Medici e medici, uomini e uomini

{jcomments on}22 Maggio 2009

 Un amico medico dei tempi di Rottura e del Circolo Marcuse

 

Caro V,  Trovo solo oggi il tempo per scriverti, ma leggo con regolarità le tue tesine, di cui ti ringrazio.

Riconosco la verve di 30 anni fa, complimenti!

Naturalmente su molti aspetti relativi alla fisiologia umana (e alla antropologia) non concordo, ma sono sicuro che l’approccio vegetariano-vegano sia compatibile con una buona e forse migliore salute.

Uno dei problemi di questo tempo è la rilevanza eccessiva che diamo al cibo in generale, alla gastronomia intendo.

 

Gli enogastronomi e le dissertazioni sul culatello di Davide Paolini

 

A quella  necessità naturale che è il mangiare, e che abbiamo caricato di valenze culturali discutibili.

Il tutto a scapito del nostro benessere e a vantaggio di imprenditori del vizio e di furbastri come gli enogastronomi.

Esempio per tutti, un certo Davide Paoliniche imperversa su radio 24. 

Un sedicente esperto che discetta di culatello con il tono del professor Modigliani quando spiega i pericoli della crisi da sottoconsumo, e promuove sconosciute osterie e rivendite di cibarie con l’evidente scopo di tornaconto personale. 

 

Il professor Giorgio Calabrese e Luca Sardella, una bella coppia di naturalisti del video

 

Concordo con il tuo giudizio su un altro ineffabile elemento come il professor Giorgio Calabrese, comico della Rai che mi procura qualche minuto di divertimento le poche volte che riesco a guardare la TV.

Non ho idea di dove abbia conseguito la laurea questo personaggio, ma di certo era compagno di corso di Luca Sardella, altro incredibile ed ameno maestro di cose naturali sui canali televisivi nazionali. 

 

Qualche piccola osservazione, a dire il vero niente affatto piccola

 

Permettimi però anche qualche piccola osservazione.

Nella tua prosa (e in quella di qualche tua corrispondente) c’è una preoccupante intolleranza nei confronti della maggioranza degli esseri umani, ovvero di quelle persone che hanno dato un’impostazione diversa alla loro vita.

 

 

– 2 –

 

In più, l’ossessiva associazione dell’alimento-carne a morte-disgregazione-decomposizione, così come l’orrore nei confronti di fenomeni come la putrefazione intestinale, mi fanno pensare ad analoghe preoccupazioni che ossessionavano inquietanti personaggi della storia dell’ultimo secolo.

 

Se parliamo di cose di scienza, ogni affermazione deve essere sostenuta dalla ragione e da un razionale. Nessuna concessione a nessuna forma di fede.

 

Un’altra osservazione riguarda le troppe affermazioni apodittiche, e la troppa ansia di passare dal caso particolare al generale, al sistema assoluto.

Ti ricorderai che sono sempre stato un tenace sostenitore della ragione. Oggi lo sono ancora di più. 

Sono convinto che tutte le contrapposizioni su questo pianeta possano essere ricondotte a 2 elementi che sono la ragione e l’irrazionale.

E si tratta di elementi assolutamente inconciliabili, nonostante tomi ed encicliche provino a convincerci del contrario.

Così, se parliamo di cose di scienza, ogni affermazione deve essere sostenuta da un razionale, senza fare concessione a nessuna forma di fede.

 

Ogni verità è relativa, e vale cioè fino a quando non arrivano strumenti di analisi migliori

 

Ma, se la ragione è il riferimento fondamentale, e deve poter rispondere ad ogni quesito, allo stesso tempo deve considerare il limite delle sue conclusioni.

Ogni verità è relativa. Ogni verità è soggetta agli strumenti di verifica di cui disponiamo oggi.

Domani, altri strumenti, migliori, confuteranno la verità odierna.

Karl Popper ci insegna: La sorte migliore che auguro alla mia teoria di oggi è quella di essere confutata da una teoria più generale, che comprenda la mia come caso particolare.

Nell’attesa di parlarne ancora, un caro saluto. Antonio da Udine.

 

Un contentino in apertura e una gragnola di colpi bassi a discorso iniziato

 

Ringraziamo l’amico udinese, medico affermato e sincero amico, nonostante la spigolosità ideologica di alcuni suoi punti. 

In pratica, caro Antonio, mi hai fatto dei complimenti in apertura, mi hai dato un contentino sulla possibile utilità del vegetarianismo, e poi hai rifilato una serie di cazzotti cattivelli, stile KO, al livello della cintura, sia sui contenuti, che sullo stile, che sulla scientificità, tutte cose alle quali tengo moltissimo.

In altri termini, diciamocelo chiaramente, non sei d’accordo su niente.

 

Una critica estremamente importante, tipica della gente normalizzata 

 

Ma il lato estremamente positivo della tua critica è che non ti nascondi e piazzi i tuoi colpi alla luce del sole, autonominandoti avvocato non del diavolo, ma della maggioranza silenziosa che fa tutte quelle cose sbagliate (secondo me) e giuste (secondo te) che io continuo a denunciare e a stigmatizzare nelle mie tesine.

Che i contenuti, e che lo stile adottato nell’esporli, siano non-convenzionali, e siano pure spesso controversi, ovvero carichi di opinioni contrastanti con quello che pensa, dice e fa la maggioranza, sono d’accordo con te, e penso che siano in molti a provare le tue stesse sensazioni, per cui trovo estremamente interessante prendere sul serio la tua mail e risponderti in dettaglio. 

– 3 –

 

Nel caso tuo, non si tratta di alto tradimento, ma di un grosso contributo di chiarezza che stai facendo alla nostra giusta causa.

Dovrò per forza contrastare quanto dici, ma senza alcun malanimo.

Ti sono anzi riconoscente per queste critiche così pungenti e tipiche della gente cosiddetta normalizzata.

 

Non ci sono emergenze, non ci sono catastrofi, tutto procede al meglio, tutto fa brodo

 

Tu, Antonio, rifletti e rappresenti al meglio chi non percepisce il valore del nostro linguaggio, chi trova che sì, un po’ di più vegetarianismo potrebbe anche essere eventualmente una cosa positiva. 

Ma che tutto sommato non ci sono emergenze, non  ci sono catastrofi, che il mondo va così ed è giusto che vada fatalisticamente così, in questo modo e non in un altro.

Morte niente, violenza nemmeno (se non quella della solita cronoca quotidiana), animali che soffrono nemmeno (un colpo e via), malattie umane sì, ma più o meno come al solito. 

Insomma niente di così trascendentale per giustificare la nostra Rottura odierna, che appare ai tuoi occhi come una ragazzata di altri tempi.

E’ giusto che tutto proceda come procede, con lo stile e le priorità tutte economiche e finanziarie del Corriere della Sera, con i medicamenti e le soluzioni perfette dell’Ordine medico, con tutte le verità del presente che sono un fatto relativo, in quanto saranno regolarmente smontate dagli strumenti di domani.

 

Andiamo ai tuoi 5 punti-chiave

 

Nella tua prosa (e in quella di qualche tua corrispondente) c’è una preoccupante intolleranza nei confronti degli esseri umani che hanno diversa impostazione di vita.

L’ossessiva associazione dell’alimento carne a morte-disgregazione-decomposizione.

      L’orrore nei confronti di fenomeni come la putrefazione intestinale mi fa pensare ad analoghe         

      preoccupazioni che ossessionavano inquietanti personaggi della storia dell’ultimo secolo.

3)  Troppe affermazioni apodittiche, e troppa ansia di passare dal particolare al generale, al sistema   

      assoluto. Sono sempre stato un tenace sostenitore della ragione. Ragione e irrazionale sono elementi 

      totalmente inconciliabili.

4)   Se parliamo di cose di scienza, ogni affermazione deve essere sostenuta da un razionale.

      Nessuna concessione a nessuna forma di fede.

Ogni verità è relativa, soggetta e legata a strumenti di verifica di cui disponiamo oggi.

      Domani, altri strumenti migliori, confuteranno e scardineranno le nostre verità odierne.

 

La nostra è un’iniziativa culturale intrapresa per amore verso le genti, non certo per disprezzo.

L’intolleranza di cui parli è verso gli errori, non contro la persona, il che è ben diverso.

 

Proprio a causa dell’impostazione rigorosamente scientifica, non fideistica e confessionale, non partitica o movimentistica, che ho inteso dare alla mia iniziativa di divulgazione, di controcultura, di controinformazione, mi vedo costretto a non essere accondiscendente o tenero con gli errori di alimentazione, di comportamento, di stile di vita della maggioranza.

Non si tratta di intolleranza verso le persone, ma verso i loro più clamorosi e comuni errori, che è cosa assai diversa.

La mia iniziativa sta semmai a simboleggiare amore ed interesse per la gente tutta.

 

 

– 4 –

 

Criticare significa interessarsi alla gente, non strafregarsi degli errori che fa e delle conseguenze che provoca agli altri (natura, animali) ed anche a se stessa

 

Criticare gli errori non significa mandare a quel paese la gente che sbaglia , ma cercare di aiutarla a comportarsi possibilmente meglio. 

Chiamare gli umani bipedi, non è volerli gratuitamente offendere, non è disprezzarli (anche io sono un bipede), non è sputare nel piatto in cui si mangia, ma ricordare loro che non si devono discriminare le altre razze né per il colore della pelle, né tantomeno per il numero delle loro gambe o per il tipo di epidermide nuda, pelosa o piumata che tali persone diverse hanno.

Ed è pure ricordare loro che hanno a disposizione un certo tipo di macchina (fruttariana, alcalina e non acida) anziché un’altra, per cui tutte le pratiche acidificanti, ossidanti, putrefacenti, uricemizzanti, intasanti, bidodicizzanti, sono da stroncare, se si vogliono evitare i reparti ospedalieri e dare meno lavoro a medici e farmacisti, persone rispettabili e preziose nelle emergenze, ma da tenere sott’occhio e sotto controllo nella loro dilagante e patologica invadenza.

 

Non criticare la gente, ma allinearsi umilmente ad essa

 

Tutto sta a vedere se le posizioni che rappresento sono giuste o sbagliate.

Ed è su questo che si può e si deve argomentare, approfondire, controllare.

Ma servono critiche precise e circostanziate. 

Mi si citi una tesina in particolare e un punto in particolare da sottoporre a censura.

Fare delle critiche o delle accuse generiche non mi dà la possibilità di rispondere con rigore logico.

La tua posizione, mi fa pensare comunque ad un intelligente appunto mossomi qualche anno fa dal professor Rino Polci di Milano.

Valdo, mi disse, se vuoi migliorare il comportamento della gente, non la devi criticare, non le devi dire che sbaglia qui e sbaglia là. Sa troppo di presuntuoso e di aristocratico.

Devi piuttosto metterti umilmente con la base, calarti nei suoi problemi, pensare come lei e fare gli stessi errori. Poi, forse, dall’interno, potrai scardinare qualche nodo e qualche improprietà.

 

Non è questione di superbia e presunzione, ma solo di franchezza

 

Ho citato questo episodio a pag 139-140 del mio testo  Alimentazione Naturale.

La mia risposta a Polci è che non ci si può allineare col popolino nei suoi errori comuni, tanto per apparire 

più popolari e vincere la normale ritrosia di chi sta sbagliando.

Non è questione di superbia o di presunzione. 

Credo nella franchezza, non nell’ipocrisia e nel machiavellismo. 

Troverei scadente e persino irriverente prendere in giro le persone facendo finta di tramutarmi e di schierarmi strategicamente con la base per farla diventare élite.

Già il buon Dio ha pensato bene a dire che Gli ultimi saranno i primi, per cui non intendo darmi collocazioni alte o basse, popolari od elitarie, ma solo giuste o sbagliate, per cui il problema in realtà non si pone.

 

 

 

 

 

– 5 –

 

Gli errori alimentari e comportamentali non sono esclusiva caratteristica della cosiddetta plebe

 

Tanto più che gli errori eclatanti non vengono commessi solo dalla plebe (ammesso che la plebe oggi esista davvero come categoria), ma spesso anche da persone altolocate, da dottori e professori.

Il grande Pitagora era riuscito ai suoi tempi a far valere le sue ragioni ed a conquistare il cuore di uomini e donne, di giovani ed anziani, al punto che tutte le città del Meridione e del Centro Italia fino all’Etruria (allora Magnagrecia), erano rette da governi a netta ispirazione pitagorica.

Tutto venne ribaltato dai demagoghi e dai populisti del tempo, che accusarono Pitagora di scegliere la gente migliore per la direzione politica delle città, e quindi di essere aristocratico ed antipopolare, come la statua di Hermes, con l’iscrizione Che il profano non entri qui, posta all’ingresso della sua scuola di Crotone.

 

L’ossessiva associazione dell’alimento carne a  morte-disgregazione-decomposizione

 

Capisco che tu non sia abituato a questo tipo di linguaggio franco ed aperto.

Pretendi forse che si parli alla gente di bistecche, cotechini, prosciutti, rognoni e trippe, come qualcosa di tranquillo e pacifico che pende dai rami degli alberi?

Sai benissimo che un pezzo di carne è un pezzo di cadavere, derivato dalla morte violenta e controvoglia di una stimata e rispettabile persona piumata o a quattro gambe, dotata di sangue-cervello-anima quanto noi e forse anche meglio di noi, ma priva soltanto di mezzi per difendersi.

Nessuna ossessione da parte nostra, ma semplice realismo, semplice verismo, semplice cronaca giornalistica con le necessarie aggettivazioni capaci di far intendere il problema nella sua interezza.

 

La vera ossessione non sta nelle nostre descrizioni ma nello schifo oggettivo di una bocca umana che addenta della mortadella o del prosciutto, ovvero del cadavere affettato

 

Per te disinvoltura e tranquillità nel portare alla bocca della mortadella, del salame, dei panini insanguinati, delle pizze inquinate dalla proteina-orribile, degli spaghetti avvelenati da quel cadavere macinato che si chiama eufemisticamente ragù, dei minestroni carichi di lardo e di dadi di polvere di carne e di ossa, è cosa giusta e normale.

Dove stanno dunque l’estremismo e l’ossessione?

Stanno nell’evidenziare questi orrori o nel considerarli comportamento normale, pacifico, tollerabile, ammirevole, raccomandabile?

 

Il puzzo di topo morto, i miasmi cancerogeni della digestione carnivora, non sono invenzioni nostre

 

La disgregazione e la decomposizione delle proteine, i miasmi della digestione carnivora in corpo fruttariano, il puzzo di topo morto che tutti a volte conosciamo e sfuggiamo con grande e comprensibile disgusto, non è nostra invenzione.

La disgregazione e la demolizione delle proteine, valori contenuti in un forte guscio protettivo, non è fantasia del nostro sacco, ma necessità biochimica che riguarda tutte le creature.

Canidi, felini, serpenti, corvi, condor e iene, sono anch’essi soggetti alla stessa regola. 

Ma almeno essi sono attrezzati per fare quel tipo di lavoro digestivo, mentre noi umani assolutamente no.

Trattasi di rispettabili necrofagi, forniti di sangue acido, di stomaco iper-acido, di sangue uricasi-dotato, di latte alto-proteico ed alto-grasso (nei mammiferi-carnivori), per cui l’elaborazione ed il transito intestinale di carni, frattaglie e persino ossa, non arreca loro grossi danni.

– 6 –

 

Un giovane su due obeso in Campania e massimo consumo di droga nella nostra bella Italia.

Continuate così che andiamo bene.

 

La gioventù italiana che un tempo era bella e attiva, scattante e muscolosa, sana e ridente, sportiva e naturale.

Oggi marcisce nel proprio grasso e nella propria obesità (in Campania il 46% dei ragazzi è obeso, secondo le statistiche ministeriali, cioè un giovane su 2, e nel resto d’Italia le cose non vanno meglio, visto che 1 su 3 è obeso con tendenza).

La popolazione italiana, che con la dieta modesta e improvvisata, tendenzialmente vegetariana dei tempi andati, riusciva comunque a sopravvivere e a tenere il cancro a livelli di un caso su 60-90, si ritrova oggi, grazie a come pensa-fa e soprattutto mangia, a livelli di 1 su 3 e 1 su 4, in piena concorrenza col paese più malato del mondo che è l’America.

A completare il quadro, il consumo di droga ha toccato i livelli più alti nel 2009, nella nostra bella Italia.

Per te, comunque, niente ossessioni. Continuate così gente che andiamo bene.

 

Inquietudini del tutto immotivate

 

L’orrore nei confronti della putrefazione intestinale (e quindi del cancro e di tutte le maggiori malattie, dove i maggiori tuoi colleghi medici del mondo riconoscono l’intestino e il colon come le sorgenti di ogni malattia, nella misura di oltre il 90%), per te non ha motivo di esistere.

La battuta per cui pensi a inquietanti personaggi della storia non l’ho semplicemente capita.

Per un elemento rigoroso e razionale quale sei, dovevi dare nome e cognome a tali personaggi, oppure dovevi risparmiare allusioni che non stanno né in cielo né in terra.

Sono io, semmai, a restare inquietato da affermazioni di quel genere.

 

Nessuna purezza razzista, ma semplice amore per la pulizia delle cose che si portano alla bocca, e per la purezza intestinale (assenza di micidiali putrefazioni)

 

Difendendo l’ultimo degli animali indifesi, difendiamo anche l’ultimo degli uomini. 

Non c’è ideologia razzistica o posizione sulla purezza della razza bianca o gialla o nera. 

Non c’è nemmeno religione vegana dalle nostre parti, caro Antonio.

C’è amore per la semplice pulizia delle cose che si portano alla bocca, della pulizia e della purezza intestinale, e dell’alcalinità del sangue. 

Non certo per il colore della pelle, o per lo spessore del portafogli, che vorremmo fosse bello grosso per tutti, a seconda dei propri meriti economico-sociali, delle proprie necessità vitali, ma anche a seconda della semplice fortuna.

 

Troppe affermazioni apodittiche. Troppa ansia di generalizzare ed assolutizzare, mentre tutto è relativo a questo mondo.

 

Parole belle. Per troppo apodittiche intendi troppo evidenti, troppo chiare, troppo facili o facilone.

Tutto si divide in ragione  (dalla parte tua e della maggioranza, il cui comportamento per te, e per tanti che la pensano come te, è sacro ed intoccabile), ed irrazionale (dalla parte mia, o di chi presenta altre soluzioni anticonvenzionali o altri metodi giudicati aprioristicamente e statisticamente utopistici, inapplicabili, antipopolari).

Non sei il primo.

– 7 –

 

Guai proporre diete povere e diete sane. Tutti al banchetto e tutti destinati alla putredine reale.

 

Come? Abbiamo messo due secoli a far fuori re e baroni, imperatori e conti, ad esautorare  padrun dalli belli braghi bianchi. Abbiamo inserito la Rivoluzione Francese e quella Sovietica, mozzato teste e sgozzato menscevichi, per prendere il loro posto nelle stesse cucine nobiliari e padronali di un tempo.

Abbiamo fatto in modo che il cancro, un tempo denominato putredine reale (di nuovo il termine putrefazione che ti pizzica e ti disturba tanto), sia finalmente diventato putredine popolare.

Ed ora vieni a riproporre le diete povere di un tempo?

Noi siamo per mangiare come i re e morire come loro, cioè di cancro.

 

Nessuna concessione a nessuna forma di fede

 

Di quale forma di fede parli mai?

Devi dirlo. Non puoi restare sulle generali.

Non ti riferirai mica al fatto che sosteniamo la fruttarianeità storica, progettuale, conformazionale, biochimica del corpo umano?

Questa non è fede. E nemmeno ideologia di quattro strampalati vegani.

Questa è scienza pura corroborata da tutte le testimonianze che vuoi nei campi dell’antropologia, dell’anatonia, della biologia, della psicologia, della gastroenterologia, della salutistica naturale.

 

E’ il corpo stesso che non ha segreti, che non mente, che ci dà tutte le certezze

 

Ma anche se mancassero tali referenze e tali conferme, è il corpo stesso che non mente, e che ci dà tutte le conferme e tutte le sicurezze:

 

Sangue alcalino.

Nessun enzima uricasi, per la demolizione del mortale acido urico

Pochissimo acido cloridrico nello stomaco, per la demolizione delle proteine animali.

Latte materno diversissimo da quello di tutti gli animali carnivori e persino da quelli erbivori, dalla percentuale grasso-proteica identica a quella della frutta.

Disegno intestinale lungo e contorto, tipico del mangiatore di fibre vegetali, semi e germogli, frutta e   

tuberi.

Precise e documentate reazioni avverse di breve e lungo periodo del corpo umano ai veleni della 

      carne, del pesce, delle uova, del latte, delle droghe varie ed anche ai veleni dei cibi cotti.

 

Se la prossima volta citerai punto per punto l’irrazionale che trovi nelle nostre posizioni, sarò in grado di darti risposte più dettagliate e puntuali.

 

Ogni verità è relativa, è commisurata al tempo ed agli strumenti di cui disponiamo oggi

 

Ti faccio presente che quanto affermo era già noto 3 mila anni fa (ai tempi di Talete, Pitagora, Eraclito, Platone, ed anche al tempo dei filosofi romani).

Ed era pure noto 500 anni fa al tempo di Leonardo da Vinci.

Sono arrivati calibri, micrometri, telescopi, radio microscopi, apparecchi diagnostici di ogni genere.

Ma le verità eterne, caro Antonio, non vengono mai smentite dagli strumenti.

Succede semmai l’opposto.

– 8 –

 

Karl Popper e Rudolf Steiner sono favolosi.

Chi mi convince ancora di più è il canto degli uccellini e l’orchestra delle rane.

 

Hai citato Karl Popper.

Sappi che sono da sempre suo sperticato ammiratore, anche se non lo antepongo affatto al suo più spiritualista corregionale Rudolf Steiner.

Essere dunque tenaci sostenitori della ragione mi sta benissimo.

Però, se mi vieni a chiedere perché il corpo e l’anima dell’uccellino che mi delizia col suo canto, e il corpo e l’anima delle rane, che in perfetta sintonia orchestrano i loro cori ogni sera nel laghetto sotto-casa, e il corpo e l’anima dei vitellini, che piangono di disperazione quando vengono staccati dalla loro mamma mucca, sono simboli della grandezza e della sacralità del creato, e magari ti attendi un razionale e una dimostrazione scientifica di tale affermazione, non avrò altro da fare che mandarti a quel paese.

 

Ci sono modi e modi

 

Vorrei anche aggiungere qualche considerazione di contorno.

Vorrei ricordarti che si può essere medici in modi assai diversi.

Ci si può integrare nel sistema e fare le cose che più non rompono e non disturbano, che più integrano,  inquadrano e convengono.

 

Si può anche essere medici come Oliver Wendell Holmes

 

Si può essere però anche medici come il dr Oliver Wendell Holmes (1809-1894), celebre professore di anatomia e fisiologia ad Harvard, nonché fondatore della Supreme Court of Justice americana, il quale pronunciò e scrisse le seguenti testuali parole: I firmly believe that if the whole materia medica could be sunk to the bottom of the sea, it would be all the better for the mankind and all the worse for the poor fishes  (Credo fermamente che, se tutta la medicina potesse venire affogata e depositata sul fondo del mare, sarebbe la salvezza per l’umanità e la rovina per i pesci).

 

Oppure si può esserlo nello stile di Robert Mendelsohn oppure persino in quello di Ippocrate

 

Si può essere medici come Robert Mendelsohn, che giunto al top della sua carriera di pediatra, ammonì la popolazione mondiale a non fidarsi della medicina.

Stai bene? Non andare dal medico, ti ammalerebbe. Stai Male? Non andare dal medico, ti aggraverebbe.

Ci sei andato? Prendi nota punto per punto delle sue raccomandazioni e fa l’esatto contrario. Solo a queste condizioni ti salverai.

Potrei andare avanti, o anche indietro. Potrei citare il padre della medicina Ippocrate, che dovresti conoscere benissimo, avendo tu stesso giurato sul suo testamento.

Ti ricordo che disse due cose fondamentali: Primo non nuocere e, secondo, la natura è sovrana medicatrice dei mali (non i medici e non i farmaci).

 

Si può anche essere uomini in modi diversi

 

E vorrei pure aggiungere che si può essere pure uomini in modi assai diversi.

Uno è padrone di scegliere la mediocrità, di cercare la via più facile e sicura.

 

– 9 –

 

Si può essere, ad esempio, figli del macellaio, e continuare l’attività del padre difendendola a denti stretti come si trattasse di attività benedetta da dio, dal papa, dal sindacato e dal ministro delle politiche agricole.

Si può lottare strenuamente, coltello tra i denti, per difendere il proprio lembo di terra.

 

Ma si può anche essere uomini alla John Robbins

 

Ma si può essere uomini anche come John Robbins

Figlio unico di John Robbins senior, maggiore allevatore e macellaio d’America, nonché presidente della Baskin Robbins International Corporation, leader mondiale del gelato confezionato e dei prodotti di contorno, venne convocato dal padre al termine degli studi universitari.

Caro John, anzi caro figlio dottore, ho deciso di passare tutte le mie proprietà e i miei averi alla tua persona.

Prima però, dovrai fare uno stage intensivo di preparazione tecnica ed amministrativa presso tutte le nostre 50 filiali americane e le 10 filiali esterne, in Canada, Australia, Sudafrica ed Argentina.

Diciamo che due settimane per filiale dovrebbero bastare.

Alla fine di questa trafila, ti convocheremo ad Atlanta per la tua nomina a direttore generale e vicepresidente della nostra Corporation.

 

Un anno di esperienza nelle varie filiali americane ed estere e il grande giorno della nomina

 

John, da bravo giovane quale è, obbedisce alla lettera. 

Esegue questo periodo di indottrinamento e di preparazione tecnica. 

Viene a conoscere dirigenti e maestranze di ogni filiale, familiarizza con maiali e soprattutto con mucche, manzi e vitellini. 

Passa più tempo nelle maxi-stalle, nelle latterie e nei macelli della Baskin Robbins.

Tocca con mano, ed anche col cuore, ogni cosa che vede e che sente.

Alla fine viene il grande giorno della sua nomina.

Un party mega-galattico con banda e ballerine, con dirigenti e soci dell’azienda, giunti da ogni città americana e dall’estero.

Il padre dietro un tavolo presidenziale, affiancato dai pezzi grossi, e con un librone aperto, sul quale serve solo una firma del figlio e una stretta di mano sua e dei soci fondatori.

John Robbins non si fa attendere.

 

Sono più importanti i miei sentimenti e le mie convinzioni intime che tutto il denaro del mondo

 

Attraversa veloce l’atrio e la sala dei convegni, seguendo il lungo tappeto rosso che porta alla presidenza. 

Riponde con un saluto e un sorriso agli applausi scroscianti che arrivano dai tanti convenuti, e giunge di fronte al padre che lo abbraccia e gli mette in mano una Parker platinata pronta per l’uso.

John depone la penna sul tavolo, prende in mano il microfono e guarda diritto negli occhi del padre.

Caro Presidente, ti ringrazio per la fiducia accordatami, ed estendo i miei ringraziamenti ai soci e ai convenuti per questa festa in mio onore.

In questo lungo anno ho avuto modo di conoscere la realtà del gruppo, l’oggetto e i protagonisti principali del business.

Purtroppo, mi sono reso conto della totale incompatibilità del ruolo, che mi state qui offrendo, con i miei sentimenti e le mie convinzioni più intime.

 

– 10 –

 

Sono entrato nel cuore e nell’anima delle vittime che maltrattate e sgozzate quotidianamente

 

Sono entrato nel cuore e nell’anima dell’azienda, come volevi tu, Mr Robbins.

Ma sono entrato ancor più nel cuore e nell’anima delle povere vittime che stanno, a migliaia e a milioni, incatenate nelle tue stalle e che vengono sgozzate quotidianamente nei tuoi macelli. 

Per questo motivo, ti chiedo di farmi un grosso favore, ossia di diseredarmi completamente, e di prendere nota che d’oggi in avanti avrai in me il tuo più fiero e duro avversario.

Non voglio un singolo cent e un singolo dollaro insanguinati dal sangue delle anime innocenti che stanno sotto il dominio della Baskin Robbins.

Un padre senza parola e senza colore in viso, una platea ammutolita, e John Robbins che fa dietrofront e riguadagna rapidamente l’uscita.

 

John Robbins, prende in mano la penna e scrive il più bel libro mai scritto sull’animalismo

 

John Robbins arriva a casa singhiozzante per il colpo gobbo appena causato al padre, ma soprattutto per la gioia infinita di essersi liberato da quell’insostenibile fardello.

Sa di aver mantenuto la ferma promessa fatta alla moltitudine di animali che ha incontrato nelle sue peregrinazioni aziendali. Sa di non averli traditi.

Prende anzi una penna e si mette a scrivere.

E regala così all’America e al mondo intero quel libro-capolavoro che si chiama Diet for a New America, che diventa in breve un best-seller e vende nel mondo milioni di copie.

Da erede della seconda fortuna americana dopo quella petrolchimica dei Rockefeller, John ha preferito diventare presidente della Earth Save Foundation.

Vive in California ed è una delle persone più amate sul suolo americano.

 

Caliamoci pure nelle nostre piccolezze, ma senza mai porre limiti alla provvidenza divina

 

Caro Antonio, tu come medico, per quanto bravo e stimato, non sei probabilmente all’altezza di Ippocrate, Holmes e Mendelsohon, come del resto io stesso, da uomo, non sono per niente all’altezza di John Robbins.

Mai porre comunque dei limiti alla provvidenza divina.

L’importante in ogni caso è che ognuno di noi dia il meglio nel posto in cui sta e nel ruolo che la vita lo ha chiamato a svolgere.

Dobbiamo pertanto necessariamente calarci nelle nostre piccolezze quotidiane.

Ricordati però che, noi vegani e noi etico-salutisti, siamo portatori di verità scientifiche e non fideistiche.

 

La cosa più abominevole rimane la sopraffazione del più forte verso l’indifeso

 

Diciamo che il più grave peccato umano è l’acidificazione del sangue, è il tradire il proprio disegno, il proprio corpo, la propria anima ed il proprio cervello.

E che è follia allo stato puro volersi di conseguenza ammalare e cercare poi dei rimedi che sono addirittura peggiori dei mali che guariscono.

Ma la cosa peggiore, quella più abominevole, rimane sempre quella di accettare la violenza e la sopraffazione del più forte verso l’indifeso e verso il più debole.

 

 

– 11 –

 

L’antroposofia, il karma e la reincarnazione non ti piacciono troppo, a meno che non arrivi lo strumento rilevatore dell’anima

 

I danni che si fanno allo spirito, per quanto già di per sé devastanti, si ripercuotono poi anche sul fisico.

Questo riguarda il contenuto del nostro messaggio.

Non chiedermi il razionale di questo. 

Non costringermi a tirar fuori l’armonia tra corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e corpo egoistico, concetti basilari che però ti piacciono poco.

So che ci crederai fermamente.

Ma mai prima dell’arrivo in laboratorio di un rivelatore elettronico dell’anima.

 

Non confondere grinta e passione, ironia e dissacrazione, con carenza di razionalità e scientificità.

La nostra è scienza militante, senza altri aggettivi.

 

Quanto allo stile, che tu ritieni ansiogeno ed ossessivo, e che tu forse vorresti pacato e melenso, o semplicemente discorsivo e freddo come quello dei quotidiani, dei bollettini comunali e delle informazioni sanitarie, non ti possiamo purtroppo accontentare.

Non siamo un’agenzia informativa ma una scuola che promuove e divulga verità scientifiche osteggiate ed ignorate dalla cultura ufficiale.

Non devi pertanto confondere la nostra grinta e la nostra passione, l’ironia e la dissacrazione, o anche al limite la parolaccia indecente, con una carenza di razionalità e di scienza. 

La nostra è scienza, ma non scienza amorfa e di comodo, non scienza collusa con qualche potere, ma scienza militante, senza altri aggettivi.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista).

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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