Latte-mania da falciare alle radici

{jcomments on}13 Maggio 2009
 
     
Difficoltà digestive con frutta da guscio

Ciao V,
Vengo a porti un quesito con l’animus dell’allieva che fa domande al maestro.
Sono come sai una grande consumatrice di frutta fresca e di frutta essicata di tipo tenero (senza  additivi e conservanti), e mi trovo magnificamente, nel senso che mi appaga e mi fa un gran bene.
Ho notato con quale insistenza consigli la frutta secca da guscio, e così mi sono decisa a consumare pure quella. In realtà è un cibo che il mio corpo non chiede. Non è che non mi piaccia.
Semplicemente non mi attrae. Comunque mi sono procurata dei pinoli, delle noci e delle nocciole.
Ne ho mangiate un po’, ma non mi hanno fatto bene. Sentivo lo stomaco disturbato ed un cerchio alla testa. Ho risolto il fastidio saltando il pasto successivo e tutto è tornato normale.
Poi ho riprovato un’altra volta, per verificare se mi succedeva ancora:
Ebbene sì, ancora le stesse sensazioni. Incredibile! Come mai?

Con mio marito è tutto il contrario. Lui è ghiotto di questo tipo di frutta, e sembra uno scoiattolo.
E’ capace di mangiarsi una bustina da 100 grammi di pinoli in un botto, e gli fa solo bene!
Ma cosa ho io di particolare? Come mai non ne sono attratta e se ne mangio mi fa pure male?
Non dovrebbe essere parte del cibo elitario per l’essere umano?

Incompatibilità gustativa e digestiva con le arachidi

Altra domanda riguarda le arachidi.
Questa non è propriamente frutta secca, perché è in realtà una leguminosa.
Trattasi piuttosto di semi nel baccello di un legume.
Io non mangio arachidi, perché per me è velenop: mi fanno malissimo!
Oltretutto non mi piacciono neanche. Invece mio marito, sempre lui, ne mangia spesso, ne è goloso e si trova bene.
Che ne dici?

Grosse perplessità sul latte di cereali

Cambiando argomento, vorrei parlarti del latte di riso e di cereali che citi nelle tue diete tipiche.
Non credi che questo prodotto possa essere un tantino troppo industriale, e che quindi non sia consigliabile?
Lo vendono in supermercato confezionato nei tetrapack, e la lista degli ingredienti è lunga e complicata.
L’estrazione del latte dai cereali non è poi un procedimento semplice.
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Occorre estrudere una sostanza da un’altra, modificando profondamente la materia prima.
Tutto ciò non è sotto l’egida della naturalità
Alla luce di queste considerazioni, io preferisco astenermi. In fondo è un surrogato dio una pessima abitudine, cioè il consumo di latte.
Noi siamo stati abituati fin da bambini a fare colazione con latte e biscotti, o con latte e cereali.
Il latte viene proibito? Bene, allora sostituiamolo con un altro tipo di latte.
Mi sa di surrogato, quando invece la cattiva abitudine va falciata alla radice, cambiando totalmente il modo di fare colazione. Cosa ne pensi?
Ciao e grazie per le tue fantastiche tesine.
Giorgia da Milano.

Sulla frutta secca da guscio

Grasso e proteine assieme, e per giunta concentratissime come nel caso di questi prodotti peraltro ottimi e naturali, non rappresentano il massimo in fatto di digeribilità, visto che richiedono enzimi di tipo diverso e a volte contrastante.
In più c’è la presenza di enzimi particolari che tendono, per natura, a preservare a lungo la germinabilità  dei semi stessi, trattenendo gelosamente, per così dire, la sostanza nutriente, quasi a scoraggiare uomini e animali a cibarsene.
La stessa cosa accade per tutti i legumi, ed anche per i cereali e i vari semi alimentari in circolazione.
Solo che, per legumi, semi vari e cereali, l’inghippo si risolve con la germinazione, che rende il materiale non solo digeribile ma anche più ricco di vitamine e di sostanza nutritiva, mentre con pinoli, noccioline, mandorle e noci (soprattutto le noci) la germinazione porta a dei germogli amarissimi e probabilmente inadatti all’alimentazione.
Non tutti i germogli vanno bene. Quelli della patata, tanto per fare un esempio, sono addirittura velenosi, nonostante la grande bontà del tubero stesso.

Una questione di abitudine, di sensibilità, quasi di intolleranza

Per venire al caso tuo, è probabile che il tuo corpo non sia particolarmente abituato a questa straordinaria sintesi nutritiva di grasso-amido-proteina e minerali, tipici di noci, noccioline e frutta da guscio in genere.
Per tuo marito il problema non esiste perché è meno sensibile a quei fattori anti-digestivi naturali sopra accennati, e soprattutto perché si è abituato a tollerarli bene.
Tu hai fatto la riprova, ma con lo stesso tipo di nocciole e magari un giorno dopo.
Sarebbe meglio riprovare con frutta da guscio, più fresca e digeribile, nel periodo successivo alla raccolta, tipo settembre-dicembre per noci, nocciole e mandorle, e tipo agosto-ottobre per i pinoli.
In ogni caso, bisognerebbe abituare il corpo un po’ alla volta, masticando molto bene e trattenendo  un po’ più a lungo in bocca prima di ingerire il tutto.
E’ bene ricordare comunque che questo tipo di frutta-seme è assai meno digeribile della frutta succosa e delle verdure, per cui non bisogna esagerare con le quantità.

La tostatura che neutralizza e disattiva certi enzimi-negativi ma che acidifica il sangue

So che qualcuno preferisce tostare noci e nocciole, pinoli e anacardi, e pensa magari che così siano più digeribili (lo fa a volte mia moglie, cosa che non approvo).

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A livello puramente digestivo, nel senso di sensazione immediata, può essere vero che i semi tostati non diano grossi problemi.
Ciò è dovuto alla neutralizzazione degli enzimi conservativi o salva-germinazione citati all’inizio.
Ma l’acidificazione arriva comunque, ed è assai negativa per la salute.
Se quella è la soluzione, meglio allora astenersi del tutto, perché il prodotto tostato, pur essendo ricco di calcio, finisce per causare forte acidificazione del sangue, e quindi perdita di calcio osseo (osteoporosi), similmente a quanto avviene con latte, e latticini, ricchi di calcio inutile e dannoso e ladri di calcio buono corporale.

Femmine più delicate e sensibili dei maschi? Può essere, anche se propendo per il fattore abitudine.

Quanto al perché di queste differenze tra te e tuo marito, mi fai venire il sospetto che le femmine siano più sensibili dei maschi a tali problemi, dato che anche mia moglie è un po’ come te, mentre io sono un emerito consumatore di noccoline.
Servirebbe qualche studio dettagliato con i grandi numeri, per verificare se le cose stanno davvero in quei termini.
L’importanza della frutta da guscio è comunque accertata, in quanto apportatrice non solo di proteine vegetali, ma anche di calorie intense, di acidi grassi polinsaturi Omega-3, di vitamine gruppo B incluso la mitica B12, e di minerali, specie calcio.
Il modo migliore di consumarla è a fine pasto, una manciata e non di più.

Le ottime arachidi fresche, cotte alla thailandese

Chiaro che parliamo di legume e non di frutto.
Il modo migliore di apprezzarle è quello tipico del Sud-Est asiatico, ovvero leggermente cotte al vapore.
In quel modo sono deliziose, tenere e assai digeribili.
Quelle in circolazione da noi sono tostate a secco, ed è ovvia la loro scarsa digeribilità.
Sono comunque anche esse ricche di sostanza e del gruppo B, incluso B12 (lo dico non per affermare una particolare importanza di quella vitamina, che vale tanto qanto tutte le altre, ma solo perché nella gente è stata instillata ad arte, ed in modo truffaldino, l’ansia per la B12 e non piuttosto per il resto).

Un rimedio preventivo è quello di più semi, più germogli, più radici, più avocado

Se tu non riuscissi a trovare il modo di consumare qualche frutto a guscio, ti consiglierei di arricchire la tua dieta con più semi di girasole, sesamo, lino, zucca, anche se pure lì potresti trovare il medesimo problema degli enzimi salva-germinazione.
Come misura aggiuntiva, inserirei nella tua dieta più radici crude tipo carota e topinambur, e più tuberi leggermente cotti conservativamente e con la buccia, tipo patate e patate dolci.
Più qualche avocado, dell’erba porcellana e dei germogli di alfa-alfa, e di altri cereali.
Non tanto per le proteine, che stanno nella giusta misura e in abbondanza in tutto il regno vegetale e persino nelle angurie, nell’uva e nel radicchio, quanto per gli acidi grassi polinsaturi e il gruppo vitaminico B.

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Le amare fragole e le tristi pesche del professor Calabrese

Il professor Giorgio Calabrese non finisce mai di stupire. E’ una fonte continua di ispirazione.
Anche perché il suo ritmo di apparizioni sullo schermo si mantiene alto più che mai, per il gioco della domanda e dell’offerta.
Come farebbero gli italiani a sopravvivere senza di lui?
Nella rubrica Uno Mattina del 14/5 ha parlato di allergie.
Fragole e pesche? Bellissime, buonissime. Danno persino l’idea della vitalità, della primavera, della forza che torna, dopo la lunga stagione invernale. Ma io non ne mangio nemmeno una. Perché sono allergico, ha candidamente riconosciuto il divo nazionale dell’alimentazione televisiva d’Italia.
Peccato che non abbia continuato con la sua lista di frutta che il suo corpo non è in grado di affrontare.
Ne avremmo scoperto delle belle.

E se il tutto rientrasse in un problema di competenza allergologica?

Lui ha cieca fiducia negli allergologi. Quelli cioè che non riescono mai a trovare nulla di diverso nella frutta in sé, ma solo tante reazioni diverse di gente suscettibile a questo o a quel frutto.
E’ la stessa identica cosa dei germi e dei virus, che fanno ammalare qualcuno e che non provocano un bel niente in altri che pure li hanno, facendo imbestialire i ricercatori scemi.
La virologia, priva di scuse migliori, ha inventato i termini contrapposti di  malati infettati e di 
portatori sani, guardandosi bene dal ristudiare la materia a fondo e riconsiderare il principio per cui
il seme è niente ed il terreno è tutto, riconosciuto dallo stesso Pasteur.
So che la Giorgia si guarda bene dall’interpellare il professor Calabrese, ma se ci andasse, quello le troverebbe di sicuro una allergia atavica ed ereditaria, insanabile e genetica, alle noccioline, e non certo una semplice e banale sensibilità al problema, dovuta a scarsa attitudine a quel cibo o addirittura a perfetta e bilanciata nutrizione, non necessitante di cibo naturalmente concentrato.

Gli specialisti del niente, ovvero gli erotologi del sesso degli angeli

Non sono i batteri e i virus a causare malattie, ma gli stessi pazienti che si rendono suscettibili, mangiando male e comportandosi peggio.
Non è la frutta a provocare allergie con sostanze allergeniche fantasiose ed inesistenti, caro dr Calabrese. ma gli inavveduti mangiatori di rognone e bistecche come lei, pieni di putrefazioni e miasmi intestinali che mandano in putro-fermentazione la frutta stessa, soprattutto quella più buona, utile e succosa.
Scommetto che le mele smorte, quelle dell’anno precedente, non le causano alcun fastidio.
Batteri, funghi, virus, protozoi, allergenici, fantasmi e spiriti maligni.
Una materia misteriosa ed inesauribile che offre cattedre e poltrone agli specialisti del niente, agli erotologi del sesso degli angeli.

Latte di cereali che sa di surrogato al latte, mentre la latte-mania va falciata alla radice

Si benissimo che la penso esattamente come te sul latte.
In più non ho alle spalle un passato comune a tanti.
Non ne ho mai voluto sapere di latte e biscotti, neanche da piccolo.
Le riserve che fai sul latte di cereali confezionato possono essere non prive di fondamento.
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Il latte di riso di cui parlo non ha comunque una lunga lista di inquietanti componenti.
Acqua, riso 11%, olio di semi di girasole spremuto a freddo, alghe marine e il loro calcio, sale, il tutto sottoposto a procedimento UHT  (sterilizzante ed assai devitalizzante, trattandosi di superpastorizzazione).
Qualsiasi prodotto alimentare confezionato è soggetto a diverse incognite.
Quella della materia prima prescelta, quella della lavorazione, della conservazione, della discrezionalità ed onestà del fabbricante.
Sostieni che ti sa di surrogato, e riconosco che hai tutte le buone ragioni per dirlo
Condivido infatti in pieno l’idea che le cattive abitudini vanno falciate alla radice.
Se ho generato questa sensazione, riconosco di aver fatto male a parlare di latte di cereali.

Nei miei scritti ho sempre affermato che la crema va benissimo anche con l’acqua o il latte di cocco

Ma, se vai a guardare i miei scritti in proposito, non ho mai chiesto a nessuno di adottare il latte di cereali come bevanda, e tanto meno come sostituto di un latte vaccino che, notasi bene, non va sostituito con nulla, non essendo esso un cibo per umani (ma esclusivo per bovini) e nemmeno un cibo per persone svezzate ed adulte (ma esclusivo per lattanti).
Se ne parlo, ne parlo solo per via della basilare crema di avena che risulta più saporita e gustosa con tale latte.
Dal momento poi che io prendo tutti i giorni questo tipo di porridge e lo trovo ottimo, lo digerisco e lo assimilo al meglio, al punto che mi ritorna la fame già 1 ora e mezza dopo (mentre se mangi ad esempio un gelato non alla soia, la fame ti scompare per diverse ore, lasciandoti pure la lingua impastata), credo che il prodotto in questione sia tutto sommato  accettabile,  sempre in quella quantità risibile.
Ho sempre comunque avvertito tutti che la crema di avena può anche essere preparata con semplice acqua o con latte di cocco, e senza alcuna cottura (come del resto io faccio sempre nei miei viaggi), con l’avvertenza di aggiungere dell’uvetta secca o dei datteri per darle più gusto.
Un ringraziamento per la precisazioni e un caro saluto.

Interpretare schemi e suggerimenti con la necessaria flessibilità

Approfitto per ringraziare le lettrici e i lettori che mi mandano le loro precisazioni e le loro puntualizzazioni.
Anche la Gabriella da Roma che, riferendosi all’articolo  Fluidificazione sangue, ha obiettato come sia impossibile fare seconda colazione o seconda merenda di frutta stando sul posto di lavoro.
Ovvio che ognuno deve armarsi di flessibilità e trovare delle alternative allo schema ideale suggerito.
Non penso che sia cosa difficile comunque mettersi in borsetta, o portarsi appresso, una banana, una pescanoce, tre albicocche, dell’uvetta o dei datteri.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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