IL CASO SANDLERS E I CONIGLI POLIO-RESISTENTI

{jcomments on}30 Aprile 2009 
30 Aprile 2009  

IL  CASO  SANDLERS  E  I  CONIGLI  POLIO-RESISTENTI  

Descrizione sintetica della poliomielite

La poliomielite è anatomicamente caratterizzata dall’infiammazione della materia grigia della spina dorsale, con la distruzione delle cellule nervose nelle estremità anteriori del midollo spinale.
Viene seguita da febbre e da rapide paralisi atrofiche di vari muscoli.
Nel giro di uno o due giorni si sviluppa una paralisi flaccida.
La completa guarigione dalla polio è molto più frequente di quanto non si creda.
Nel caso invece di paralisi permanente da polio si possono riscontrare deformità o arresto di crescita delle parti paralizzate.

I primi esperimenti coi vaccini

I primi due vaccini contro la polio, a virus inattivati, furono prodotti in USA nel 1934, usando una tecnica simile a quella ideata da Pasteur, partendo dal midollo spinale di scimmiette prima infettate per via intracerebrale.
Ma ambedue i vaccini determinarono molti casi di polio associata che indussero il governo federale a sospendere le vaccinazioni.

Farmaci e vaccini che possono diventare causa di poliomielite

L’evoluzione dei vaccini ha portato a scegliere alla fine il tipo orale.
Le complicanze neurologiche da vaccinazione antipolio per via orale sono sottostimate?
In effetti, non solo i vaccini antipolio possono scatenare essi stessi la poliomielite, ma anche, come rivela il dr Jean Piletti, altri vaccini e persino altri farmaci lo possono fare.
Questo vale per il vaccino P (antipertosse) e il vaccino DP (antidifterico e antipertosse).
Essi sono capaci di provocare l’apparizione di una polio situata di preferenza nei membri inoculati.
Casi di polio sono stati registrati anche col vaccino anti-tifo.
Quanto ai farmaci, fra i più indicati a causare forme di polio sono gli antibiotici, gli antipiretici, il cortisone e i suoi derivati.

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Dal vaccino Salk a quello Sabin, una scia ininterrotta di incidenti

La coltura di virus poliomielitici in cellule di rene di scimmia nel 1949, ad opera di Enders e colleghi, rese possibile la realizzazione del nuovo vaccino tipo Salk, di più facile inattivazione.
L’attenuazione di virus poliomielitici, da parte di Koprowski e colleghi, rese possibile la realizzazione di vaccini a virus vivi ed attenuati, noti come polio orale (OPV) tipo Sabin.
L’innocuità di questi virus è stata esaltata in campagne vaccinali di portata mondiale (cose che solo gli Americani sanno e posono fare). Tuttavia, in tutti i paesi dove arriva il Sabin vengono registrati casi di paralisi facciale, polinevrite acuta, encefalo mieliti mortali, encefaliti, crisi epilettiche, idrocefalie, meningiti. E’ un’ecatombe accuratamente messa a tacere ma ben documentata nella maggioranza dei casi.

Vietato dirlo, ma troppe volte la paralisi poliomielitica è causata dalle vaccinazioni antipolio

La vaccinazione antipolio è tra le cause principali della polio, ha dichiarato il dr Schmidt-Roeschmann, specialista in poliomielite (M. Schar-Manzoli, Guida ai Farmaci e ai Vaccini, 1987).
La vaccinazione antipolio può determinare paralisi di tipo poliomielitico, ma anche miopatie, epilessia, sclerosi a placche, herpes zoster, mieliti traverse, psoriasi, bronchiti, morte.
In Italia, nel 1965, all’Ospedale Mayer di Firenze, di 1075 malati pediatrici ricoverati in quiell’anno, 134 rappresentavano una patologia derivata da vaccinazione, con una morbidità per il vaccino del 6%
(dr F. Sensale, da XXI Secolo, feb 1987).

Le vaccinazioni antipolio causa di incremento increscioso del più pericoloso poliovirus 3

Prima della scoperta dei vaccini antipolio, le epidemie erano in genere dovute a polio virus di tipo 1, ovvero a virus non mortali e non paralizzanti nella maggioranza dei casi.
Dopo che la vaccinazione è diventata obbligatoria, sono invece i polio virus tipo 3, ovvero quelli più pericolosi per il sistema nervoso, i più frequenti ad essere isolati.
Quanto all’efficacia della vaccinazione, il dr Kim Farley e i suoi collaboratori hanno documentato un’esplosione di poliomielite a Taiwan in una popolazione ben protetta con l’OPV (The Lancet, 8 dic 1984).

Qualche dato statistico significativo

Il dr Herbert Shelton dichiara e scrive più volte di non aver mai registrato in vita sua il singolo caso di un bambino di genitori vegetariani che abbia contratto la polio.
Nel 1957, in America, metà dei casi di paralisi poliomielitica in ragazzi tra i 5 e i 14 anni venne registrato tra bambini già precedentemente vaccinati dalla polio.
Si ammette che il vaccino morto di Salk e’ stato la causa delle paralisi.
Nel 1958, la polio è in aumento, e si hanno 6029 colpiti, con 3122 casi di paralisi tra i vaccinati.
Nel 1959, la polio è in ulteriore aumento, con 8577 colpiti, con 5694 casi di paralisi tra i vaccinati.
Nel 1964, l’US Public Health Service raccomanda l’interruzione dell’uso del vaccino vivo Sabin, dopo 57 casi di paralisi tra i vaccinati, imputati al vaccino stesso.
Nel 1977, una Corte di giustizia del Texas impone a una produttrice di vaccini di pagare 200.000 US$ di risarcimento danni a una vittima colpita da paralisi infntile causatale dal vsccino (vaccino che era stato provato come non difettoso).
Tutte notizie ricavabili dal testo Vaccinazioni, l’altra faccia della medaglia, di Paolo Bigatti (Macro Edizioni, 1991).

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Non si può battere la natura nel suo stesso terreno.
La suscettibilità umana alla malattia è ineliminabile, per cui l’immunità è un mito.

Stabilito che il poliovirus è ubiquitario da sempre, e che si trova regolarmente nei campioni prelevati dalle fogne cittadine, e che ciononostante la sua virulenza è bassissima, si deduce che la gente ha sviluppato in generale un buon livello di immunità naturale, senza l’aiuto di vaccini o altro, sostiene Robert Mendelsohn (Dissent in Medicine, Contemporary Books-Chicago 1983).
Pertanto è difficile immaginare quale ulteriore attenuazione si possa mai ottenere con una vaccinazione, se non quella di abbattere il vigore reattivo (ovvero la salute e la vitalità) della risposta naturale.
Resta il fatto che persino il vaccino attenuato è tuttòra vivo, e che pertanto ci si può attendere della gente che sviluppa la paralisi solo per colpa di tale vaccino.
Esistono pericoli nascosti ed errori di calcolo nell’irresistibile tentativo di battere la natura nel suo stesso terreno, ovvero nel tentativo di eliminare un problema che non può comunque essere eliminato, il problema cioè della suscettibilità umana alla malattia stessa.

Esiste la legge di causa-effetto, per cui ad un errore segue un aggiustamento logico chiamato malattia.
Polio o non polio, l’arrivo dello zucchero e dei dolcificanti industriali è stata una iattura planetaria.

La natura dice che l’uomo non è immune dai mali conseguenti agli errori che egli fa o che qualche altro fa per lui.
Se do una martellata al dito, non sono immune dal colpo né dall’escoriazione, né dall’ingrossamento.
Se trasformo il mio sistema gastrointestinale in una orribile e puzzolente cloaca, con miasmi cadaverici assai peggiori di quelli delle fogne cittadine, chiaro che non sono poi immune dalle conseguenze.
Se per una carenza stabile degli zuccheri vivi e sani della frutta (conseguente alla dieta balorda dell’onnivorismo che priva le persone del loro cibo elettivo, che è la frutta, e del loro vero carburante elettivo, che è il glucosio), vado a compensare con caramelle, dolciumi, cioccolata, gelati, pasta, pizza, pani, è chiaro che indebolisco il sistema ed abbasso le mie autodifese immunitarie, diventando vulnerabile ad ogni virus.

Un importante esperimento del Dr Sandlers blindato ed insabbiato dalle industrie americane

Ecco a questo punto l’importanza dell’esperimento del Dr Sandlers.
Il dr Benjamin P. Sandlers, medico dell’Otean Veterans Hospital presso Asheville in North Carolina era un ricercatore assiduo e curioso, scrive la Dr Hannah Allen sul testo  Don’t Get Stuck, della Natural Hygiene Press-USA 1985, con introduzione del Dr Alan Goldhamer, titolare dell’omonima clinica igienistica  di Santa Monica in California.
Aveva fatto esperimenti per anni e anni sugli animali nel tentativo di capire quali danni essi dimostrassero dopo un’abbondante inoculazione di virus attivo della polio.  

La formidabile salute e la sbalorditiva resistenza naturale dei conigli alla polio

Si era soffermato da tempo sui conigli, trovandoli altamente resistenti alla polio.
Era forse dovuto alla loro dieta esclusiva vegetariano-crudista, a base di vegetali verdi e crudi?
Non aveva mai trovato alcuno squilibrio zuccherino e nessun segnale di ipoglicemia nel loro sangue.

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Ma quando provò ad iniettargli dell’insulina, facendoli cadere in stato ipo-glicemico, essi perdevano la loro tipica resistenza alla polio, e diventavano improvvisamente suscettibili al virus.
Nel 1941, The American Journal of Pathology aveva pure pubblicato un dettagliato report su questi esperimenti.

Niente vaccini e farmaci ma cambiare radicalmente dieta, predica coraggiosamente Sandlers

Anni dopo, e siamo nel 1948, arriva nel North Carolina una epidemia di poliomielite.
Sandlers parla alla radio e avverte bambini e genitori che la loro frequente e diffusa condizione di ipoglicemia deriva da diete pericolosamente sbagliate.
Niente vaccini ma cambiare radicalmente dieta, predica Sandlers.
Alimentarsi di carni, e compensare le carenze di succo zuccherino della frutta tramite chewing-gum, caramelle, bibite gassate, gelati, paste e pizze, ovvero carboidrati cotti, porta al diabete e alle cure insuliniche, ed anche a sbalzi ipoglicemici.
Cestinate farmaci, vaccini e sieri, eliminate dalla dieta dolciumi e cibi junk, era il suo messaggio coraggioso.
La sola immunità possibile è la vitalità ottimale del vostro sistema-corpo, era il motto trasparente e veritiero del dr Sandlers.

L’esperimento funziona e produce risultati eclatanti

L’agenzia United Press raccolse la sua tesi e la diffuse a tutti i giornali del paese.
La vendita di gelati e bibite si bloccò quasi del tutto in poco tempo.
Le cifre statistiche del North Carolina State Health Department non parlano chiaro ma ultra-chiaro:
2498 casi di polioi nel 1948, prima della campagna Sandlers, e solo 229 casi di polio nel 1949, un abbattimento del 1000%, ovvero di 10 volte.
A quel punto però, i grossi interessi commerciali dei produttori di gelati, bibite, cibi basati sui carboidrati cotti (vedi cibi amidacei, tipo pani, focacce, biscotti, pasta, pizza), riprendono il sopravvento.
Il rapido calo dell’epidemia fa cantare vittoria prima del tempo.

La gente riprende a mangiare porcherie e la polio ritorna ai vecchi alti livelli.
Sandlers ha vinto la sua personale battaglia igienistica, ma tutto viene insabbiato dalle industrie.

La gente riprende a bere e a mangiare esattamente come ai vecchi tempi.
Ed ecco che, nel 1950, la polio si riporta nuovamente ai 2500 e oltre casi.
L’industria, e i media sottomessi alla stessa industria, si erano nel frattempo riorganizzati e avevano affilato le proprie armi politiche.
Tutta la storia Sandlers venne insabbiata, secretata e dimenticata.
Le bevande nazionali delle cole e tutti gli altri gruppi industriali avevano grossi interessi da difendere, e giocarono ogni carta possibile per bloccare ed imbavagliare l’esperimento.

L’evoluzione da vivisezionista a salutista naturale

Sandlers non era un igienista, ma un medico ricercatore come tanti altri.
In origine non era di certo un naturalista e tantomeno un etico-salutista.
Non rappresentava di certo il nostro medico ideale.
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Faceva esperimenti orribili con degli innocenti conigli, con scimmiette e tanti altri animali, come fanno tutti gli sperimentatori ed i vivisezionisti.
Li inoculava, li sezionava, e ne controllava le viscere per scoprire le conseguenze delle sue azioni nefaste ed immorali sui medesimi.

I conigli insegnano a Sandlers il modo di alimentarsi al meglio

Tuttavia, dopo tali esperimenti disgraziati, seppe emanciparsi e diventare grande.
Aveva scoperto coi suoi occhi che i conigli sono sani e liberi da rischi, al punto di poter dare il buon esempio agli stessi uomini.
Cosa fanno i conigli per mantenere così alto e così perfetto il proprio livello immunitario, per essere così resistenti che nemmeno ad iniettarli con alte dosi di polio virus non sviluppano la poliomielite? Si chiese.
Molto semplice la risposta: mangiano la loro dieta di adozione.
Non c’è nessun pediatra al mondo che li controlla e li rovina, questo è il loro segreto

Il latte più ricco e straordinario in natura, ricavato dalle verdure verdi e crude

Il latte di coniglia è il più ricco ed il più straordinario nel regno animale, grazie al suo altissimo contenuto in grasso, calcio, fosforo e proteine, per cui ai coniglietti è permesso di raddoppiare il peso in soli 6 giorni (cani e gatti 9 giorni, uomo 180 giorni).
Chiaro poi che il latte di coniglia non è adatto a nessun altro se non ai coniglietti da svezzare, perché ogni animale ha il suo tipo di latte, incluso l’animale bipede.

Non si rincorre la singola vitamina, o il minerale, e ancor meno si va a caccia del singolo microbo

Morale della favola, il punto di estremo contrasto tra medicina ed igienismo naturale è quello di sempre.
Come non ci si deve perdere a rincorrere la singola vitamina e il singolo minerale, perché essi operano in regimi di sinergia, contrasto, simpatia ed antipatia, con le altre vitamine e gli altri minerali, così non ci si deve perdere a rincorrere singoli rimedi, singoli farmaci, singoli vaccini per le malattie della gente, dei bambini e degli adulti.
E non ci si deve ancora meno perdere nella caccia ai microbi, ai batteri, al virus della polio, al virus delle varie influenze e pesti che dir si voglia.

La malattia più diffusa è la  Scemenza Persistente causata dall’obiquitario Ignorantiavirus

La causa vera di tutte le malattie, di tutte le migliaia di affezioni del repertorio medico-patologico finiscono per giocarsi tutte tra le dita della mano, e si chiamano errori di stile, di pensiero, di comportamento, di nutrizione, di sonno, di inattività, errori che si trasformano in suscettibilità al male.
Il fatto poi che la polio sia o non sia causata o favorita dai perversi sbalzi zuccherini tipici del diabete e della ipoglicemia, è addirittura secondario rispetto al problema generale della salute globale del corpo.
Al limite, polio, colera, influenza aviaria, influenza suina, sono tutte uguali, tutte caratterizzate dalla malattia più diffusa e generalizzata degli uomini, che si chiama  Scemenza Prolungata e Persistente, quella scemenza che lo porta a credere testardamente di poter trasgredire le precise leggi fissate dalla natura, senza pagare poi il conto finale, in nome della sua bella faccia e della sua avanzata civiltà trasgressiva, strafottente e straviolenta, per molti versi nazista.
Tale malattia mortale è causata dal virus più malefico che appesta l’umanità: l’Ignorantiavirus.
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Mantenere la salute e non pensare alla cura della malattia, ce lo ordina Leonardo da Vinci

Che fare allora? Si deve prendere o no qualcosa? Ci si deve concedere o no qualche rimedio?
Assolutamente sì.
Ci si deve concentrare non 10 ma 1000 volte di più nel mantenimento bilanciato della salute.
Serve adottare la cura della non-cura, che non significa affatto abbandonare i sani alle evenienze future e i malati alle vecchie e nuove sofferenze.

L’azione irreprensibile della non-interferenza

Nelle malattie in atto occorre praticare la non-interferenza, perché le malattie tutte (salvo quella dell’emergtenza grave, quella delle ferite, degli incidenti) sono processi di guarigione in atto, sono procedimenti di riequilibrio corporale gestiti nel modo più intelligente, logico ed economico, da un sistema immunitario e da un corpo che non bluffano, non sbagliano, e non tradiscono (non vanno mai contro se stessi, ovvero contro il padrone che li ospita e del quale fanno parte integrante).
Ogni intervento è perturbatore, complicante, ritardante, impedente della guarigione.
I malati, in questi casi di non-emergenza, non vengono guariti grazie al medico, ma nonostante esso, sempre grazie al sistema immunitario costretto in questa circostanza a fare doppio lavoro

L’illusione di conoscere il corpo umano grazie all’anatomia e alla vita di corsia

Nel caso invece di salute in atto, si tratta solo di non illudersi e di verificare in continuazione se il nostro percorso nutrizionale e comportamentale è equilibrato e coerente con le nostre esigenze.
Serve molta conoscenza e grande apertura mentale.
Tutti gli errori partono dall’imbarazzante ignoranza del corpo umano.
I medici si illudono di conoscerlo bene perché hanno bazzicato per anni nelle sale di anatomia, o perché stanno in continuazione tra le corsie degli ospedali.
Ma quello è conoscere le parti morte e sezionate, oppure conoscere i corpi dei malati.

Serve conoscenza integrale dei corpi vivi e dei corpi sani, inclusa la loro anima

Serve conoscenza sopraffina dei corpi vivi e sani.
La conoscenza non è poi un fatto specialistico e settoriale, ma un fatto onnicomprensivo e multiscientifico, che coinvolge necessariamente corpo, mente e anima.
Troppe volte la medicina si blocca, si ferma alle apparenze.
Troppe volte la medicina si illude di poter dribblare, superare e battere la natura.
Trattasi di un grave peccato di presunzione e di superbia.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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