra il latte e la carne, è una ulteriore perla implicita nel ragionamento del preteso rappresentante Veda.

Vivessimo in un mondo dove le mucche vegono sfruttate per il latte, e poi lasciate libere di pascolare al sole e di vivere fino a quando gli aggrada e gli conviene, la discussione potrebbe anche essere più pacata e tranquilla.

Ma le cose non stanno affatto in quei termini, come ben sappiamo.

Le mucche sono tenute in condizioni di incredibile stress, al punto che ultimamente non rimangono nemmeno gravide, come succedeva regolarmente un tempo.

Gli allevatori sono costretti in questi casi a venderle al macellaio assai prima del previsto e a prezzi di saldo. Questa è una realtà delle stalle moderne di oggi.

 

La generosa mucca che  dà latte per le altre specie.

Gli impacchi disintossicanti, allo sterco e all’urina, glieli lascio tutti a lui.

 

La mucca non dà latte solo per sé, ma anche per le altre specie.

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Questo non è vero. Nessun umano può permettersi di mettere in bocca a Dio sconcezze del genere.

Dio non è appartenenza esclusiva di quel monaco, sia esso Veda o non Veda. Dio appartiene a tutta l’umanità, a tutti gli animali e a tutta la natura.

Non è la mucca che dà il latte, ma l’uomo che la tiene in catene e glielo sottrae.

Il bipede, che ruba il latte destinato al suo piccolo, e poi le ruba pure il vitellino.

Dove il frate ha ragione è sul fatto che gli prendono davvero tutto.

Non tanto l’urina e la cacca per usi terapeutici (si faccia lui gli impacchi disintossicanti di sterco e le cure al fegato con l’urina, se ci crede davvero), quanto per produrre la famosa melammina, come ha così bene evidenziato il recente caso della Cina.

 

Tutto sommato, pare che la melammina non faccia più male del latte stesso

 

Ed è pure possibile che la melammina non faccia poi così male, a parte lo schifo.

Tanto è che la FDA, nota prostituta dei casari e dei macellai, ha approvato legalmente 2,5 mg per kg di questa sostanza su tutto il pianeta.

Poi l’allevatore, non appena la resa-latte cala, la lega con una corda e la fa salire controvoglia su un camion che la porta dritta sparata al macello.

In India non lo fanno, almeno non tutti.

 

Comprensione sì, ma essere con Dio significa evolvere e svilupparsi, col corpo e con la mente, e non fossilizzarsi sulle metodologie bibliche o vediche

 

A consolazione del frate, ho espresso comprensione per il formaggio prodotto a crudo nelle nostre malghe di montagna, dove gli animali sono lasciati liberi di pascolare e danno un prodotto sicuramente migliore.

Comprensione tecnico-alimentare associata a un passato in cui la gente delle montagne non aveva altre risorse per sopravvivere, come succede del resto alle pendici indiane e non solo indiane dell’Himalaya.

Comprensione animalistica associata alla maggiore libertà riservata a tali mucche, ed anche, beninteso, alla necessità di accordar loro il premio di non essere mandate al macello, ma in serena pensione, come avviene per tutti noi alla fine del ciclo lavorativo.

Ma oggigiorno, sia da noi che in India, le strade di montagna sono asfaltate, e ogni piccolo centro è rifornito regolarmente di quanto serve per sopravvivere.

Essere con Dio significa anche progredire e svilupparsi, sia col corpo che con la mente, e non fossilizzarsi su idee e metodi che potevano andar bene migliaia di anni fa, in determinate circostanze e in determinati luoghi.

 

Affinare i tessuti sottili del cervello.

Dovrebbe chiedere un allacciamento latteo e bere latte a caraffe, ma stranamente non lo fa.

 

Che il latte poi serva  ad  affinare i tessuti sottili del cervello, mi piace davvero.

Se questa frase viene letta per caso dalla Ndc (National Dairy Council-Usa) o da qualche casaro intraprendente, ce la troveremo di sicuro nei prossimi Caroselli della televisione.

Peccato che non abbia firmato il documento e messo un recapito. 

Lo verrebbero a cercare immediatamente, con tanto di offerte in denaro contante.

Dove trovi un testimonial più affidabile di un monaco, e per giunta di un religioso Veda?

Non vorrei essere irrispettoso, ma questo vedico deve essere davvero dotato di un buon senso umoristico.

 

– 6 –

 

Dovrebbe chiedere un allacciamento latteo al comune in cui vive e bere poi latte a caraffe, cosa che si guarda bene dal fare.

 

E’ facile tacciare di ignoranza vedica chi dice che il latte di mucca fa bene al suo vitellino appena nato e a nessun altro.

 

E poi taccia di ignoranza vedica chi sostiene che il latte di mucca è divino e fa benissimo sì, ma solo al vitellino della mucca.

Una delle precise accuse che si fanno al latte è quella di letargia, cioè di addormentamento del pensiero e del cervello, altro che affinarne i tessuti fini.

Precisi e ripetuti studi hanno confermato come il latte affatichi i reni (vedi pure 300 mila bambini cinesi finiti in ospedale), intasi il fegato e danneggi ipofisi, tiroide e surrene, vale a dire tutto il fondamentale apparato escretorio umano.

 

Il latte è un vero disastro. Un Lanzichenecco farebbe meno guasti di lui dentro il corpo umano.

 

Un vero disastro. 

Un Lanzichenecco farebbe meno guasti, all’interno del corpo umano.

Provocando pure carenze di ferro, impedisce al bambino lo sviluppo dell’intelligenza e della chiarezza mentale. 

Ed è pure prima causa di diabete infantile.

 

Il latte bovino è un alimento  esclusivo per il vitellino lattante, per cui già fa danni al manzetto svezzato, figurarsi all’uomo, che non ha le corna e che è stato svezzato da lunga data

 

Non stiamo ad elencare le caratteristiche negative derivate da inquinamento, da farmaci, da sofferenza e stress delle mucche.

Parliamo del latte perfetto derivato da un’ipotetica mucca Carolina che passeggia libera al sole del suo Paradiso Terrestre.

Fa malissimo pure quel latte, in quanto provoca acidificazione del sangue, provoca muco e tutti i grossi fastidi sopra elencati.

A conferma che il latte bovino non è alimento per il bambino umano da svezzare, ma solo per il vitellino da svezzare.

 

Il Dio Veda, ed anche quello Non-Veda, hanno fatto le cose per bene

 

Dio, il Veda ed il non-Veda, hanno fatto le cose per bene.

Ha inventato il latte nei mammiferi come strumento di emergenza e di crescita rapida nel piccolo appena nato. 

Ha inventato quel periodo che noi chiamiamo lattazione, la quale termina con lo svezzamento, ossia col termine della lattazione e l’inizio di una dieta normale e naturale, cioè di una dieta senza latte.

Ci sono evidentemente al mondo persone, e persino monaci, che non si sono svezzati, non si sono emancipati, e non hanno così inteso il messaggio preciso indicato dalla loro stessa divinità.

 

 

 

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Nessuno può saperne più di Dio

 

Quando poi aggiunge che  Nessuno può saperne più di Dio, dice di sicuro la verità.

Peccato che non aggiunga, con un pizzico di umiltà, che nessuno al mondo può arrogarsi il diritto e la sicurezza di rappresentare Dio.

Coloro che fanno questo vengono giustamente catalogati non solo come pericolosi fanatici, ma anche come gente che non ha ancora capito niente della religione.

Non ci può essere vicinanza a Dio quando manca la dose fondamentale che è quella dell’umiltà.

 

Il latte di mucca unico per i neonati

 

Il latte di mucca come  unico latte che si può dare ai neonati?

Non è vero. 

Le nostre mamme non-nutrici cercano semmai giustamente alternative più simili al loro latte trasparente, basso-proteico e basso-lipidico, trovandole piuttosto nel latte di capra o di pecora, perché purtroppo non è facile tenere imprigionate delle scimmiette, che avrebbero di sicuro il latte ancora più vicino a quello umano, con formula chimica tipica da animale fruttariano.

 

Il latte che fa  espellere le tossine

 

Il latte che fa espellere le tossine, come usava fare sua madre per contrastare certi veleni?

Non confondiamo le cose. 

E’ verissimo che il latte serviva per attutire gli effetti immediati di certi tipi di veleni acido-formanti, tipo gli effetti da vernici e pitture.

Ma questo non significava di certo espellere le tossine. 

Significava al massimo nasconderle meglio nei grassi del corpo.

La sostanza collosa chiamata caseina ha sempre fatto male all’uomo, indipendentemente dall’inquinamento e dalle porcherie che vengono affibbiate agli animali odierni.

Purtroppo, pur cercando di non infierire troppo, quando il monaco passa dai precetti religiosi a quelli igienistico-naturali, mi piace ancora di meno.

 

Un gradino più in alto di Dio

 

Se questo è il modo di difendere la sacralità delle mucche, destinate da Dio a fare le serve dell’uomo e a cedere il proprio latte e i propri bambini al loro cinico sfruttatore bipede, siamo proprio a posto.

Bisognerebbe chiedere un parere schietto e personale alla dea mucca, o alla signora mucca.

Questo monaco Veda parla da casaro, ma dà l’impressione di non essere mai entrato in una stalla.

Personalmente non ambisco ad alcun tipo di santità.

Ma, se i Veda la pensassero davvero come lui, e se riflettessero per giunta la parola autentica del loro Dio, significherebbe davvero che mi troverei  catapultato immeritatamente su un gradino più alto ancora della stessa divinità, almeno sulla faccenda del latte.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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