La sanita’ monatta e i presidenti untori

{jcomments on}24 Maggio 2009

 

   I salvatori della patria ne hanno fatte di tutti i colori

 

   Negli decenni scorsi, negli anni scorsi, ed anche nelle settimane scorse, ne abbiamo viste davvero di tutti i  

   colori.

   I presidenti degli Stati Uniti d’America si sono sempre distinti più degli altri nel ruolo di salvatori della patria, nel ruolo illuminato di untori di pesti vere o inventate, di promotori sanitari aggiunti per la risoluzione di fisiologici indurimenti trasformati in terribili tumori, di innocui tumori barattati per spaventosi cancri, di scassanti ubriacature da alcol-caffeina-farmaci spacciate furbescamente per Aids, di semplici ed innocui sfoghi verrucali spacciati criminalmente per micidiali Papillovirus.

 

   I presidenti degli USA hanno dato il buon esempio al mondo intero

 

   I presidenti USA hanno dato il buon esempio al resto del mondo.

A cominciare da Richard Nixon (1969-1973), con la sua ormai celebre dichiarazione di guerra al cancro, terminata con enormi somme di danaro investite per niente ed una disfatta ancora più bruciante di quella subita nella guerra del Vietnam.

Ironia della sorte, fu lo stesso Nixon in persona a soccombere di cancro nel 1973. 

Ma, come al solito, le cantonate e le bufale del passato si dimenticano in fretta, e non servono da insegnamento.

Fu infatti seguito da gente come Gerald Rudolph Ford (1974-1977) e da James (Jimmy) Earl Carter (1977-1980), impegnati in una inconcludente lotta senza quartiere contro il cosidetto morbo del Legionario.

 

L’interessantissima storia della legionella, creduta opera diabolica del Cremlino

 

Era in corso un convegno dell’American Legion presso il Bellevue-Stradtford Hotel di Filadelfia.

Alcune centinaia di delegati si ammalarono contemporaneamente di un morbo strano ed inquietante che causava febbre alta e polmonite, e molti di essi morirono.

Venne isolato un batterio chiamato legionella, con riferimento preciso a quella riunione.

Era l’anno 1976, vale a dire in piena atmosfera da guerra fredda.

Si pensò subito alla guerra batteriologica e allo zampino del Cremlino, ma Leonid Breznev (1964-1982), non c’entrava assolutamente.

Lo appurò in seguito il CDC (Center Disease Control), scoprendo che il batterio si era sviluppato nella torre di raffreddamento usata per l’impianto di aria condizionata dell’hotel.

 

– 2 –

 

L’ennesima furibonda caccia a un microbo tanto ubiquitario quanto innocente

 

Partì l’ennesima mostruosa caccia al microbo, con vaccini e antibiotici, con monatti e untori all’arrembaggio, e i presidenti in prima linea con tanto di elmetto, con visi minacciosi e digrignar di denti.

Alla fine, si scoperse che la legionella sta dappertutto dove c’è dell’acqua e dell’umidità.

Fiumi, stagni, mari, nebbie, condense, rubinetti, bagni.

Non ci si può assolutamente parare. 

La legionella sta fuori e dentro di noi.

A qualcuno il batterio non fa niente, perché sa mangiare e sa comportarsi.

A qualche altro provoca grossi sconquassi.

O meglio, per essere più precisi e scientifici, gli sconquassi  quello ce li ha già, provocati da altre cose, tipo alimentazione carnea e lattea, tipo fumare, tipo bere caffè, tipo mangiare cotto.

 

Tutte le pesti, più pestifere sono (cioè appaiono) meglio è. 

Trattasi di autentiche galline dalle uova d’oro.

 

Il morbo del legionario, comunque, diede luogo all’ennesima caccia alle streghe.

Tanto casino per niente.

La stessa cosa già successa con le pesti bubboniche, con lo scorbuto, con la pellagra, col beri-beri, con lo Smon giapponese.

La stessa cosa che sta succedendo oggi con l’Aids inventato e col Papillovirus super-demonizzato.

Imparare dal passato?

Quando mai?

Le pandemie, le epidemie, le pesti sono le galline dalle uova d’oro per troppa gente, per troppi masnadieri, per troppi filibustieri, per troppi necrofori.

 

L’erba cattiva non si estirpa facilmente

 

Ed è così che a Nixon, a Ford ed a Carter, seguirono altri presidenti di mediocre levatura politica e scientifica, ma di eccelso fiuto per i dollari.

Non a caso Bill Clinton è tuttora sulla cresta dell’onda, a conferma che l’erba cattiva e la gramigna non sono per niente facili da estirpare.

Più che da ex-presidente (1992-2000), sta agendo da presidente-ombra, e da monatto numero uno dell’Aids, visto che la sua fondazione Clinton è la più grossa cloaca assorbi-dollari del pianeta Terra.

 

Il Paperone che si rivolta geloso nella tomba, mentre i Rockefeller lo guardano con fastidio

 

Il buon Paperone dei fumetti, starà rivoltandosi nella tomba per una furibonda crisi di gelosia.

Clinton lo ha davvero annientato. 

Ha polverizzato ogni suo record, e sta persino mettendo in crisi gli eredi Rockefeller, che lo guardano ormai più con un certo fastidio che con la solita aria di complicità.

Non dev’essere comodo e piacevole farsi soffiare lo scettro da un ambiziosetto senza arte né parte, se non quella di accumulare oboli miliardari.

 

 

 

– 3 –

 

Una serie di donazioni niente male

 

Un milione di US$ glieli ha regalati Lakshmi Mittal, magnate indiano dell’acciaio, 500 mila Steven Spielberg, cinematografaro, 2 milioni lo sceicco Sheik Mohamed del Dubai, 10 milioni il finanziatore canadese Frank Giustra, amico e collega di George Soros, 2.5 milioni la famiglia Zayed degli UAE, oltre 10 milioni (non si sa se 20 o 30) i reali del Saudi Arabia, chi dice 5 e chi sospetta 10 da parte del governo dell’Abu Dhabi, 800 mila persino da un ragazzo simpatico e geniale come Michael Schumacher, velocissimo in pista, ma ancor più veloce nel liberarsi malamente dei soldi che gli straboccano dal portafoglio, 22.5 milioni dai soci in affari Bill e Melinda Gates, dai 2 ai 5 milioni dallo sceicco etiopico Hussein Al Amoudi, 1 milione a testa da diverse cantanti tipo Barbra Streisand e da attori come Paul Newman, e una bazzecola da 25 milioni dalla Copresida, fondazione anti-Aids della piccolissima Repubblica Dominicana, dove il popolo soffre più che altrove di tanta fame.

 

La sete e la generosità dell’elemosiniere Clinton

 

L’elemosiniere Clinton non ha uguali.

Nonzolo planetario che prende tutto da tutti, sempre nel nome del Signore e in quello della lotta all’Aids.

Ci sono Americani che si sono tolti il pane di bocca per inviargli 100 o 200 dollari. Tutto fa brodo.

Ma la sua generosità è troppo nota, non inferiore alla sua sete di denaro contante. 

Guadagna tanto, tutto esentasse, e spende tanto, sempre in nero.

Tanto specialista mondiale nel vedo-non-ti-vedo, cioè nelle malattie fantasma e fantasmagoriche, quanto re della concretezza nel vedo-vedo-tocco-tocco, sia coi soldi che col culo delle sue segretarie, tanto, a palpare e pizzicare mica si prende l’Aids.

 

Che sia davvero un superdotato?

 

C’è chi sospetta che sia dotato di due membri.

Uno sessuale, che non gli tira evidentemente più, nella misura in cui crede davvero alla schifitosità e alla pericolosità di essudazioni ed eiezioni femminili, e uno venale, sempre in splendida erezione, senza l’aiuto di Viagra o di altri stimolanti).

C’è però un fatto. Ed è che tutta sta gente che gli ha dato dei soldi, escludendo i piccoli e gli imprudenti come Schumacher, non è scema.

Stanno là in attesa. In attesa di precise cedole e di puntuali contropartite.

Li accontenterà uno per uno, almeno quelli grossi si intende.

 

Al Festival di Cannes, attorniato da tante belle oche

 

Intanto lo invitano come personaggio di spicco ed ospite d’onore al Festival di Cannes, circondato da stelle che sono oche più delle oche, tutte culo-tette e poco cervello, tutte carrozzeria e niente anima, tipo la Sharon Stone, chiamata a sostituire degnamente la Liz Taylor.

Il signor Obama dovrà soltanto firmare, senza pensarci su troppo, se ci tiene alla salute e se ama  restare tranquillo alla Casa Bianca.

Qualcuno fa obiezione, e trova le critiche esagerate, disgustose, quasi persecutorie.

In effetti vorrei tanto poterlo trattare meglio, con più comprensione e umanità.

 

 

– 4 –

 

George e Bill, compagni di merende, hanno messi in ginocchio l’Asia e il mondo intero per 20 anni

 

Vorrei dimenticare le sue malefatte, in cinica e folle associazione col compagno di merende George Soros, tipo la crisi valutaria del 1997 che ha messo in ginocchio l’Asia e il mondo intero, provocando come effetto domino l’acuirsi delle tensioni, le Torri Gemelle e le guerre in Iraq ed Afghanistan, tutte cose che i democratici hanno comodamente scaricato sul malcapitato George W. Bush.

Non ce l’ho contro la persona umana di Clinton, ma con le sue continue malefatte da presidente e da ex-presidente.

Non ce l’ho contro il marito che tradisce e poi va in diretta televisiva a versare assurde, spudorate ed ipocrite lacrime di coccodrillo. Queste sono bazzecole.

 

Passi per il furfante, ma il furfante che fa il santo no

 

A tutti può capitare di trovarsi di fronte a un furfante senza provare scandalo.

Ma quello che nessuno è in grado di sopportare è trovarsi di fronte a un furfante che si atteggia a santo, ovvero a un furfante con la faccia di bronzo.

Il giorno in cui Clinton proverà una crisi di coscienza, e si libererà dal mantello e dalla maschera di verginità che si è cucito addosso, allora forse cambierò modi e toni nei suoi riguardi.

 

I presidenti, le strategie e le dichiarazioni di guerra.

 

Che i presidenti dei vari stati abbiano un’irresistibile attrazione verso le zone più strategiche della politica, lo comprendiamo benissimo.

Cosa c’è di più strategico ed essenziale della guerra?

Lo stesso ruolo istituzionale di ogni presidente, sancito dalle varie costituzioni,  è quello di firmare le dichiarazioni di guerra.

 

Con le sbarre confinarie smantellate, e le trincee diventate musei, i carrarmati fanno tenerezza

 

Solo che oggi, con le sbarre confinarie smantellate, con le montagne perforate da gallerie, con le trincee diventate musei all’aria aperta, con i nuovi Jumbo in grado di spostare 1000 passeggeri al colpo da un capo all’altro del mondo, il nemico non sta asserragliato dietro le trincee.

Carrarmati, autoblindi e sottomarini, fanno quasi tenerezza.

Per fortuna che c’è ancora qualche pazzo esagitato tipo Mahmud Ahmadinejad, altrimenti i fabbricanti di armi tradizionali ed atomiche potrebbero chiudere i battenti e andarsene in pensione già da domattina.

 

Il vero ed acerrimo nemico esiste, e si cela dietro le lastre del microscopio elettronico

 

Il nemico vero c’è, ed è insidioso, terribile, inquietante. Si chiama batterio.

Ma quello ancora più allarmante, quello che dà più incubi al mondo intero è il virus.

Presidenti pirla, presidenti analfabeti, presidenti pigri e pieni di ateriosclerosi, presidenti incapaci di riprendere in mano qualche libro di biologia e di ristudiarsi il tutto.

Presidenti che, raggiunto il trono, pensano solo a spalancare le porte ai loro leccapiedi, ovvero ai fornitori delle nuove armi batteriologiche e virologiche, capaci di sconfiggere le grandi armate di batteri e le infide armate di virus che stanno mettendo a soqquadro il pianeta e l’universo intero.

Questo è il quadro sconsolante di fronte al quale ci troviamo tutti.

 

– 5 –

 

Teniamoci Pasteur e scartiamo Bèchamp

 

L’ultimo esempio ci arriva dalla Francia, paese dalle grandi tradizioni antimicrobiche.

Antoine Béchamp, che pochi purtroppo conoscono, fu uno dei migliori, ma venne messo in disparte dalle industrie del tempo.

Troppo profondo, troppo intelligente, troppo onesto per i loro gusti.

Molto meglio sfruttare le cantonate e le furbizie iniziali di Louis Pasteur, quelle secondo cui le malattie sono tutte causate da batteri e virus, e da niente altro.

 

Chi se ne freda di Pasteur-pentito, di Koch e di Peter Duesberg

 

Si pentì anche quello? 

Disse anche lui, come tutti i biologi seri e trasparenti, che batteri e virus non c’entrano un tubo con le malattie, e che tutto dipende dagli errori eclatanti commessi dall’uomo, ovvero che tutto dipende dal terreno di coltura e non dai microrganismi?

Chi se ne frega di Béchamp, di Pasteur morente in vena di tarde confessioni, di Koch, e dei maggiori docenti di microbiologia incluso il numero uno mondiale Peter Duesberg.

 

Ma noi abbiamo Luc Montagnier e ci teniamo ben stretto il Nobel 2008 per la Medicina

 

E’ questo Duesberg docente di biologia molecolare e cellulare alla University of California?

E’ pioniere nella ricerca dei retrovirus, e ha pure scoperto che i retrovirus sono tutti innocenti?

E’ addirittura il primo scienziato al mondo ad aver isolato un gene del cancro?

Non ci fa né caldo né freddo.

Noi in Francia abbiamo Luc Montagnier, e siamo campioni mondiali dell’Aids.

L’America, Clinton, Gates, Soros e Rockefeller faranno pure soldi a palate, ma noi ci teniamo agli onori del Nobel.

 

Vive la France, Vive la grandeur francaise

 

Così diventiamo leader mondiali della medicina.

Così il nostro onorato Istituto Pasteur di Parigi diventa centro di irradiazione mondiale di tutta la scienza pestilenziale.

La grandeur francese si estenderà così dall’acqua Perrier, al Beaujolais Nouveau, al Don Perignon, al Cognac, al Camembert, al Sida (nome francese dell’Aids).

Tutto in linea e in tradizione con la  force de frappe, che il generale Charles De Gaulle usava evocare, quando la Republique Francaise amava collocarsi al top dei vertici mondiali.

 

Le mosse del grande decisionista Nicolas Sarkozy

 

Ecco da dove prende le mosse Nicolas Sarkozy, attuale presidente della repubblica transalpina.

Nella sua visita in Messico di questi giorni, da bravo accentratore e decisionista quale è, non ha perso tempo in chiacchiere.

 

 

– 6 –

 

Ha preso in mano direttamente le sorti della monatteria francese ed ha firmato il contratto per la costruzione non di una fabbrica per la produzione di buon pane integrale ai 10 cereali, o di libri scolastici su cui imparare qualcosa, ma una fabbrica-lazzaretto per la fabbricazione di vaccini contro l’influenza, con un investimento di 100 milioni di Euro, con lavori che partiranno tra un paio di settimane ad Ocoyoacac, dove la Sanofi-Aventis già possiede delle attività industriali.

 

L’impegno esemplare della Sanofi-Aventis per la salute del Messico e del mondo intero

 

L’annuncio è stato dato durante una cerimonia alla presenza di Felipe Calderòn, presidente dello stato messicano e dello stesso Sarkozy.

L’impianto sarà costruito e gestito dalla Sanofi Pasteur, la divisione vaccini del gruppo Sanofi-Aventis, rappresentata da Chris Viehbacher, amministratore delegato del gigante francese.

Con la costruzione di tale impianto, la Sanofi-Aventis è orgogliosa di contribuire al rafforzamento delle infrastrutture sanitarie del Messico, e desidero sottolineare l’impegno esemplare per la salute pubblica di questo paese, attraverso il suo programma di vaccinazione contro l’influenza, ha detto Viehbacher.

Questo investimento dimostra l’impegno degli enti locali e della stessa Sanofi-Aventis per la salute globale, per il Messico, l’America Latina e il mondo, sempre in preparazione delle prossime pandemie di influenza.

 

Firma del contratto per la costruzione di uno stabilimento, con  obiettivo strategico 25 milioni di dosi di vaccino

 

Il contratto è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biològicos Reactivos y de Mexico) e della Sanofi-Aventis, in presenza del Dr José Angel Còrdova Villalobos, Ministro della Sanità del paese.

L’obiettivo è di produrre fino a 25 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza stagionale, a copertura delle esigenze del Messico nei prossimi 4 anni.

Il nuovo impianto consentirà di passare facilmente alla produzione di diversi tipi di vaccino, a seconda dei diversi ceppi segnalati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

 

La Sanofi-Aventis non poteva restare immobile di fronte alla mobilitazione generale delle consorelle

 

Chiaro che il gruppo francese Sanofi-Aventis non poteva stare immobile ed inoperosa di fronte alla mobilitazione generale dell’inglese GlaxoSmithKline e della svizzera Roche, delle americane Pfizer e Merck, ansiose di riprendersi dagli scandali dell’eparina killer per la prima e dell’antidolorifico Vioxx per la seconda (accusato di aver causato nel mondo 130 mila morti), della tedesca Bayer, temporaneamente distratta e seccata dalle richieste di risarcimento per lo scandalo delle compresse contraccettive Primodos, prodotte dalla tedesca Shering (assorbita nel 2006 dal gigante farmaceutico bavarese), con migliaia di bambini deformi provocati in diversi paesi.

 

La spregiudicazza ed il cinismo delle case farmaceutiche mondiali sono proverbiali

 

La spregiudicatezza ed il cinismo delle case farmaceutiche mondiali sono proverbiali.

Hanno licenza di spaventare e terrorizzare.

Hanno licenza di corrompere e pagare bustarelle pesantissime, senza che nessuno vada mai in galera.

Hanno licenza di pianificare ed inventare pandemie a bacchetta ed a piacimento.

– 7 –

 

Hanno licenza di uccidere e di deformare la gente.

Hanno licenza di disinformare e di imbrogliare.

Hanno licenza di mentire e di imporre vaccinazioni dannosissime e totalmente inutili.

Hanno persino licenza di fare attentati ai ministri di stati stranieri che non seguono le loro direttive

Tutte queste cose le possono fare impunemente, avendo tutte le porte aperte, in tutti gli stati e con tutti i governi.

 

Le prossime pandemie saranno 10 volte più gravi.

I nuovi Hitler e i nuovi torturatori del vaccino stanno affilando le armi.

 

La Sanofi-Aventis, ha conseguito un utile netto di 3851 milioni di Euro nel 2008.

Niente male per un anno di crisi nel quale tutti hanno pianto.

Ma nel 2007 ne aveva guadagnati 5263.

Ecco dunque l’Eliseo partire all’attacco in prima persona, sull’onda dello spavento generale costruito pezzo per pezzo in Messico e dintorni.

Ma questo è niente. Le prossime pandemie saranno 10 volte più sconvolgenti.

E i nuovi Hitler del vaccino saranno pronti a vaccinare tutto e tutti.

 

Si vaccineranno uomini ed animali, ma pure le piante, soprattutto se naturali e non OGM.

Stiamo entrando finalmente nell’era del Codex Alimentarius, dove l’uomo vivrà non per vivere e divertirsi, ma soprattutto per vaccinarsi.

 

Uomini e animali che si rifiutassero o che non potessero essere vaccinati, verranno eliminati, con gioia dei cacciatori e dei virologi.

Si vaccineranno via via pure il cavolo e il prezzemolo, e tutte le piante, soprattutto se naturali e non OGM, perché con la salute non si scherza.

Stiamo entrando finalmente nell’era del Codex Alimentarius, dove l’uomo non vivrà più per mangiare, dormire, muoversi, giocare, fare l’amore, ma soprattutto per vaccinarsi. 

 

E che nessuno osi contestare la plastica dei preservativi e l’efficacia dei vibratori

 

E che nessuno osi parlare contro il marchio Durex, che la multinazionale londinese LIG piazza nel mondo a ritmo frenetico di 1 miliardo/anno di profilattici in India, 2 in Cina, 800 milioni in USA, 400 milioni in Spagna, ed appena 130 milioni in Italia, dove troppi birichini amano tuttora farlo in modo bucolico e naturale, al punto di aver mandato in seria crisi la Hatù-Ico di Casalecchio di Reno (che pare stia riprendendosi solo grazie ai suoi ottimi vibratori).

 

Tutti inginocchiati, non verso Roma  o la Mecca, ma verso Atlanta e Munchen, Parigi e Londra

 

A questo punto si alza una voce timida dal coro.

Non ci sarà qualcuno che si ribella?

Quattro esagitati non sono un problema. Si possono gestire, circondare, silenziare.

L’importante è che la massa rimanga inebetita ed avvolta nell’indifferenza e nel torpore.

L’importante è che tutte le ragazze del mondo vadano a vaccinarsi contro il Papillovirus.

L’importante è che i maschi restino imbambolati, ipnotizzati ed eunuchizzati sul binomio Hiv/Aids.

 

– 8 –

 

L’importante è che ogni essere umano si inginocchi e preghi non più verso la Mecca o verso Roma, ma verso Atlanta and Munich, verso London and Paris, rispettive sedi di Pfizer e Merck, di Bayer e Shering, di GlaxoSmithKline e di Sanofi-Aventis.

 

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)

                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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