Il calciatore col menisco infiammato

{jcomments on}21 Marzo 2010

 

Operare o non operare?

 

Ciao Valdo, scusa se abusiamo del tuo tempo e dei tuoi consigli.

Ieri, un mio collega che gioca a calcio in seconda categoria, mi ha detto che vorrebbe operarsi al menisco, perché ogni tanto gli si gonfia e gli provoca dolore.

Mi ha chiesto un parere sulla possibilità o meno di evitare l’operazione chirurgica.

Gli ho promesso che gli avrei fatto sapere qualcosa in proposito.

 

 

La frutta sarda del podere

 

Non so se durante la tua esperienza di igienista ti è capitato altre volte di avere a che fare con questo tipo di problemi, o se conosci qualcuno a cui potermi indirizzare.

Te ne saremo grati.

Vorremmo anzi inviarti della frutta sarda che coltiviamo nel nostro podere, e quindi ci servirebbe un indirizzo dove spedirla. Facci sapere appena hai tempo.

Un abbraccio da Piero e Antonella

 

Vale soprattutto il pensiero

 

Carissimi Antonella e Piero,

siete persone gentilissime che non hanno bisogno di sdebitarsi con nulla.

Siccome però si tratta di frutta del vostro podere e quindi personalizzata, non mi posso sottrarre al vostro gesto di amicizia. I miei scoiattoli William e Francesco saranno i primi a beneficiarne.

Potete indirizzare la confezione in via Paludarie 96, 33019 Tricesimo-Udine, con tante grazie.

 

Ci sono altre vie per guarire

 

Quanto al vostro amico calciatore, gli consiglierei di non precipitare la situazione, e di aspettare prima di fare un intervento del genere.

Se a uno gli cade un vaso in testa, è probabile che l’impatto col bisturi riparatore e con l’ago ricucitore sia inevitabile.

Se a uno gli si fratturano dei sostegni interni chiamati ossa o relative cartilagini, l’impatto con la chirurgia ortopedica è il più delle volte inevitabile.

 

L’operazione è solo una menomazione di emergenza

 

Un’operazione produce sempre dei rischi e degli strascichi.

Operarsi non è una soluzione scientifica, logica e naturale, ma una menomazione di emergenza.

Ma qui siamo solo a livello di infiammazione!

Ci sono di sicuro bravi chirurghi in grado di fare operazioni a regola d’arte.

Ma i miracoli li fa solo la natura e non certo loro.

Andiamoci dunque piano.

 

Sospendere partite e allenamenti e fasciare il ginocchio

 

A questo vostro amico, se ci tiene alla sua integrità fisica, e se ci tiene a giocare a lungo, gli consiglierei una sospensione temporanea immediata di ogni allenamento e di ogni partita, anche perché un ginocchio infiammato non merita di essere tartassato ulteriormente.

Per non perdere la forma dovrà tenersi in movimento e ottimizzare la dieta, evitando di mettere su peso come accade ai guerrieri messi a riposo forzato. 

In questa fase una buona fascia elastica gli permetterà di alleviare gli sforzi di mini-allenamento fatti nel cortile di casa.

 

I poteri straordinari del cavolo-verza

 

La cura specifica da farsi avrà la durata di 2-3 settimane al massimo.

Si tratterrà di fare applicazioni esterne (o cataplasma, cioè impiastro contenuto in una tela di garza) di cavolo-verza verde o viola leggermente pestato, con strato di 3-4-foglie).

Tale cataplasma verrà applicato e bendato saldamente al ginocchio, e si rinnoverà ogni 8 ore.

Non serve immobilità assoluta. 

 

In due o tre settimane il ginocchio torna nuovo

 

Al limite uno potrebbe pure continuare a giocare senza forzare troppo, ed in quel caso si adopererà una buona fascia elastica. Meglio comunque far riposare il ginocchio.

Dipende tutto dalle condizioni leggere o pesanti dell’infiammazione.

Rimuovere e rinnovare l’impiastro ogni otto ore. 

Questa trafila per tutte le 2-3 settimane.

Le proprietà disinfiammanti del cavolo sono potentissime, e saranno coadiuvate inserendo tale vegetale al crudo pure nella sua alimentazione.

Alla ripresa delle partite, meglio usare sempre la fascia elastica di supporto alle ginocchia.

 

Una cura aggiuntiva a base di cataplasmi di fango

 

Si potranno fare anche, in aggiunta, dei cataplasmi di fango freddo, sia sul ginocchio che sul ventre.

Il concetto è quello di disintossicare e decongestionare l’organismo nell’assieme, sfrebbrandolo nelle viscere, disinfiammando l’intestino e la parte specifica che in questo caso è il ginocchio gonfio.

Il corpo lavora infatti in sinergia e si infiamma in sinergia.

 

Disinfiammazione delle viscere e alimentazione vegana

 

Come usa dire il maestro Carmelo Scaffidi (tel 035-340208, 338-9222610), se uno non rinfresca prima le sue viscere, può mangiare anche l’oro ma non risolve nulla, perché anche l’oro si trasforma rovinosamente in letame.

Obbligatoria la dieta vegana tendenzialmente crudista, per il mantenimento del peso e per una disinfiammazione generale dell’apparato gastrointestinale.

Carmelo suggerisce pure la glucosamina in forma vagamente naturale, da aggiungere in caso all’alimentazione. Chiamate pure Scaffidi, per eventuali approfondimenti.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Ropma e ABIN-Bergamo

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