I magna magna planetari dell’avvocato Taylor

{jcomments on}10 Maggio 2009 

L‘importanza estetica della figura presidenziale

Prima Ronald Reagan, poi Bill Clinton, poi George W. Bush ed ora Barack Obama.
Varia la persona alla Casa Bianca e la gente pensa a quanto importante e decisivo sia il cambiamento.
Ma non si rende conto che, pur restando importante la figura umana che si alterna alla presidenza, quello che conta davvero sono i personaggi, i giochi, le manovre e gli intrallazzi che avvengono dietro le quinte.
Obama ha conquistato l’America e il mondo con la sua freschezza, col suo look da divo afro-americano di Hollywood, con la sua voce autorevole e la sua immagine rassicurante, grazie ai suoi metodi comunicativi diretti e senza filtri, grazie alle chattate spettacolari  coi suoi supporters on-line.

Insoma Obama piace. E’ amato e gradito, quasi santificato e deificato.
Strano che non circolino ancora i suoi santini e le medagliette votive.

Le multinazionali stanno gongolando come non mai

I necrofori, i furfanti, i mega-opportunisti, i magna-magna planetari, che da sempre si muovono nell’ombra, che da sempre bazzicano nei pressi della Casa Bianca come mosche di lusso, topi di lusso, scarafaggi di lusso, stanno gongolando come non mai, e si sfregano le mani di soddisfazione.
Meglio di così le cose non potrebbero andare.
Essi sono i cortigiani del re, anzi dell’imperatore e del padrone del mondo.
Un padrone dalla pelle colorata, in un mondo che cambia e che diventa sempre più inter-razziale, è  fondamentale. E’ quanto di meglio si possa mai desiderare.
Un padrone del mondo giovane e simpatico, che genera simpatia ed attrazione tra donne e giovani, tra americani e russi, tra indonesiani e congolesi, è davvero il massimo.
E’ solo con uno così che possiamo rifilare al mondo intero le nostre pillole micidiali e le nostre schifezze avvelenate, dicono nei sobborghi di Washington City i gaglioffi di Rockefeller.

Tutto secondo copione, tutto secondo la regia Clinton-Soros

Gli Americani hanno davvero fatto una scelta azzeccata.
Barack sta funzionando al meglio, cioè secondo copione.

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Tutto secondo i piani, la regia e la falsariga indicata da George Soros e dal suo uomo Bill Clinton.
Da una parte stringe mani alla gente e al popolo, e dall’altra strizza l’occhio e tesse trame con i tirapiedi dei peggiori filibustieri del regime plutocratico, ben nascosti sotto i colori dell’onorata bandiera americana.
Del resto, c’era forse qualcuno che si illudeva, a porte i soliti ottimisti bocca-buona e credi-tutto, a parte i santificatori del nuovo Messia-dalla-pelle-giusta?

Accontentare la platea e soddisfare gli sponsor, that’s the name of the game

Barack non è di sicuro uno sprovveduto.
E’ da soli 5 mesi in sella alla mega-piovra stelle-strisce, ma ne ha già colto i meccanismi basilari.
Ha già capito a chi prestare attenzione e a chi non dare invece retta.
Tutto sommato il gioco è assai semplice.
Deve sorridere e dire di sì sul davanti, al popolino bue che sventola bandierine in collettiva adorazione, e deve dire ancora di sì sul retrobottega, a una cerchia di individui accuratamente selezionati, e solo a quelli.
Accontentare la platea e soddisfare gli sponsor,  that’s the name of the game (questo è il nome del gioco).

Una facciata magnifica di sorrisi e colori, e un inguardabile lato posteriore della baracca

Una bella, giovane, sorridente e profumata facciata, composta da lui e dalla stessa Ilary, che è, nota bene, tuttora fascinosa e attraente agli occhi del mondo, nonostante il marito facciatosta.
E, a pareggiare il conto, un inguardabile lato posteriore della baracca, dove succede proprio di tutto.
Dove si incrociano, si intrufolano e sbattono uno contro l’altro, strateghi e speculatori della peggiore risma, dove serve un limone per non rimettere, gli occhiali neri per non vedere e la mascherina per non respirare.
Dove i banchieri si accavallano con i residuati di Madoff, mescolandosi coi galoppini della Smithfield Corporation, la più grande azienda suinicola del mondo, già multata di 12.6 milioni di US$ in precedenza, ed ora sotto inchiesta federale per danni ecologici procurati dai suoi liquami infetti.
Troppa puzza di sostanze chimiche, di farmaci e pesticidi, di eparine e manzi disossati, di sieri e vaccini, di caffè e cole, di polli spennati e hamburger, di scheletri fuori e dentro l’armadio.
Un vero teatro degli orrori tra le sghignazzate sinistre e la sapiente regia dei culo-camicia  Bill and George.

La nomina del caporione FDA e Monsanto a dirigente del  Food Safety Working Group

E’ in questo contesto che avviene la nomina di Michael Taylor a dirigente del  Food Safety Working Group  (Gruppo di Lavoro per l’Igiene degli Alimenti),  nuovo ente che si annuncia come componente ed interlocutore statale del Codex Alimentarius.
Se qualcuno si illudeva di trovare in Obama un presidente immune allo strapotere delle multinazionali, ebbene, si ritengas servito.
Obama ha scelto molto bene.
Un Azzeccagarbugli internazionale migliore di questo, non lo poteva di certo trovare.

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La brillante carriera verticista dell’arrampicatore e dell’ arrivista Taylor

Qualificarsi come specialisti e maghi nei conflitti di interesse tra multinazionali e stato federale, è già una referenza che ti apre tutte le porte.
Come dire che la sudditanza al potere, il mettere a disposizione le proprie doti personali e professionali, viene generosamente premiato.
Ed è così che Taylor, cognome che si traduce come  sarto, cuce e ricama, taglia e incolla, fa asole ed attacca bottoni, ma sempre ai vertici dei maggiori colossi del pianeta.
Diventa avvocato difensore della potente famiglia Shapiro, gigante della biotecnologia americana.
Fa da consulente e vice-commissario alla FDA, l’ente che autorizza farmaci e impone le sue tabelle nutrizionali al mondo intero.
Si distingue come autore dei regolamenti FDA che vietano di segnalare in America la presenza di somatotropine (ormoni per la crescita) sulle etichette dei latticini (e ciò indica la pericolosità di questo elemento).
Diventa amministratore del servizio ministeriale di igiene ed ispezioni alimentari al Ministero Agricolo americano (USDA).
Viene infine nominato come vicepresidente delle politiche pubbliche della Monsanto.

Obama ha pescato il Jolly

Come dire che Obama ha pescato il  Jolly.
Perché perdersi con uomini mediocri e con mezze-maniche da strapazzo.
Prendiamoci direttamente un Satana! deve essersi detto tra sé e sé.
Tutto ciò mentre la gente continua a ritenerlo simbolo di cambiamento e di speranza, a considerarlo come uno che sta da parte dei cittadini americani e dei cittadini del mondo, e non dalla parte delle multinazionali.
La Monsanto ha sempre spacciato la propria inesauribile sete di profitto per un nobile tentativo di sconfiggere la fame nel mondo.
La Pfizer, come l’inglese GSK, ha da sempre spacciato i propri farmaci e i propri vaccini come nobili ed insostituibili strumenti per sconfiggere la sofferenza dei popoli.
E’ proprio il caso di dire che  Il buon giorno si vede dal mattino.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVAS-Roma  (Associazione Vegetariana Animalista)
                         – Direzione Tecnica ABIN-Bergamo  (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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