Un pranzo da incorniciare e un maestro da seguire

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di Valdo Vaccaro

 

13 Novembre 2008

 

Lettera di una lettrice dal nome Letizia

 

Gentile dr Vaccaro, 

Le mando resoconto dettagliato mie abitudini alimentari e non solo. Mi preme il suo parere, la leggerei per ore. Non so perché ma sento che quello che dice è giusto, me lo dice una inspiegabile sensibilità che mi ha aiutata tante volte nella vita a prendere la strada giusta.

Passati i 45, peso 63 e sono alta 1.70. Ho 5 figli da tre padri differenti. 

Vivo in Italia col papà delle ultime figlie (di 5 anni e 17 mesi).

Ho altri 3 figli maggiorenni che studiano a New York.

Non sono la classica mammona italiana, ma questo dispiego di energie con mariti ed ex-mariti, ex-compagni e figli, mi ha fatto accantonare le mie attitudini e il mio talento artistico, le mie aspirazioni che conto di recuperare in una terza età, che voglio programmare nel modo più sano possibile.

Da circa 3 mesi ho rivoluzionato le mie abitudini alimentari perché continuavo a sentirmi gonfia e ad avere problemi intestinali.

Mi alzo verso le 7.30 e bevo una tazza di acqua calda con un limone spremuto ed un cucchiaio di miele, seguito da the verde. Dopo un’ora frutta di un solo tipo per volta o centrifugato fresco di uva o mirtilli o mele. Poi più nulla fino a pranzo.

Tra le 13 e le 14 pranzo, con insalata, lattuga e rucola, qualche noce o nocciole o anacardi o mandorle, e a volte avocado. Condisco con un mix di olio extravergine di oliva, tahin, gomasio, olio di lino, di canapa, umeboshi, tutto biologico. Poi riso integrale o cus-cus o miglio, con salsa di pomodoro fatta in casa, o verdure stufate in padella.

Merenda con snack di semi oleosi tipo sesamini o barrette di semi di girasole o frutta fresca.

Cena verso le 8 con zuppe di legumi passati o di verdure fresche, e hamburger di tofu o seitan.

A volte la sera un pezzetto di cioccolato fondente e qualche tiro dalla sigaretta di mio marito.

A pranzo e cena pane integrale con lievito madre o gallette senza lievito.

Al ristorante pesce, e il dolce se veramente lo merita.

E’ bello constatare che non è un sacrificio mangiare così, anzi, provo pena per gli altri, e mi sento subito appesantita se mangio fuori.

Il cibo che mi preparo ora mi fa stare bene e mi dà energia e mi entusiasma.

Il mese di settembre il mio fruttivendolo aveva cassette di mirtilli freschi ed io bevevo ogni mattina mezzo chilo di succo fresco centrifugato, col risultato di essermi risparmiata il terribile raffreddore che puntuale come un orologio mi colpiva ad ogni inizio stagione.

 

– 2 –

 

La cosa più eclatante è stata la scomparsa totale della sindrome premestruale che mi affliggeva regalandomi una settimana di pessimo umore, gonfiore, voglia di dolci con conseguente aumento di peso. Non prendo alcun tipo di farmaci. La ringrazio per il tempo che mi dedicherà.    Letizia.

 

Valutazione caratteriale 

 

Carissima Letizia,

Il tuo curriculum è fantastico, pieno di storia viva e verace, pieno di aggiustamenti, virate, passione, sensibilità, colpi di mano, sbalzi di affetto, scelte importanti.

Una vita intensa, frizzante, disinvolta. Una esperienza umana, familiare e sociale, piuttosto fuori dalla norma. Nessuno spazio per la noia e il conformismo. Nessun compromesso coi sentimenti. Nessuna accettazione dello status-quo e del fare o non fare le cose per il cosiddetto quieto vivere, come troppa gente comune fa per pigrizia o perché magari non ha altra scelta.

E’ incredibile che in una creatura graziosa e minuta di 1.70 e di sessantachili stiano dentro così tanti valori, tanta determinazione, tanta verve e tanta personalità.

In genere le persone si consumano e si rodono, si bruciano e si cuociono nei propri errori, nelle proprie

vicissitudini a volte troppo piatte, uggiose e monocordi, e a volte troppo piene di accadimenti, di vicende e di relazioni.

Sprizza invece in te una fiamma speciale, una forza interiore che ti proietta in continuazione verso gli altri e verso la vita.

Dovessi paragonarti a un minerale, penserei a una roccia inesauribile di uranio, carica di energia radiante. Dovessi paragonarti a un’altra creatura compatta e vivente, penserei a un particolare tipo di ape regina, che si eleva verso il cielo, ma che non disdegna nel contempo di creare e di soffrire, di stare in mezzo alle sue umili e laboriose api che si riempiono da mattina a sera di acqua e di polline per alimentare il proprio alveare.

Quel dispiego di energia con ex-mariti, ex-compagni e figli, che ti ha fatto accantonare le tue aspirazioni e il tuo talento artistico, e quella tua voglia di rifarti e di recuperare nella terza età, la dice tutta sulla tua carica vitale, sul tuo infrangibile desiderio di dare e prendere il meglio dalla vita.

Da una personalità del genere, non sorprende rilevare scelte nutrizionali così avanzate, originali, fuori dalla norma, eppure per niente eccentriche o cervellotiche, al massimo condizionate un po’ da qualche esperienza macrobiotica del passato.

 

Un ottimo voto per la tua colazione

 

Chi ben comincia è già a metà opera, dice il saggio. E tu cominci piuttosto bene.

Ho infatti ben poco da obiettare sulla prima parte della tua giornata, caratterizzata da scelte azzeccate di rara competenza e qualità.

Personalmente, la tazza di acqua calda, il miele, il the verde, li vedo come un accessorio frivolo ed eliminabile, adatto forse a chi ha un po’ pasticciato e trasgredito la sera prima.

Molto meglio a mio avviso un immediato succo d’arancia, di pompelmo, di mirtillo, di more di rovo e di gelso (a seconda della stagione), seguiti a metà mattina da un altro frutto o da un centrifugato di carota e sedano ed ananas, o da un buon caco, per incamerare più enzimi, più vitamine C ed E, più acqua biologica nutri-ripulente, in ossequio ai cicli alimentari giornalieri e allo stesso test di Cambridge 2000, di cui ho ampiamente parlato alla recente conferenza ABIN di Bergamo.

Il gonfiore che lamenti lo senti perché sei sana e reattiva, cioè quasi-perfetta come lo è la tua dieta.

– 3 –

 

Molta gente è gonfia ed intasata, ma non lo sa nemmeno, perché ha perso  perfino la forza e l’affidabilità, il dialogo interno coi propri sensori e i propri organi, annegando le sensazioni col bicchiere di vino o insabbiando il sintomo con qualche farmaco.

Tu sei una piccola Ferrari, dove ogni minima disfunzione e ogni rumorino vengono a galla, saltano all’occhio e all’orecchio.

 

I liquidi superflui e gonfianti

 

Ogni cosa che introduciamo in noi e che non viene digerita, assimilata, accettata ed apprezzata a pieni voti dall’organismo, e poi coerentemente espulsa, finisce per gonfiarci ed appesantirci, per aggravare il nostro fardello chimico interno.

Non si deve introdurre carburante sbagliato. Massima circospezione e cura nella cernita, nella scelta, nella selezione delle sostanze introdotte. 

Non si deve nemmeno metter dentro carburante inutile o scadente, cioè privo di reali apporti, come l’acqua dura che i medici continuano testardamente a suggerire a bicchieri e a litri, senza rendersi conto che l’essere umano non è attrezzato per bene liquidi insipidi carichi di minerali duri.

Al limite, è piuttosto adatto per il vino, se non fosse che c’è l’alcol a sforacchiargli il tessuto epatico.

Sai perché lo fanno?

Perché sbagliano sistematicamente la dieta, proponendo cibi concentrati, cotti, carichi di sostanza e di proteina animale, ma privi di vitalità e di acqua biologica. E sono così automaticamente costretti a correggere le loro magagne con un integratore o una stampella che in questo caso si chiama acqua.

Le uniche circostanze nelle quali l’acqua diventa preziosa, nonostante quanto ora detto, è quella del ciclista, cotto dal sole e maglia madida di sudore, che arriva in cima alla salita di 10 Km a pendenza media 10 percento, o quella del beduino che attraversa il deserto infuocato e arriva esausto all’oasi, e prende il buon esempio dal suo cammello disidratato, o quella del carpentiere che, dopo due ore di martello pneumatico o di calcestruzzo portato a carriola, si ritrova con la canottiera inzuppata dalle proprie acque.

Ma, anche in quei casi, meglio non esagerare con l’acqua.

Meglio l’acqua della bevanda alcolica, della bevanda nervina, della bevanda gasata, del succo di frutta pastorizzato. In questi casi l’acqua rappresenta sempre il male minore, il rimedio meno dannoso alla perdita organica di liquido.

L’ideale rimane il succo di carota e di sedano (ricco di sale-sodio, ma in forma viva e organicata), il succo di rapa, di finocchio e di ananas, o la fetta di melone e di anguria, o la scorpacciata di pesche.

Non esiste the al mondo con effetto anti-cancro, e non esiste the privo di effetti collaterali.

Se qualcuno afferma il contrario, si tratta di semplici balle.

Per chi si alza presto ed è persona attiva, inserirei a giorni alterni verso le 10.30 una scodella di crema di avena poco cotta o anche cruda, con latte di saraceno o di riso o di cocco fresco (o anche solo acqua), più spruzzatina di farina di girasole-lino-sesamo e di germe di grano, oppure mezza terrina di pop-corn fatto all’istante accompagnato da fichi o da banane.

 

Un pranzo da incorniciare, da proporre alle Nazioni Unite

 

Il tuo pranzo è perfetto, da incorniciare, da inchiodare su ogni parete delle cucine italiane (e non solo), afflitte purtroppo da imbecillità alimentare perseverante e continuata, coinvolgente nonni, nonne, madre e padre e figli.

 

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Da sovrapporre alle attuali bacheche scolastiche, mediche, pediatriche ed ospedaliere, tutte caratterizzate da menù irresponsabili, figli di corruzione e di ignoranza perniciosa, da diseducazione e demenza nutrizionale spinta all’estremo.

Il tuo pranzo è super.

Resterebbe superlativo anche senza il tahin, il gomasio, l’umeboshi, l’olio di lino e di canapa e il tutto biologico, contro i quali non ho nulla di particolare, se non che spaventerebbero la massa, dando un eccessivo tocco di esotismo e di ricercatezza a un quadretto alimentare meritevole di plauso popolare generalizzato.

Chiaro che le verdure crude (insalata di lattuga e rucola) vanno alternate tra pranzo e cena, tra oggi e domani, con radicchio e ravanelli, con valeriana e carote, con tarassaco e crescione, con cavolo e cipolla, con carciofo e topinambur, con finocchio e cren, e che pure per i cereali si attuerà una alternanza logica e creativa usando il farro, l’orzo, il grano saraceno, il riso integrale nero.

 

Obiezioni e perfezionamenti per la merenda 

 

Per il periodo pomeridiano che va dalle 17 alle 20, anziché gli snack che hai citato (che non sono poi affatto malvagi), inserirei un altro pasto di frutta fresca e succosa, tipo mandarini, uva, cachi, kiwi verdi o gialli verso le 17, e magari un centrifugato di carota e ananas verso le 18 (a meno che non lo si abbia già consumato a metà mattina).

 

Obiezioni e perfezionamenti per la cena

 

Partire sempre, pranzo e cena, con una terrina, o con un piatto abbondante, di verdure crude, è regola d’ora da cui non prescindere.

Le zuppe di legumi, a patto che non siano state stracotte oltre i 18 minuti circa, possono andar bene, anche se la versione cruda tipo gaspacho è da preferirsi, specie d’estate.

Proseguire con patate cotte con la buccia o anche saltate in padella (tagliate a fette non troppo sottili, assieme a cipollotti e peperoni.

Qualche caldarrosta, una patata dolce non troppo cotta, qualche pinolo e qualche mandorla possono concludere la cena. Non ho grandi obiezioni contro tofu e seitan, anche se non stravedo per loro.

Li hanno inventati per sostituire le proteine della carne.

Ma le proteine della carne non vanno sostituite affatto, vanno solo eliminate e già con questo il nostro corpo trae grosso vantaggio.

Venisse la gente da me a dirmi che ha eliminato la carne e a chiedermi cosa fare poi, gli direi: 

Trovati il miglior amante possibile e divertiti, e senza più Viagra. La migliore sostituzione possibile è proprio quella di sostituire la carne morta con quella viva, la quale non intasa, non è indigesta e non produce effetti collaterali.

 

Obiezioni per il dopocena

 

Il quadrello di cioccolato fondente, il bacio alla crema-nocciola, la cioccolata ristretta e densa, non sono ideali, ma conciliano e appagano, e qualche delizia, qualche peccatuccio veniale, possiamo anche concedercelo.

Anche il gioco della scopa può disperdere energie, come lamentava il tardo Pitagora, ma, se merita, è la più bella cosa del mondo, e alla fine, più che bene, fa benissimo per la salute, lo spirito, ed anche per l’anima.

 

– 5 –

 

Dura critica al marito e al padre che fuma

 

E deve estendere la critica anche a te, in quanto dovresti mandare il tuo uomo fuori casa, e non andare da lui per qualche tiro.

Avete una bambina in fase di svezzamento e un’altra da scuola materna, e mi pare irresponsabile e incoerente questa vostra trasgressione.

Mi sorprendi in particolare tu, che ti sei messa nella giusta carreggiata e che sei dotata di notevole saggezza.

Così ricercata, così sensibile, così elegante e pulita, così intelligente, e poi vai a rovinare tutto accettando il peggior veleno in circolazione.

Verso il fumo tolleranza zero. Nemmeno per una tirata che innocente non è.

L’aria è il nostro cibo più importante. 

Pazienza se spesso è inquinata. Non è un buon motivo per peggiorarla ulteriormente.

 

Bocciatura netta per le uscite al ristorante, ma nell’assieme ti promuovo

 

Anche qui mi permetto di darti una piccola bacchettata.

Soprattutto perché sei così brava e così prossima alla perfezione, candidata a fungere da leader, da insegnante e da modello.

Che senso ha nutrirsi e purificarsi divinamente con mezzo kilo di mirtilli centrifugati, e poi rovinare tutto e sporcarsi di nuovo con sfortunato cadavere acqueo in avanzato stato di decomposizione?

Alla fine di tutto il discorso deve per forza fare una conclusione.

Ti promuovo, e sono certo che entro breve potrai pure meritarti i pieni voti e la lode.

Ma, siccome il marito non è un mobile da buttare fuori casa quando comoda, dovrai dare massima priorità a un aut-aut rigoroso nei suoi confronti. O te, e le bambine, o la sua schifosa sigaretta.

 

Il maestro e la strada giusta. Un timido e imbarazzante accostamento con Pitagora.

 

Siccome mi hai lodato ad intuito, dicendo che il tuo sesto senso ti ha indirizzata verso me, devo giustificare la mia sicurezza odierna nel valutarti e darti dei voti.

Il grande ed inimitabile Pitagora, dopo aver studiato coi migliori maestri greci, viaggiò in continuazione nel mondo di allora, visitando le scuole più avanzate di matematica ed esoterica dell’antichità. Cinquanta anni di peregrinazioni e di scambi culturali coi guru dei suoi tempi, mezzo secolo di studio e di insegnamento, di esperienza assorbite e metabolizzate, prima di approdare a Crotone e avviare quella sua straordinaria Scuola Pitagorica che venne adottata da tutte le città del Meridione d’Italia ovvero dalla Magna Grecia.

Ne aveva cose da insegnare. Anche troppe. Tanto che non trovarono di meglio che tappargli la bocca ed eliminarlo. Ci pensò poi la chiesa cattolica romana a rovistare furiosamente in tutte le librerie del tempo, e a bruciare ogni suo scritto, ogni suo libro. 

Nel caso mio, siamo a 2500 anni di distanza, e ad anni-luce di divario nei valori.

Mi accomuna l’affetto e l’amicizia che sento per lui, questo sì.

Qualche piccolo altro dettaglio mi collega al Maestro.

Anch’io ho girato il mondo per 30 anni, anche se visitando interlocutori ben diversi.

Non posso vantare Talete tra i miei maestri, ma ne ho avuti comunque di ottimi, in famiglia, in scuola e fuori scuola.

– 6 –

 

Le frequentazioni animalistiche e le università del macello

 

Pitagora scansava i macellai, e a quel tempo le stalle non esistevano nemmeno.

Le scene orribili alle quali ho potuto mio malgrado assistere superano di 100 o di 1000 volte quelle a cui Pitagora poteva vedere o anche solo immaginare.

Da ragazzo, la mia scuola culturale sono state le stalle dei vicini, il macello a 100 metri da casa, e 

purcitars, macellai girovaghi specializzati nella macellazione del maiale, nella rapida trasformazione di un animale vivo, che vede, sente, parlotta, sgambetta e piange, in un filiera di salsicce e salami appesi (ottenuti riempiendo  magistralmente le budella della vittima con le carni della medesima macinate all’istante sul posto), di zamponi, prosciutti e teste mozzate, il tutto appeso a sgocciolare sangue e liquidi organici accanto alle salsicce.

Una mia esperienza giornalistica biennale per un quotidiano del Friuli mi permise pure di assistere a come funzionava il macello più importante della regione Friuli, il macello comunale di Udine.

Scene apocalittiche cui il buon Dante Alighieri non si sarebbe nemmeno sognato nei suoi peggiori incubi, nel mentre concepiva e disegnava i suoi gironi infernali.

 

Le frequentazioni igienistiche con gli eredi di Herbert Shelton

 

I miei frequenti viaggi a New York, Florida e California, mi permisero di conoscere da vicino, uno ad uno, gli allievi più importanti di Herbert Shelton e della Scuola Igienistica Americana ANHS.

Quelli che oggi hanno la fortuna, e l’immenso vantaggio storico di posizione, di poter insegnare le cose giuste ai divi danarosi di Hollywood e dintorni, e dunque di fare grosse fortune, di creare favolose cliniche igienistiche, di essere annoverati tra i maggiori pagatori di tasse del fisco americano, e di non andare dentro e fuori dalle galere, come succedeva in vita al loro eroico predecessore.

L’impatto con Alec Burton, Ralph Cinque, Frank Sabatino, Joel Fuhrman, Alan Goldhamer, Ronald Cridland, Marylin e Harvey Diamond, è stato davvero importantissimo.

Cercavo di carpire da loro i misteriosi e complessi segreti per la conquista del benessere e della salute.

Mi accorsi ben presto che c’era ben poco da imparare da loro.

Non perché non fossero gente preparata ed eccezionale, lo erano e lo sono.

Ma perché il loro insegnamento era incredibilmente semplice e schietto.

Semplice e schietto come tutte le cose vere e trasparenti.

Mi accorsi che quanto predicavano, quanto mangiavano, quanto insegnavano nei loro corsi e nei loro libri, lo sapevo già a memoria.

 

La Scuola della Natura al posto di quella di anatomia

 

Non avevo fatto la trafila medica, non avevo subito i traumi delle lezioni di anatomia, non avevo speso tempo a sezionare cadaveri, non avevo frequentato eroicamente i reparti e le sale chirurgiche degli ospedali, non ero entrato nei distaccamenti della vivisezione animale, né mi ero intrattenuto nei laboratori chimici, in mezzo a strumenti, termometri, flaconi e provette.

Ma, in compenso, avevo alle spalle una esperienza igienistico-naturalistica rurale e bucolica, un curriculum sportivo-agonistico originale ed irripetibile.

 

 

 

 

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Un naturalismo reale e concreto, condotto in assoluta tranquillità tra i boschi del Cormor e quelli di Fontanabona, raccogliendo piante selvatiche, frutti di bosco e funghi eduli, sullo stile di Maurice Messeguet, adottando come ginnastica corse a perdifiato lungo i prati e arrampicate continue alla Tarzan sugli alberi più interessanti, nonché tuffi dai pioppi e nuotate memorabili nelle acque del Torre e del Cormor, con ogni tempo ed ogni stagione.

 

Memorabili sfide agonistiche e sportive al posto delle prove di laboratorio

 

A quel tempo il campo sportivo della AC Tavagnacco era situato ai margini del torrente. Ed era lì che si giocava il campionato dilettanti. Quando l’unico pallone finiva nella corrente melmosa delle piene invernali e primaverili non c’era altro modo che tuffarsi e andare velocemente a recuperarlo.

L’unico a farlo era un giocatore che, sudato come gli altri, si tuffava nelle acque gelide, riportava in campo il pallone e continuava a giocare fino alla fine, senza mai prendere un raffreddore o una influenza, senza brodini caldi e senza vaccinazioni.

Queste pazzie se le ricordano diversi ex-giovani della zona.

Quando poi finiva il campionato di calcio, il ragazzotto che ero andava pure a gareggiare e a vincere delle gare in salita, sfidando pure l’incompatibilità muscolare tra gioco del pallone e gare ciclistiche.

Niente esperienze da laboratorio chimico, dicevamo, ma al loro posto continue prove nel laboratorio più autentico e significativo, quello del mio corpo, usato in continuazione come campo sperimentale e dimostrativo.

Quando il ragazzo cresciuto capitò dalle parti di Singapore, ed ebbe la ventura di conoscere da vicino i campioni asiatici di allora, come il mitico Rajagopal, non perse l’occasione per sfidare se stesso e mettersi alla prova.

Il portiere titolare della nazionale singaporiana  degli anni 80 se lo ricorda ancora di un certo Valdo italiano che gli rifilò 4 goal, di destro, sinistro e di testa in una partita ufficiale di qualificazione ai mondiali.

Gli ex-giocatori della nazionale tipo Au-Yok Pak Huan e Lim Tan Boon, che allora erano famosi, e che avevano umiliato la nazionale tedesca campione del mondo di Rumenigge e Breitner con un imbarazzante 4-1 al Singapore Stadium, se lo ricordano ancora quel Valdo che giocava nella stessa squadra Changi-Con e correva quanto gli altri se non di più, e che faceva pure molte reti, anche se aveva 20 anni più di loro.

Il portiere del Geylang, se lo ricorda ancora quella furia di italiano che gli ha spellato le mani un paio di volte e che gli ha pure scheggiato la traversa, nella partita di esordio di serie A Geylang-ChangiCon del 7/6/81, anche se la sera prima (questo dettaglio il portiere forse non lo sa) si era trastullato con due belle gnocche locali (mia moglie pensa che si tratti di una specialità locale a base di patate).

 

Non sbruffonate ma seria e costante applicazione pratica delle teorie basso-proteiche di Pitagora

 

Raccontate in questo modo, sembrano tutte sbruffonate, sul tipo  Chi ti credi di essere?Chi ti credi di essere stato?

Lo faccio solo per dire che quello era il mio modo di vivere, ma anche di testare nel contempo il mio modo originario e quasi unico di alimentarmi, applicando alla lettera le teorie basso-proteiche del caro maestro Pitagora.

C’è pure da aggiungere che a quel tempo, 30 anni fa, ed anche di recente, 3 anni fa, mi è successo pure di imbattermi nei laboratori medici di analisi del sangue a Singapore.

 

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Ogni volta che mi hanno controllato il sangue, i medici non hanno creduto ai propri occhi, ripetendo il test e discutendo animosamente tra di loro, finendo per farmi cento domande su come vivo e cosa mangio, quasi fossi un marziano di altra galassia.

Mai visto in vita nostra, mai testato e mai persino immaginato un sangue fluido come il suo, hanno convenuto in coro i sanitari di Singapore.

 

Qualcuno che non ha cliniche, né medicine e cure da prescrivere, ma che pretende di insegnare

 

Alla fine di questa carrellata, cara Letizia, hai una qualche idea concreta su chi è il maestro, o se vuoi il cafone, cui ti sei rivolta.

Qualcuno che non ha cliniche, come i suoi amici igienisti americani, e che non ha in cura né la Lollo né la Loren.

Qualcuno che baruffa persino con la sua dolce metà hongkonghiana, la quale, dopo avergli dato due meravigliosi ragazzi, e dopo 20 anni di Italia, ha smesso col pesce e il  sea-food che consumava a Hongkong, è vegetariana come i suoi figli, ma si fa a tratti abbindolare dalle tentazioni dello yogurt e della mozzarella.

E così, come tutti i bravi calzolai, che vanno in giro regolarmente col buco sotto le scarpe, e come tutti i sarti che vestono sempre calzoni fuori-moda e con la toppa, anche lui, da bravo vegano igienista, vive a contatto di gomito con gente che lo segue, ma fino a un certo punto.

Come dicevano i romani  Nemo propheta in patria.

Qualcuno, dicevamo, che non ha cliniche e soluzioni miracolistiche da offrire, né tantomeno medicine e cure da prescrivere.

Qualcuno che però pare stia facendo breccia nel cuore e nella mente di un certo numero di persone.

Qualcuno che viene letto non solo in Italia, ma in Germania, in Inghilterra, a Hongkong, a Taiwan, in Korea, in Vietnam, in Filippine, in Australia, in Malaysia e in Thailandia, e che sta rischiando di essere letto pure in Cina.

Qualcuno che pretende di insegnare alla gente, agli stessi medici e agli stessi macellai, che una alternativa valida alla miseria umana, alle disgrazie, alle religioni posticce, alla diseducazione generalizzata, alla violenza contro il più debole, al vivere male e morire peggio, e alle disperanti tendenze medicali in corso, esiste davvero.

 

Valdo Vaccaro

 

                                                                                                                                                                                                     

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