Peste suina e Porco-Economia

{jcomments on}28 Aprile 2009 

Tutti coinvolti, in un modo o nell’altro, col mondo dei quadrupedi

Che l’Italia fosse fatta non solo di Savoia, Berlusconi e Fini, di Fassini e Gelsomini, ma soprattutto di Piccoli Preti Storti e Malfatti, lo sappiamo tutti da lunga data, e ne ridiamo pure sopra.
Se ci aggiungiamo, senza offendere nessuno, che il Bel Paese vanta pure una bella scarica di Mussi e Mussolini, di Pegorari, di Vaccari e Purcitari (Purcit, in lingua udinese significa maiale), ci rendiamo conto di quanto coinvolti noi siamo col mondo dei quadrupedi. 
Per nostra consolazione, il resto del mondo sta pressappoco sugli stessi livelli.
Succede poi spesso che, per i soliti giochi del destino, sotto il nome più innocente si nasconda il filibustiere, e sotto quello più ruvido sia albergata magari l’anima di un santo.
Nomi e cognomi sono dopotutto solo delle etichette esteriori che ci vengono appioppate un po’ dai genitori e un po’ dall’ufficio anagrafe,  per fini di riconoscimento.
Quello che conta rimane sempre e solo quello che portiamo dentro, il messaggio che diamo, e soprattutto il buono o il cattivo esempio che offriamo ai figli, ai vicini e al mondo in generale. 

   

I salumi e il terremoto Abruzzese

Ieri sera a cena, coi miei ragazzi e mia moglie, accendiamo uno dei soliti canali, e il telegiornale parla del  terremoto.
Da buon friulano che sa cosa significhi un sisma distruttivo e cosa voglia dire stare in tenda tra la pioggia e il fango, provo tutta la simpatia e la solidarietà possibili per la gente abruzzese.
Il servizio mostra varie immagini del disastro e poi si sposta su un paesino della periferia, dove un macellaio piangente tocca con religiosa venerazione alcuni salumi e culatelli pendenti dal soffitto della sua pericolante cantina.
Il commentatore intanto dichiara che  La ripresa della vita e dell’intero Abruzzo, la rinascita di queste terre passa soprattutto attraverso un pronto ripristino delle attività economiche di base, ed in particolare attraverso il rilancio in grande stile dei maialifici della zona.

L’asparago che va quasi per storto

L’asparago che ho in bocca mi va quasi storto e mi scappa un eloquente  Bastardi!
La Kathleen, da brava buddhista, mi lancia uno sguardo bruciante, e dice giustamente che non tutti al mondo stanno a scrivere articoli e libri animalisti come me, e che occorre rispettareil prossimo,non insultarlo.
Ma cos’hai capito, le obbietto.
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Il mio  Bastardi  non è diretto al porcaro abruzzese, ma al telegiornale e a chi ci sta dietro.
Il terremoto non guarda in faccia nessuno.
Colpisce a destra e a manca. A ragione ed a caso.
Chi si guadagna il soldo onestamente e con fatica è sempre da rispettare, persino il porcaro e il macellaro, con tutte le riserve animaliste possibili ed immaginabili.

E’ giusto rispettare  il disgraziato che lavora, per una questione di principio

Come spesso diciamo, il macellaio è solo un anello secondario e disgraziato della catena, mentre il vero autore del misfatto, ovvero chi affonda il vero coltello nelle carni delle persone a quattro gambe chiamate suini, è la gente comune, disgraziata o meno che sia, ogniqualvolta mette sul piatto la sua ciccia preferita, assieme ai media corrotti che spingono la gente in tutti i modi a masticare cadavere, a mandare giù carogne ad oltranza.
Il  Bastardi è diretto ai grandi manovratori.
Quelli che, un attimo prima, avevano messo in onda in sequenza le dichiarazioni assicurative di diversi esperti alimentari sull’assoluta innocuità e salubrità della carne suina italiana, la quale nulla ha a che vedere con la peste suina messicana, e che anzi fa particolarmente bene contro la vera magagna del mondo, che è non la peste suina, ma quella vegetariana.

Difendere la Porco-Economia del Sistema Italia

La vocazione spiccatamente maial-freudiana della televisione nostrana salta fuori ad ogni piè sospinto, soprattutto nelle emergenze.
Sarebbe interessante leggere i messaggi e le pressanti raccomandazioni, le veline che arrivano in  questi giorni a ritmo serrato ai giornalisti televisivi da parte degli scagnozzi della mortadella, dell’insaccato e del prosciutto.
Essi si muovono in coordinata sinergia coi colleghi del settore bovino e di quello avicolo, coi quali formano la vincente santa trinità, la crema produttiva dell’agricoltura moderna, l’attività primaria e fondamentale della Repubblica Italiana.
Repubblica Italiana la quale, più che basarsi sull’articolo 32 della Costituzione, secondo cui la salute è un bene primario dei cittadini, verte sulla legge della sopraffazione sugli animali e sulla menzogna a danno degli umani che si cibano dei medesimi.
La prima vera preoccupazione del mezzo televisivo non è quella di mostrare le disgrazie delle genti d’Abruzzo, o quelle dei morti a Città del Messico.
Le pene della popolazione sono solo un alibi e una buona scusa secondaria.
Quello che conta per il porcile mediatico chiamato Televisione è difendere e sorreggere a spada tratta la Porco-Economia del Sistema Italia.

Chi bazzica dietro le quinte dei Telegiornali di Stato?

Non si vede l’ora di rimettere in piedi l’Abruzzo e di ridare una casa alla gente in pena.
Più che giusto. Ma le case verranno dopo.
Prima cosa le stalle, i macelli e i macellai, con la santa benedizione di San Francesco d’Assisi e di Sant’Antonio di Padova.
Chi bazzica mai dietro le quinte del telegiornale?

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Chi sono quelli che confabulano, telefonini alla mano, computer accesi, ministri dell’Agroalimentare, della Sanità e dell’Economia in linea, passando poi in continuazione dati e parole d’ordine?

A Carnevale ogni uomo è un maiale, ma il discorso è ormai valido per tutto l’anno

Un antico proverbio contadino dice che  A Carnevale ogni uomo è un maiale.
E’ almeno dal Medioevo che il porco, sottoforma di culatello, rognone, soppressa, salsicce polmonarie, lardo e frittelle, regna sul martedì grasso.
Grasso e generoso non solo in termini di calorie e porcherie, ma anche in termini di licenziosità sessuali, consentite dal clima allegro e disinvolto, e promosse dalle abbondanti libagioni.
Solo che oggi, il discorso non si limita più alla baldoria che precede la Pasqua, ma viene esteso in pratica a tutto l’anno.

Focoso amatore senza bisogno di Viagra

Il porcello è da sempre un emblema dei piaceri della carne in tutti i sensi.
In effetti, il maiale non è soltanto una grande persona (socievole, affidabile, intelligente, riconoscente, amico, pulito, gentile, espansivo) ma, tenuto come si deve, è pure sano e vivace, e dunque focoso amatore senza bisogno di Viagra, al pari del coniglio, dell’elefante, del toro, del cavallo e di tutti gli animali vegani in genere, dotati come sono di una circolazione sanguigna straordinariamente efficiente.
Nessuna meraviglia che l’uomo ambisca a scimmiottare il maiale, o meglio ancora a diventare egli stesso maiale.
Questo quadrupede diviene dunque metafora dell’uomo stesso, allegoria delle sue qualità fisiche e morali.

Ma la carne di maiale non rende l’uomo maiale, e tantomeno gli apporta benefici in salute

Del suo corpo nulla mai viene sprecato,
Si mangia anche la pelle, le ossa, la coda e il musetto. Nei salami e nelle salsicce ci macinano dentro pure occhi e orecchi, interiora e testicoli.
Il guaio è che il sangue non fa sangue, il latte non fa latte, il fegato non fa fegato, la sborra non fa sborra, le proteine non fanno proteine e, purtroppo, il maiale morto non fa maiale vivo, per chi si fosse davvero prefissa questa irresistibile meta da raggiungere.
In altre parole, la carne di maiale non solo non rende l’uomo godereccio e maiale come il maiale, ma lo fa piuttosto indebolire ed ammalare gravemente, come del resto tutte le carni cadaverali ed in decomposizione di animali o di persone morte.
Se l’uomo vuole fare il maiale, non c’è altro modo che trasformarsi finalmente, da suo vile traditore, in reale amico per la pelle, adottandolo e coccolandolo come si fa col cane e col gatto, osservandolo mentre si nutre di ghiande e tuberi, osservandolo mentre si accoppia con una o più porcelline da mettersi ovviamente a sua disposizione, ed eventualmente imitandolo, se possibile con qualcosa di meglio delle maialine stesse.

L’allarme mondiale per la pandemia Messicana della febbre suina

Passando alle cose più serie e ai fatti del giorno, c’è stato di  Allerta-5 da parte dell’OMS, e pare che il tetto massimo del livello 6 sia solo una questione di ore.
Negli USA è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.
Città del Messico è in quarantena, e pertanto nel caos più totale.
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Qualcuno gioca con le cifre e tende a minimizzare, mentre i morti accertati sono 140 su un totale di 1600 persone colpite da un’influenza robusta, con febbre alta, letargia, difficoltà respiratorie, e a volte pure vomito e diarrea.
In realtà minimizzare sarebbe la cosa giusta, ma bisogna capire chi minimizza e perché lo fa.
Si minimizza, per adesso, nel settore agroalimentare, per evitare quel panico che porta a danneggiare la porco-economia e la bovino-economia, che sono l’asse portante di un mondo carnivoro zoppo e debosciato.
Qualche altro, infatti, massimizza e soffia sul fuoco della paura e del panico.
Saranno forse nemici in concorrena l’uno contro l’altro?
Niente affatto. Sono amici per la pelle e con legame ombelicale a doppia mandata.
Si alternano semplicemente nei loro giochini.
Un colpo al cerchio (Niente paure e niente panico, mangiate maiale e mangiate bistecca, mangiate uova e mangiate formaggio!), e un colpo alla botte (Spaventatevi gente, terrorizzatevi a morte, e soprattutto correte a fare diagnosi, mammografie, raggi alle vagine e ai testicoli, passando poi una volta per settimana ai centri vaccinazione), e alla fine si incontrano tutti assieme appassionatamente ai loro party, dove si brinderà alla ripresa dell’economia mondiale, e ai rally verso l’alto dei titoli farmaceutici.

Si chiama A-H1N1, ed è un mostriciattolo morto e cadavere a tre teste

Tali cifre tendono a variare in continuazione e probabilmente saranno almeno raddoppiate e triplicate quando queste righe arriveranno al lettore.
Il responsabile viene sintetizzato con la sigla A-H1N1, un mostriciattolo morto e cadavere a tre teste, un virus ibrido sinora mai rilevato né negli umani né nei suini.
Gli esperti del CDC di Atlanta  (Center Disease Control),  il Centro Prevenzione Malattie più famoso al mondo, sembrano allarmati, ma in realtà non vedevano l’ora che ciò accadesse.
Più grosse ed imponenti le epidemie e più importanti loro si sentono.
Questo genoma è una mescola contenente segmenti genetici provenienti da altri quattro virus: quello dell’influenza suina e dell’aviaria del Nord America, quello dell’influenza umana e quello dell’influenza suina eurasiatica.
Un cocktail nuovo e sconosciuto al sistema immunitario umano, ha commentato Pietro Corvari, epidemiologo dell’Istituto di Medicina Preventiva dell’Università di Genova.

Via libera alla carne di maiale da parte della congiura Carne-Cancro-Pandemia-Vaccino

L’infezione si starebbe trasmettendo da uomo a uomo a velocità assai superiore a quella dell’aviaria.
L’influenza suina colpisce le vie respiratorie nasali e in genere non contagia l’uomo, anche se possono verificarsi casi sporadici nelle persone a stretto contatto coi maiali.
Il CDC, nei cui uffici, nota bene, venne pianificato, disegnato e lanciato l’AIDS (che in origine si chiamava GRID, ovvero Gay Related Immunodeficiency Disease), come riportato dal professor Peter Duesberg nel suo best-seller Aids, il virus inventato, rientra sempre nel ristretto gruppo di amici del  Codex Alimentarius. Nulla di strano se il CDC si è affrettato a dichiarare che il virus messicano non può essere trasmesso per via alimentare, ma solo per via respiratoria.
E’ una questione di gioco di squadra.
La carne fa bene ai produttori (che se ne strafregano dei maiali come degli uomini), fa bene alla sanità (che grazie al consumo di carne si ingrossa, e se ne strafrega dei sani e dei malati), fa bene al sistema farmaceutico che tifa intensamente a favore di un pianeta al 100% sulla sedia a rotelle, col motorino sulle ruote ben si intende, per accedere in modo rapido alle superfarmacie di domani.

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Per la Congiura del Male questa Peste Suina è un ottimo campo di allenamento per affilare le armi

Anche il CDC fa parte della Congiura del Male contro l’Umanità.
Tutti i maggiori enti mondiali della sanità e dell’alimentazione ne fanno purtroppo parte, con in testa la FDA, il WHO, la OMS, la NDC (National Dairy Council), come ne fanno parte i cartelli mondiali e le multinazionali tipo Monsanto, Bayer, Pfizer, Gsk (GlaxoSmithKline), Aventis, PhilipMorris, Unilever, Nestlé, Danone, regolarmente collegati e coinvolti nel sinistro Codex Alimentarius.
Ed hanno, ben s’intende, le spalle coperte dal sistema bancario (Rockefeller Bank in testa), dalle Sette Sorelle del petrolio, dai servizi segreti, e dalle alleanze politiche inestricabili con partiti e governi.
Il tam-tam a livello mondiale è dunque quello di via libera alla carne di maiale.
Se i porcellini si illudevano di usufruire di un bonus, ovvero di un rallentamento nelle macellazioni, di una vacanza dei loro boia, possono scordarselo da subito.

Tra le puttanate dell’AIDS, del Papillovirus e della Peste Suina, abbiamo ai nostri piedi il mondo intero

Macelli a pieno regime e magari con qualche incremento, data l’intensità della campagna pubblicitaria a favore della carne di suino e della carne in genere.
Tranquilli i porco-allevatori e contenti i fabbricanti di mascherine.
Ma quelli che gongolano di più sono i monatti, gli untori e i lazzarettieri, ovvero i fabbricanti di vaccini, tipo la GSK (GlaxoSmithKline), per le ottime prospettive che si stanno spalancando.
Mondo spaventato mondo vaccinato.
Si stanno ripetendo i grandi fasti e le atroci buffonate dell’aviaria e della SARS.
Più spaventi la gente e più guadagni, lo sanno ormai a memoria.
Tra le puttanate trascorse e presenti dell’AIDS, quelle del Papilloma Virus e quelle della Peste Suina, abbiamo finalmente il mondo intero ai nostri piedi, gongolano gli emissari del Cartello Farmaceutico Mondiale, inglobati nel solito  Codex Alimentarius che si appresta a prendere in mano le redini del mondo intero.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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