Il pericolo demografico e la folle opzione AIDS

{jcomments on}14 Maggio 2009
 
Una macchinazione storta, stonata ed antiscientifica fin dal primo momento

Ho sempre avuto la matematica certezza, sin dal 1984, anno del suo lancio, della insostenibilità logica della faccenda Aids, della mostruosa macchinazione che doveva esserci dietro.
Pur non avendo ancora letto i commenti scientifici sull’argomento, pur non avendo avuto modo di entrare in un laboratorio e fare direttamente delle prove e dei test, sapevo trattarsi di un bluff incredibile, di un insulto alla logica e alla ragione.
Credere alla versione Aids non solo suonava fortemente di stonato e di rotto, ma era stracolmo di contraddizioni, di affermazioni traballanti, di terrorismi ingiustificati.

Una riedizione pilotata delle pesti inesistenti e delle paure ataviche del passato

Mi pareva di assistere alle stesse reazioni e alle stesse paure che avevano afflitto l’umanità nei duecento anni precedenti con lo scorbuto, la pellagra e il beri-beri.
Coppie di giovani che si gettavano da un ponte a Penang in Malaysia, altri che si tagliavano i polsi in Indonesia, altri ancora che si gettavano dal decimo piano a Hongkong, e così via.
Una vera ecatombe, ed in più pilotata da qualcuno.
Quella era la vera malattia Aids e quelli erano i veri morti Aids.
Tutti gli altri? Malati e morti inventati.

Una testimonianza giudicata allora  di parte, ovvero inaffidabile

Malati e morti normali che se ne andavano per eccessi tossici, per carenza di sonno, per sforzi sessuali in carenza energetica, per uso di droghe, e così via.
Sotto questo aspetto non esistevano dubbi, e mi scontravo in Asia tutti i giorni con la gente terrorizzata.
Ma nessuno mi credeva.
Non ero un testimonial affidabile.
Ero scapolo e scapestrato al punto giusto, per cui mi conveniva, secondo la critica, sostenere la teoria del complotto americano.
Avevo qualche amichetta di troppo, tra Tokyo, Seoul e Singapore, per non destare sospetto di parzialità nei giudizi.

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Le conferme scientifiche sulla carognata etichettata AIDS

Poi arrivarono conferme scientifiche fondamentali, come quelle del compianto T.C. Fry (The great Aids hoax, ovvero La grande canagliata Aids, Life Science-Austin-Texas, 1989), quella italiana di Luigi De Marchi e Fabio Franchi (Aids la grande truffa, Edizioni Seam 1997), e quella, ancor più importante, del professor Peter Duesberg, docente di biologia molecolare e cellulare presso la University of California a Berkeley, uno scienziato onesto e tosto, nonché un pioniere nella ricerca dei retrovirus e primo scienziato al mondo ad aver isolato un gene del cancro (Inventing the Aids virus, ovvero Aids il virus inventato, Baldini&Castoldi, 1999).
Per me c’era comunque poco da imparare da quegli ottimi libri.
Si trattava solo di tante informazioni in più, di dettagli aggiuntivi che portavano alla quadratura completa del cerchio.

Tutto chiaro e lampante, ma non le motivazioni reali alla base del complotto

Una cosa invece che non riuscivo a spiegare era quella delle motivazioni.
Del perché questo gruppo di criminali targati USA avesse deciso di pianificare e realizzare un gioco infame e un complotto irresponsabile di quella portata.
In tutti questi anni ho continuato poi a pensarci e ripensarci, trovando però sempre risposte plausibili ma mai sufficientemente esaustive.
Pensavo alla cattiveria e al bigottismo imperante, alla infinita venalità di certi settori medici e farmaceutici, alla fame di soldi e di onori di ricercatori da strapazzo tipo Gallo e Montagnier.
Ma rimaneva sempre un gap e un baratro tra i  grossi, ma tutto sommato miseri vantaggi prodotti dalla mascalzonata epocale Aids e l’enormità organizzativa di tipo criminale che doveva esserci alla base di tale congiura.

D’accordo le pressioni gay, la fame insaziabile di fondi, il terrorismo medico, i casi Rock Hudson e Magic Johnson, la barcollante ed ex-alcolizzata Liz Taylor

D’accordo che il CDC (Center Disease Control) aveva nel cassetto il progetto GRID (Gay Related Immunodeficiency Disease) sin dal 1979.
D’accordo che tale piano viene subito sabotato da alcuni dirigenti omosessuali della CDC, che lo trasformano da peste per pervertiti e pederasti in malattia per eterosessuali, cambiandole persino il nome in Aids.
D’accordo che la medicina americana era rimasta di colpo a secco di fondi per il clamoroso fallimento della guerra nixoniana al cancro.
D’accordo che il terrorismo medico era sempre stato una costante, come spinta indispensabile a farsi visitare, diagnosticare, operare, curare.
D’accordo che applicare l’etichetta Aids al più bel divo di Hollywood, Rock Hudson, e al più famoso cestista d’America Magic Johnson, rientrava nei piani strategici pubblicitari del progetto.
D’accordo che coinvolgendo una diva barcollante e finita come Liz Taylor in eroina dell’Aids si metteva un altro importante tassello mediatico.

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D’accordo la venalità di Clinton e Soros, nonché gli interessi spirituali e pecuniari del Vaticano e della Hatù (manovrata dallo IOR e dall’Arcivescovo Marcinkus, pace all’anima sua)

D’accordo che a far sventolare mazzette di dollari sotto il naso di Bill Clinton tutte le porte della Casa Bianca si spalancavano ai maggiori truffatori e speculatori del globo, George Soros in testa.
D’accordo che l’apertura seriale di fondazioni Aids, da parte dei peggiori filibustieri del pianeta, era il migliore metodo per accumulare miliardi in valuta senza nemmeno pagare le tasse, e per fare persino la figura dei benefattori e dei salvatori della patria.
D’accordo che il Vaticano ci metteva anche del suo, trovando nell’Aids la mano della divina provvidenza che si vendicava dei peccati sessuali dell’umanità.
D’accordo che a quel tempo la Hatù era manovrata dallo IOR e dall’arcivescovo Marcinkus (pace all’anima sua), essendo nel gruppo Maccaferri, padrone pure dell’impero zuccheriero Eridania.

D’accordo il Nobel a Montagnier e il pianeta abitanto da 7 miliardi di polli o di pecore

D’accordo che il Nobel a Montagnier dava un  ulteriore tocco di ufficialità scientifica, e diventava un fiocco finale sul  pacco-regalo confezionato per l’umanità intera.
D’accordo che il pianeta è affollato da 7 miliardi di polli da spennare e ridicolizzare uno per uno senza troppi complimenti, o di pecore tutte in fila a belare Aids.

I conti non tornavano. Ci doveva essere dell’altro.

Ma aveva tutto ciò senso?
Era tutto ciò giustificabile con la volontà di piazzare qualche tonnellata di farmaci e di vaccini in più in America e nei vari continenti?
Aveva forse senso tutta quella mastodontica macchinazione per vendere qualche tonnellata in più di preservativi?
No, non poteva essere tutto così sproporzionato e banale.
I conti non tornavano affatto.
Ci doveva essere dell’altro.

Una follia tenuta in piedi indecorosamente per 20 anni

FDA, CDC, NIH, NDC, Pfizer, Bayer, GSK, ditte ed enti con migliaia di dirigenti tutti coinvolti in questo incredibile gioco.
Un manipolo di farabutti patentati e legali con tanto di passaporti diplomatici e di lasciapassare per ogni ufficio-bottoni dell’ONU, della Comunità Europea, e dei ministeri di ogni paese del globo.
Tutto per una semplice smania di denaro?
E’ mai pensabile che tutta questa follia sia stata tenuta in piedi indecorosamente per 20 anni solo per far piacere a Pfizer, Roche e GSK?
Per far vendere più farmaci agli africani?
Aveva senso inventare una nuova epidemia per un continente africano già pieno di epidemie?
Se questo era lo scopo, allora bastava martellare più forte sulle pesti già esistenti, tipo tubercolosi, polio, malaria, per cui muoiono già 4 milioni di persone annualmente.
Si poteva semplicemente applicare lo zelo, il furore, la massa d’urto Aids su quelle malattie.
Perché i farmaci tradizionali no e i retro virali sì?
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Un raggiro mondiale coinvolgente la FBI, il Pentagono, la Casa Bianca, i Valvassori e i Valvassini

Non può essere. Il gioco non valeva la candela.
Motivazioni commerciali? Sì tantissime.
Ma un raggiro mondiale che coinvolgeva il Pentagono, la FBI, la presidenza USA, e tutta una serie di ripetitori vassalli o coloni nei vari stati, non poteva essere generato e spinto da una semplice operazione pecuniaria.
Ci doveva essere qualcosa di strategico, qualcosa di politico.
Qualcosa di ancora più maligno e perverso.

L’America bianca e puritana, con  Americani Doc stanchi e sfiancati, ma sempre straricchi

Cominciamo, mi sono detto, a ragionare sul cos’è l’America, sul come si è formata, e su chi è davvero al comando in quel grande paese.
La società americana è multi-etnica, giusto.
Ma l’etnìa doc è una sola, ed è quella bianca e puritana che nel 19° secolo (1800 e oltre) colonizzò armi in pugno il Sud del paese, muovendo i primi passi di una crociata destinata ad affermare nel mondo la supremazia dello spirito americano, dei suoi interessi, delle sue regole e dei suoi valori.
Il grosso problema è che lo Yankee vero di oggi, l’Americano Doc, gli tira poco e si riproduce poco.
E’ un tipo stanco e sfiancato.

Un relitto pieno di soldi e potere. Uno che si prende una Levinsky per un inconcludente petting.

Si è drogato per troppi decenni a suon di bistecche, e ha finito per trasfigurarsi, per diventare fisicamente e spiritualmente abbrutito al pari di un un relitto umano.
Un relitto però pieno di soldi e di potere.
L’ Americano Doc si prende al massimo una Levinskly, come il suo prode presidente, la palpeggia e la slimona un po’, fa un petting epidermico e distratto e la liquida con qualche banconota, o con qualche favore.
Ma non ha la forza o la voglia di concludere l’atto. E ogni cosa finisce lì.
Mica come i cinesi e gli africani, tutti erotici ed assatanati, pronti a schiavazzare a più non posso, con figli legali e naturali che spuntano come funghi.
Mica come gli italiani, che lo fanno meglio di tutti e lo scrivono pure sulle magliette, anche se non è più nemmeno vero.

Circondato da neri, gialli, ispanici e italiani. In grande minoranza, ma con tutto il potere in mano.

L’ Americano Doc già oggi, nelle grandi città degli Stati Uniti, è in netta minoranza, e presto lo sarà nell’intero paese.
Essere minoranza etnica e tenere saldamente in pugno il potere non è cosa facile.
Pure tra i bianchi poi ci sono troppi italiani, slavi, turchi ed ispano-americani.
L’ Americano Doc si ritrova ad essere così l’uomo eletto, il più potente al mondo in termini di ricchezza, scienza, mezzi a disposizione, ma pericolosamente circondato da una marea di gente minacciosa e pronta ad assaltarlo.
Egli rappresenta solo il 2,5% della popolazione mondiale mentre possiede il 95% del potere politico-economico-strategico-militare-medico-farmaceutico-petrolchimico.
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I dubbi atroci e le assillanti domande sul futuro dell’Impero

Cosa accadrà tra 50, 100 o 200 anni?
Quanti abitanti avrà il pianeta Terra per ciascun  Americano Doc?
Quanto inquineranno?
Quanto forte sarà la pressione di queste masse sulla minoranza al potere?
Quale sarà il livello di accerchiamento e di contestazione populistica?

Niente si improvvisa e si fa a caso, tutto si pianifica

Tante domande plausibili ed altre ancora sullo stesso tenore.
Tutte interrogazioni che sicuramente menti esperte hanno formulato e si stanno ponendo, perché è lecito supporre che scienziati di ogni genere siano pagati oltre oceano per studiare non solo le cose del giorno per giorno, ma anche la futuristica.
Nulla si inventa e si improvvisa, tutto va ormai per pianificazioni accurate, per mosse che anticipano le azioni e le reazioni di domani.
Si studia per capire i problemi del futuro, delinearne le variabili, definire modelli matematici, sviluppare sistemio di simulazione, prevedere tutti gli scenari possibili, individuare il peggiore, definire le contromisure possibili per evitarlo, selezionare le più adatte, agire.

La carta indispensabile del controllo e dello scoraggiamento demografico

Cosa si può decidere di fare contro il pericolo demografico, se non contenere in modo selettivo l’aumento demografico?
Come? Ci sono soltanto due modi possibili.
Diminuire l’attrazione tra maschi e femmine e far calare pure le nascite, oppure aumentare le malattie e le morti tra la massa mondiale.
E l’AIDS cosa c’entra?
C’entra, c’entra. C’entra eccome.
Col terrore del contagio sessuale, si può infilare un preservativo prima a tutti gli africani e ai colorati (che ormai non servono più nei campi di cotone e nemmeno in quelli di mais, dove la meccanizzazione spinta ha risolto il problema della manodopera a basso costo, e poi a tutti gli asiatici (specie ai cinesi, che sono iperattivi ed invadenti in tutti i sensi), e poi a tutti gli ispanici e agli stessi italiani (che non solo copulano palesemente più e meglio di noi, ma che vanno pure a scriverlo sulle magliette).

Quando infili un preservativo alla gente, non la proteggi da niente, ma le infili la paura e lo schifo

Quando infili un preservativo alla gente, non la proteggi da niente, ed è tutta una burla. Ci vorrebbe infatti un profilattico dalla testa ai piedi. Ma ciò serve ugualmente.
Quando infili un preservativo alla gente, gli infili la sfiducia e la paura per l’altro. Gli infili il sospetto.
Gli infili lo schifo.
E così finalmente gli passa la voglia. Gli tagli la smania di farlo. Gli togli la durezza nel membro.
Li fai diventare sessualmente abulici e tendenzialmente eunuchi, esattamente come siamo noi.
E’ un’opera di moralizzazione benedetta pure dal Vaticano, ed anche un necessario processo di omogeneizzazione e di avvicinamento tra i popoli, su basi paritarie, dove non chiavo io perché non posso, ma nemmeno tu perché non te lo concedo. Come dice il proverbio? Mal comune, mezzo gaudio.
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Grazie al terrore del contagio elimineremo ed indeboliremo i popoli, e resteremo saldamente al potere, come i prìncipi avveduti di Niccolò Machiavelli

Col terrore del contagio sessuale abbiamo poi l’alibi di ferro e il campo libero per agire sugli sbandati e sui tanti male-in-arnese, sui nottambuli e i drogati, che rovinano la razza e la reputazione, ed anche sui sinistrorsi e i contestatori, sugli antiamericani e sui no-blog, su quelli insomma che pretendono che la nostra globalizzazione porti avanti fino in fondo la democratizzazione e la liberalizzazione, la creazione di un mondo perfetto e senza frontiere, col basket dei lunghi, il baseball dei colpitori e il football spalla-larga standardizzati dalla Groenlandia all’Antartide, senza confini e barriere doganali, senza comunisti e talebani, senza arabicoli e palestinesi, senza patiti del banale calcio e della obsoleta chiavata.
Basterà dargli qualche farmaco micidiale tipo l’azidotimina (AZT).
Basterà dare la colpa a un nuovo virus potentissimo e a una sindrome midiciale che inventeremo.
Basterà un bel cocktail di farmaci e di vaccini con cui alterneremo l’eliminazione fisica totale all’indebolimento generale della massa.

Un Hitler eroico e commovente, male assistito dai nostri

Mica siamo scemi e sprovveduti come l’amico Adolf, che era tutto sommato male assistito dalla
IG Farben, ed è pure stato tradito dai nostri fratelli Rockefeller.
Come si fa a caricare sulle spalle di un uomo eroico e commovente, di un santo e di un martire come Hitler, un compito talmente epocale e gravoso, costringendolo a prendere le genti e a caricarle sui vagoni ferroviari, e farle giungere ad Auschwitz e Dachau, Buchenwald e Mauthausen, a metterle nei forni e a farle passare per il camino.
Hitler usato come vittima sacrificale. Buttato nelle fauci delle iene e degli sciacalli.
Alla prima occasione lo riporteremo sugli altari.

Ci voleva più determinazione e più gas

Come si fa a prendere dai lager i condannati a morte e farli pure lavorare nella stessa IG Farben, col rischio, poi avveratosi, che qualcuno veda e parli, che qualcuno pure sopravviva e scappi.
Errori marchiani e clamorosi non mancarono. Fummo davvero dei pirla.
Bisognava risolvere tutto in pochi giorni e poi fare terra bruciata.
Ci voleva più determinazione e più gas.
E meno strutture fisiche rimaste sul posto a testimoniare gli eventi.
Meno muri e meno fili spinati.
Meno forni e meno ciminiere.
Cosa costava mettere due grossi Caterpiller in ogni lager e radere tutto al suolo?

Non faremo più gli stessi errori di un tempo

E così non ci troveremmo costretti a negare il passato e a diffondere l’idea che tutta la Shoah, tutta la persecuzione ebraica e non ebraica è stata un’invenzione, una esagerazione.
Siamo stati davvero ingenui. Dei dilettanti allo sbaraglio.
Non cadremo nella stessa trappola. Il nostro procedimento eliminatorio non lascerà traccia.
La gente deve autoeliminarsi.

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Bisogna metterli gli uni contro gli altri. I maschi contro le femmine. I giovani contro i vecchi. I bianchi contro i neri. Gli ebrei contro gli arabi. Gli uomini contro gli animali.
Bisogna indebolirli, ammalarli, demotivarli nel fisico e nel morale. Bisogna diradarli scientificamente.
Senza lasciare orme e senza lasciare traccia.

La bellezza di un mondo cloroformizzato, pulito e benpensante

Spaventeremo la gente a morte.
La costringeremo a rifugiarsi nelle case e a stare giorno e notte di fronte a dei computer.
Capponi e gallinelle frigide.
Un mondo finalmente equilibrato, liberato dalla piaga sessuale.
Li spingeremo a odiare la vita e a gettarsi dai ponti e dai palazzi, a tagliarsi le vene.
Useremo il cloroformio psicologico.
I desideri sessuali degli irriducibili si risolveranno con le seghe e i vibratori elettrici.
E così si moltiplicheranno di meno.
E il mondo sarà finalmente più igienico e benpensante, più pulito e più tranquillo.

Le interessanti ricerche di Gianfredo Ruggiero sul razzismo e lo schiavismo americano di origini illuministe

Facciamo ora un passo indietro e parliamo del razzismo moderno ed illuminato, prendendo spunto dalle interessanti ricerche di Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Excalibur di Varese.
Si cerca per vergogna, pudore, convenienza ideologica, di nascondere alcune verità fondamentali.
Il razzismo moderno, la schiavitù di marca americana, la successiva segregazione razziale, il neocolonialismo, l’eugenetica moderna, il concetto delle tare socio-ereditarie, il mito della superiorità ariana, non sono affatto incidenti di percorso, capricci  e misteri della storia, o frutto di qualche mente bacata, ma il naturale sbocco di talune dottrine filosofiche maturate all’interno del pensiero illuminista.

La schiavitù dei Neri e il genocidio dei Pellerossa, autentiche perle della civile America

Senza il sostegno dei filosofi e dei ricercatori  illuminati, difficilmente sarebbero state accettate le obbrobriose schiavitù dei Neri d’America, il vergognoso genocidio dei Pellerossa, la sottomissione forzata delle popolazioni africane e la ripresa della persecuzione ebraica da parte del regime hitleriano.
Lo stesso Francois-Marie Arouet de Voltaire (1694-1778), pur nella sua indiscutibile grandezza, pur definito come padre della democrazia e strenuo difensore della causa animalistica, era azionista di una delle maggiori compagnie atlantiche specializzata nella tratta dei Neri.
Neri che, secondo l’anatomista inglese Edward Tyson (1649-1708),  più che esseri umani, rappresentano l’anello di congiunzione tra la scimmia antropomorfa e l’uomo.

L’eugenetica del fazioso e razzista Lombroso, di famiglia ebraica

Cesare Lombroso (1836-1909), altro illuminista, padre dell’Antropologia Criminale, e deciso assertore del Darwinismo sociale, pubblicò nel 1876  L’uomo Delinquente, saggio in cui affermava tranquillo che
i criminali portano con sé tratti anti-sociali fin dalla nascita, per via ereditaria, e che i loro caratteri degenerativi, che li differenziano dall’uomo normale e socialmente inserito, sono manifestati dalla loro struttura fisica.
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In duro contrasto con Cesare Beccaria (1738-1794), fu convinto assertore della pena di morte, soprattutto per i criminali, e dell’eugenetica, soprattutto per i disadattati, al fine di bloccarne la discendenza.
L’aspetto singolare, ed anche sconvolgente, è che il Lombroso, che oggi non esiteremmo a definire fazioso e razzista, nasce da una facoltosa famiglia ebraica.

L’Illuminismo rappresenta l’era del razzismo biologico

In epoca illuminista sorsero addirittura nuove scienze a sostegno del razzismo biologico, come la frenologia o la cranioscopia  (F.J. Gall, 1758-1828), e la fisiognomia, tese a dimostrare lo stretto legame tra l’aspetto fisico, la struttura del cranio, l’angolo facciale, e la personalità dell’individuo.
La bellezza ariana era infatti considerata sinonimo di forza spirituale e di potenza generatrice.
Lo schiavismo poi era inteso dagli alfieri dell’Illuminismo come una storica impresa salutare, che rivestiva un ruolo civilizzatore nello scenario mondiale.
La tratta dei Neri avrebbe allontanato dal continente africano dei  pagani primitivi ed ignoranti, per inserirli in un Occidente  progredito e cristiano.
Anche il neocolonialismo era visto positivamente, in quanto avrebbe portato in quelle terre l’influenza civilizzatrice degli europei e degli americani.

Da rozzo importatore a civilizzato allevatore di schiavi

La tratta degli schiavi raggiunse i massimi livelli nel 1750, con oltre 800 mila importazioni.
Nei primi anni del ‘900 l’America vietò col presidente Abraham Lincoln (1809-1865) questa turpe pratica, ma lo fece in maniera formale e truffaldina, senza mai mettere in discussione il principio razzista.
L’America aggirò l’ostacolo adottando una politica a favore della natalità dei Neri presenti sul suolo americano.
Niente più caccia alle lepri in territorio d’Africa, ma tante più gabbie di conigli produttivi all’interno dei propri confini.
Da emerito importatore, l’America divenne così civilizzato allevatore di schiavi.
I figli degli schiavi mantenevano in effetti tale condizione, come ai tempi di Giulio Cesare.
La schiavitù in America fu abolita definitivamente solo nel 1865, col 13° emendamento alla Costituzione, ma non la segregazione razziale, che rimase in vigore fino ai primi anni Sessanta.

America culla di teorie sulla supremazia razziale

Interessante notare che, nello stesso periodo in cui la schiavitù veniva abolita, lo sterminio dei Pellerossa veniva invece intensificato ed avvallato, a dimostrazione di come le teorie della supremazia razziale provenienti dal vecchio continente si fossero ben radicate nella cultura americana.
E’ vero che la schiavitù in genere, e in particolare quella dei Neri, era praticata e tollerata anche nei secoli precedenti, ma è proprio con l’affermarsi delle teorie illuministe che le viene dato un supporto scientifico e una spinta morale.

Sterilizzazione coatta nei paesi scandinavi

In Europa, durante e dopo Hitler, la selezione eugenetica fu accolta e praticata per lungo tempo.

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La Svezia, negli anni 30, inviò a Munchen una delegazione parlamentare per lo studio della legislazione razziale tedesca e, insieme a Norvegia e Danimarca, attuò una politica eugenetica che portò tra il 1934 e il 1976 alla sterilizzazione coatta di oltre 106 mila persone, in prevalenza donne, spesso disadattate o con problemi psicologici, ma anche zingare, ritenute pericolose per la purezza della razza.
Non è il caso di parlare di paesi come la Rhodesia ed il Sudafrica, le cui politiche di separazione e di sfruttamento degli indigeni furono attuate dai colonizzatori europei, in virtù del mandato morale derivato pure dalle teorie illuministe.

La Dea Ragione tra le teste mozzate della ghigliottina

A chi obietta che l’Illuminismo diede luogo al trionfo dei Lumi, ed anche alla democrazia dei partiti, si deve ricordare che la stessa mitica Dea Ragione fu battezzata nel sangue della Rivoluzione Francese, tra teste mozzate, massacri di cristiani in Vandea e terrore giacobino.
Liberté, Egalitè, Fraternité, era il motto dei rivoluzionari.
I poveracci che salivano sul patibolo, e che osservavano il sinistro luccicare della ghigliottina, la pensavano probabilmente in modo diverso.
Nulla da invidiare alle peggiori dittature dei secoli scorsi.

Hitler e Mussolini nel fango per la persecuzione ebraica, ma nessuno ha mai condannato l’America per la schiavitù di 14 milioni di Neri e il massacro di 10 milioni di Pellerossa.
Fuori gli scheletri, America, prima di ergersi a maestri di democrazia e di civiltà.

In conclusione, Alfred Rosemberg (1893-1946), nazionalsocialista e teorico della superiorità ariana, è stato giustamente condannato dalla storia, ma non i suoi illuminati maestri.
Adolf Hitler (1889-1945), per la persecuzione ebraica, e Benito Mussolini (1883-1945), per le leggi razziali, sono stati anch’essi giudicati dalla storia, ma non l’America.
Non l’America per aver ridotto in schiavitù 14 milioni di Neri.
Non l’America per aver massacrato 10 milioni di persone civilissime, e religiosamente rispettose della natura, degli animali e persino delle rocce, come i Pellerossa d’America.
Non sarebbe il caso, conclude giustamente Ruggiero, di tirar fuori qualche scheletro dall’armadio, prima di ergersi a maestri di democrazia e di civiltà?

Niente contro il popolo tedesco o contro quello americano.
Massimo rispetto per l’idealismo, lo spirito di sacrificio e l’eroismo dei giovani americani.

Come niente abbiamo contro i tedeschi di oggi per le strazianti sofferenze innescate dal Nazismo,
niente, se non comprensione e pena proviamo, contro i milioni di Americani, onesti e già pieni di sensi di colpa, per le troppe magagne storiche che si portano addosso.
Niente, a maggior ragione, contro John Robbins, figlio di John Robbins senior, maggiore allevatore degli USA e imperatore mondiale dei gelati, nonchè titolare della Basin’ Robbins, che distribuisce i suoi prodotti in ogni aeroporto ed in ogni metropoli del globo.
Un John Robbins che è prototipo dell’eroismo e della generosità, dell’idealismo di tanti giovani americani, pronti a fare sacrificio della propria vita in mille battaglie giuste e sbagliate, spesso imperialistiche e contradditorie in ogni angolo del mondo.
Pronti a sacrificare la propria gioventù, i propri divertimenti, il proprio amore per le rispettive famiglie, e a finire anzitempo sotto i tanti spiazzi ricoperti di anonime croci bianche.
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L’esempio fantastico di John Robbins, indica quanto grande possa essere un uomo

Figlio unico ed erede di una delle maggiori fortune americane, venne inviato a fine università, nel 1985, a fare uno stage preparatorio, con una settimana presso tutte le 50 filiali dell’azienda Robbins in America, Argentina, Sudafrica ed Australia, in vista di sua nomina a general manager e vicepresidente.
Il giorno della consacrazione, di fronte al padre, ai maggiori soci, a ministri dell’agricoltura e parlamentari, riuniti in un party epocale, il giovane Robbins si presentò al gran capo nonché suo padre, e gli annunciò di essersi autonominato difensore ufficiale dei milioni di bovini massacrati ed in via di massacro, imprigionati vergognosamente nei lager appartenenti alla famiglia, dichiarandosi pertanto nemico ufficiale numero uno del padre e di tutta la marmaglia di Vip venuta a fargli onore.
John Robbins uscì col suo libro-denuncia  Diet for a New America (Stillpoint Publishing, 1987), che diventò ben presto un best-seller, ed è tuttora una delle più belle testimonianze sulla orribile, inumana, insalubre ed incivile persecuzione degli animali sul pianeta Terra.

La complessità e la contradditorietà del pianeta America

Questo sta a dimostrare quanto grande e complessa sia la nazione chiamata Stati Uniti d’America, con persone che precipitano al fondo della mediocre venalità e altre che invece toccano i vertici del cielo.
Con padri massacratori di bovini e figli che prendono la parte dei bisonti e dei capi indiani.
Con teorici della bistecca a colazione-pranzo e cena, come il non compianto Robert Atkins, o i mostri delle diete tipo Barry Sears (Zona), Arthur Agatson (South Beach Diet), Peter D’Adamo (Gruppi Sanguigni), da un lato, e i grandi del salutismo, tipo Graham, Trall, Tilden, Shelton, Cinque e Sabatino, dall’altro.
Con gente vorace e di poca scienza che inventa l’Aids (CDC e Robert Gallo), e gente trasparente e scientifica che lo smonta pezzo per pezzo (Peter Duesberg).

I legami tra Aids e manipolazioni DNA, tra Rockefeller e Codex Alimentarius

Torniamo dunque a oggi e all’Aids, e lasciamo da parte gli antichi scheletri.
Cosa c’entra l’Aids con tutto questo lungo discorso? Ci eravamo chiesti all’inizio.
Cosa c’entra l’Aids con le persecuzioni e il razzismo e l’eugenetica?
Cosa c’entrano gli studi sulla manipolazione del DNA, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi?
Purtroppo non sono fantasticherie gratuite.
Purtroppo trattasi di una brodaglia comune.
Abbiamo visto il cordone ombelicale dei petrolieri americani, della Standard Oil e del gruppo Rockefeller con la IG Farben e col regime hitleriano, ed anche i legami tra la nazi-derivata Bayer con la Monsanto.
Abbiamo colto le trame dei farabutti del  Codex Alimentarius, associati in un partito unico, sovranazionale e sovra continentale.

Sui virus Hiv e sull’Aids non c’è mai stato nulla da capire in senso tecnico

Cominciamo anche a intuire molte più cose sulla malattia strategico-politica chiamata Aids.
Non tanto sui batteri, sui virus e sui retrovirus, pietruzze innocentissime che non causano un accidente a nessuno, ma sull’invenzione e il mantenimento in vita della follia politico-eugenetica Hiv/Aids, una trama chiara ed invereconda da far svergognare vivi e morti.
Una pagliacciata pazzesca contro le genti di ogni razza e colore.
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La peggiore canagliata mai intesa da mente umana sulla faccia della Terra.
Non poteva arrivare se non dalla gente abituata a crimini di largo impatto.

Cominciamo a capire tante cose in senso politico

Cominciamo a capire finalmente le motivazioni recondite e reali di questo progetto diabolico, nato dai veri sterminatori seriali.
Nato da coloro i quali hanno sgominato il popolo più civile d’America.
Dai bruti che hanno sopraffatto e distrutto i giusti, quelli che in 30 mila anni avevano mantenuto il Nord America nella massima armonia, in uno splendido rapporto uomo-animale-natura.
Nato da chi ha sconfitto i Sioux fornendo loro migliaia di barilotti di whisky scozzese, e riempendoli di fucilate quando erano tutti ubriachi.
Nato da chi ha assassinato Penna Bianca e Toro Seduto, da chi ha trasformato i Pima (a cui venne tolta l’acqua dei canali in Arizona) dal popolo sano e virile che era nel 1900, al gruppo tribale più malato, diabetico, obeso del mondo intero.

Fuori i nomi Mister Obama, se sei davvero un uomo con le palle.
E se i servizi segreti, e chi li manovra, te lo permettono.

Fuori i nomi e fuori i motivi, signor presidente Obama, se sei davvero un uomo con le palle, sulla stessa dimensione dei tuoi marines che sono morti e continuano a morire per i furfanti del gruppo Rockefeller. Sulla stessa dimensione degli indiani che i tuoi predecessori hanno vilmente massacrato assieme ai bisonti d’America.
Sulla stessa dimensione dei poveri Neri che hanno subito tre secoli di indicibili ingiurie ed ingiustizie.
Sulla stessa dimensione di Martin Luther King, che è stato assassinato da chi voleva tappargli la bocca.
Sulla stessa dimensione dei fratelli John e Bob Kennedy, sporcaccioni e ipocriti quanto si vuole, ma sempre genuinamente alla ricerca della giustizia, e per questo assassinati dagli stessi mandanti.
Sulla stessa dimensione del citato John Robbins, disinteressato al punto di rinunciare a tutto, pur di difendere la causa animale ed umanitaria a cui si è appassionato.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazine Bergamasca Igiene Naturale)

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