I falsi profeti del farma-caseo-carnivorismo

{jcomments on}Gennaio 2011

Dieci miliardi di ergastolani bovini

La zootecnica industriale rappresenta un comparto enorme del settore agro-alimentare mondiale.
Un settore forte, per quanto riguarda i soli bovini (escluse dunque capre, pecore, e simili), di oltre 10 miliardi di ergastolani a quattre zampe che mangiano per 30 miliardi di persone, con la paglia che vale 12 € al quintale, mentre il grano è quotato a soli 11,5 € al quintale, cosa assurda e mai successa nella storia umana. E tutto questo accade mentre un miliardo di persone soffre o muore per fame.
Dove ci porterà mai questo sistema?

Lazzaretti per animali gonfi e malati, assistiti da veterinari volanti

La catena alimentare parte dai mangimi e si estende a valle nei mille rivoli della trasformazione industriale. I recenti casi di carni germaniche alla diossina hanno dimostrato di quanto sia difficile rintracciare da dove parta l’inquinamento di carni, uova, formaggi e prodotti simili.
Per stare nei parametri di legge gli allevatori hanno trasformato le loro stalle in ospedali e lazzaretti per animali gonfi, intossicati, infelici e drogati.
In alcuni casi, nei grandi gruppi alimentari, i veterinari si spostano in elicottero per far fronte ad emergenze che si ripetono in allevamenti lontanissimi uno dall’altro.
Guai a non intervenire subito!

Molto peggio di Auschwitz

Per stare nei costi, per fare business, negli allevamenti si dosa tutto come in un’industria di massima precisione. Gli animali non sono delle creature viventi ma dei robot. Assumono medicine e ormoni.
Vengono alimentati con farine in cui l’economica soia OGM di provenienza cinese non è certamente il peggiore degli ingredienti. Farine agli ormoni, spesso mescolate con ossa di animali sbriciolati, magari appartenenti ai padri e alle madri degli stessi animali, trasformati orrendamente da erbivori, in carnivori, in cannibali, in patrifagi e matrifagi.
Un sistema da rifare e riformare? 
O un sistema vergognoso da cancellare dalla crosta terrestre e dalla memoria umana, al pari di Auschwitz e più ancora di Auschwitz?

Allevatori e macellai prede e vittime della loro stessa trappola.
Un mondo nuovo che sta prendendo forma.

La necessità di ristabilire un rapporto di rispetto e di armonia tra l’uomo e la natura, tra l’uomo e il mondo animale, viene evocato dagli stessi allevatori, prede e vittime (non certo innocenti) della loro stessa abominevole trappola.
Non si parla di nostalgia del passato, ma piuttosto di una grande rivoluzione verde e di una liberazione generale di tutti gli animali quadrupedi e non quadrupedi, col pelo o con le piume, con le pinne e con le squame. Si parla insomma di un uomo nuovo che usa finalmente l’anima e il cervello.

C’è ancora chi sbafa 21 mila anime, nel corso della sua vita

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Esiste gente come l’americano medio che continua a ingerire 21 mila animali nel corso della vita.
L’europeo medio non è da meno, data la sua ghiottoneria, e il suo ricorso al vino, alla birra, ai superalcolici ed ai caffè, che aiutano a liberarsi dell’orribile puzzo di sangue che aleggia nei corpi trasformati in fogne e tombe. Ne mangia almeno 10 mila, tanti quanti gli abitanti di una importante cittadina di provincia.

I nazisti dalle parvenze ecologiche, bucoliche e contadine

I massacratori di animali, gli speculatori della prigionia e della sofferenza, si atteggiano a paladini della natura e a salvatori della Terra.
Sono difesi dalla legge e dalle istituzioni, sostenuti in modo vergognoso dai politici e dai governanti, finanziati con risorse pubbliche.
Nazisti dalle parvenze contadine, farebbero impallidire Hitler e Stalin, per il loro cinismo.
Nei loro lager puntano a vacche gonfie tutta mammella, macellabili già alla venerabile età di due anni.

Un’ interessante diatriba tra l’intellighenzia italiana dei moderati e Luigi Boschi da Parma

“Finchè penserete di cambiare le cose mangiando salame e cotechino, non cambierà mai nulla!”
Ha obiettato Luigi Boschi a un gruppo di noti illuminati che in una baita di montagna tessevano la lode alla bellezza della natura, con in bocca membra cadaverali di esseri massacrati.
“Siete avvitati sulla vostra situazione, e vi fregate della violenza, delle sofferenze inflitte ad esseri innocenti. Appartenete al sistema della vergogna che vi vede schierati in prima linea. Senza contare il danno ambientale, sociale, economico, sanitario. Senza contare la fame nel mondo che con la vostra lugubre degustazione producete. Questo è il dramma di cui non vi rendete ancora conto. E’ questa la catena da rompere. Quando gli animali torneranno ad essere liberi di nascere, di vivere e di morire a loro piacimento, solo allora si potrà assistere alla nascita di quel nuovo mondo di cui vi state ignobilmente riempiendo la bocca”.

Lei è un animale in tutto e per tutto

“Ma cosa vuoi che sia, siamo carnivori moderati”, ha obiettato uno di essi.
“Figurati quanto interessa a me il fattoche lei mangi carne più o meno spesso!”
“Moltiplichi la sua moderazione per 3 miliardi di persone e vediamo quali numeri saltano fuori”, ha ribattuto Boschi in forma più che mai smagliante, vegana e passionale.
“Lei non sa nemmeno, e lo scrivo pubblicamente, di essere un animale in tutto e per tutto”.
Le differenze tra uomo e animale

“Suvvia, ci sarà pure qualche differenza tra noi e loro!”
“Certo che ce n’è, ed anche più di una”.
“Gli uccelli volano e noi no. I pesci sanno stare sott’acqua e noi no. I cani hanno un fiuto fenomenale e noi no. I maiali sono pulitissimi, giocosi, rispettosi, riconoscono e rintracciano il padrone amico in una folla da stadio, e noi no. I cavalli hanno una corsa veloce ed elegante, e noi no”.
“Li pareggiamo solo nel Dna, che al 99% è simile, sia per loro che per noi”.

Malati gravi in aumento e medici correi

I carnivori, che puzzano a distanza di salme maldigerite, ingrossano le fila dei peggiori reparti ospedalieri, quelli a più alto tasso di sofferenza e di decessi.
Ictus, diabete, dialisi, prostata, metastasi.
E i medici, correi ed ipocriti, continuano a tacere.
“Ma sì”, arrivano a dire, “limiti un po’ il consumo di carne rossa e di formaggi”.

I cacascemenze non mancano mai, anche tra i vegetariani purtroppo

Il loro linguaggio da cacascemenze non porta davvero a nulla.
Vogliono forse dire che bere latte vaccino e mangiare uova non c’entrano con le patologie?
Che pesca e macellazione sono solo l’ultimo atto di un processo mortifero ma nobilitato dall’industriosità umana?
Vogliamo elencare le malattie intimamente connesse al consumo di latticini e di tutte le proteine animali, indifferentemente dal colore rosso, bianco o grigio?

Il buon latte che porta tanto buon calcio.
Un elenco sinistro che ognuno dovrebbe stamparsi nella mente.

Anemia ferropenica, artrite reumatoide, autismo, cancro (allo stomaco, al seno, all’ovario, al pancreas, alla prostata, al polmone e al testicolo), cataratta, colite ulcerosa, colon irritabile, siabete mellito tipo 1, malattia di Crohn, malattie alle coronarie, sclerosi multipla, stitichezza, fatica cronica, incontinenza urinaria, linfomi, emicrania, mal di orecchi, mal di gola, riniti, reazioni allergiche, emorragie gastrointestinali, sindrome di cattivo assorbimento, insonnia, ulcera peptica, acidosi, osteoporosi.
Ho solo elencato quanto riportato nella ricerca “Latte, alimento killer”, che gira su internet, per non citare le mie innumerevoli tesine sul latte che arrivano più o meno alle medesime conclusioni.

La tolleranza pacifica e civile degli umani

Noi vegani, veniamo additati come estremisti e come disturbatori del quieto vivere e del saporito pasteggiare con la morte e col voltastomaco.
“Non voglio digerire l’agonia e la maledizione delle anime in pena”, diceva la Marguerite Yourcenar.
Ci siamo rotti davvero le preziose palle di accompagnamento, questa è la realtà.
Quello che ci irrita di più è proprio il linguaggio dell’indifferenza e del volersi bene, il linguaggio delle buone maniere e della cinica tolleranza di fronte al genocidio animale.

Le malefatte di Arcore

Stiamo a parlare demenzialmente di malefatte berlusconiane, per quattro o quaranta fighette libere e non prigioiniere di un harem, circolanti nei dintorni di Arcore.
Ne avesse 4000. E ne passasse qualcuna di soppiatto pure a me, sporcaccione mentale come lui e più di lui, ma soltanto privo delle sue risorse organizzative.

Parliamo di cose serie, e lasciamo stare il becero giustizialismo

Nessuno che ci ricordi piuttosto, tra i 100 e oltre canali televisivi, delle 7000 anime al secondo, 24 ore al giorno per 360 giorni/anno, che vengono impunementre ghigliottinate per soddisfare le orribili brame dei mangiatori di cadaveri.
Si scatenano microspie e investigatori privati? Si vanno a controllare le carte d’identità delle veline?
Nessuno che registri gli orridi spropositi di chi esalta la trippa e il musetto.
Nessuno che controlli quanti anni hanno la mamma mucca ingravidata da bambina, depredata da adolescente delle sue amatissime creature, e derubata della sua stessa vita in età di scuola elementare.
Dove sta la proporzione? Dove sta la coerenza? Dove sta l’etica? Chi ha mai diritto di fare becere e lacunose lezioni di moralismo?

Nessuno si erga a giudice e a fustigatore dei costumi

Non sono mai stato frequentatore di lupanari e di postriboli, ma di fronte a questa canea disgustosa, ipocrita e bacchettona, di fronte a questo scurrile benpensantismo, mi viene voglia di diventarlo.
Difendo ovviamente la dignità della donna, ma soprattutto la sua libertà di scegliere i suoi percorsi, giusti o sbagliati. Non giudico la vergine e la casta come non giudico la passionaria e la lasciva.

Non esistono sempre rose e fiori, nemmeno nelle sante famiglie

Non esiste cosa più antipatica e deprimente della commercializzazione dell’amicizia e del sesso.
Ma nessuno parla del grigiore e della noia, dei drammi e delle tensioni esplosive insite nei rapporti familiari. Nessuno parla della sporcizia mentale e della violenza che circola tra gli umani, in particolare tra quelli apparentemente santi, castigati e lungimiranti.
Nessuno si erga dunque a giudice e a fustigastore di chi riesce a divertirsi nonostante tutto.
Fustighi piuttosto sulle scelte politiche, economiche, materiali, legislative, per un mondo più accettabile.
In questa circostanza, la parte più saggia e più equilibrata, sembra paradossalmente essere il Vaticano.

Ragionerei nello stesso modo con D’Alema e la Bindi al governo

Se al posto di Berlusconi ci fosse Veltroni o Fassino o D’Alema, o una premier Rosy Bindi improbabilmente coccolata da 400 paggetti, direi esattamente la stessa cosa.
Spero che a nessuno venga in testa di catalogarmi silviofilo, o peggio puttanofilo.
Per me, uno che ha 4000 donne che gli ronzano intorno e un religioso circondato di rosari e di acquasantiere, non hanno nulla di diverso e li rispetto entrambi.
I premier di altri paesi danno il buon esempio? Quando mai!
Apparire mortuari, cadaverici e falsamente casti, falsamente “buoni padri di famiglia” è forse considerabile buon esempio?
Suharto era forse meglio di Sukarno? Estrada e Ramos meglio di Ferdinando Marcos?
La deplorevole sciatteria giustificativa

Quello che urta di più, tornando al tema centrale, è la sciatteria giustificativa, il continuo tentativo di normalizzazione.
Il parlare di prosciutto, di bistecca, di yogurt, di gelato, di guanciale, di ragù, di hamburger, di ossobuco, di fois gras, di trippa, di cervella, di frattaglie, di lardo, di mortadella, di grana, come si trattasse di un cibo ospitabile innocentemente in un frigorifero, in una cucina, in una pentola, su una piastra, in un piatto, nella nostra delicata bocca e all’interno di noi stessi.
Preferiamo di gran lunga il linguaggio rude dei macellai e dei commercianti di bestiame.
Quelli secondo cui vendere una mucca o vendere un frigorifero è esattamente la stessa cosa, una semplice transazione economica.

Un pianeta carico di falsità

La realtà è che viviamo in una società malata e demenziale.
Una società diretta da false università, false scuole, falsi docenti, falsi allievi, falsi politici, falsi medici, falsi giornalisti e falsi religiosi. Una società di filistei, scribi e farisei.
Tutti comprabili e corruttibili con un pezzo di carta chiamato banconota.
Una società di falsi profeti.

Non esiste civiltà senza un rapporto di armonia con Madre Natura

Le grandi civiltà Incas, Maya, Egizia, Babilonese, Indiana, Confuciana, Greco-Romana, inclusa quella nordamericana dei Pellerossa, erano in simbiosi e in sintonia con la natura, in armonia e in coerenza con essa. La nostra è tutto l’opposto. La nostra è solo inciviltà manifesta. Inciviltà dei consumi farabutti. Inciviltà dello spreco, dei rifiuti non-riciclabili, dello sfruttamento, della sopraffazione e della violenza. Un mondo che si è messo in insanabile ed autodistruttivo conflitto con la natura.

L’intelligenza di saper frenare, di saper correggere la rotta

Noi siamo portatori di un’ideologia riparatrice indispensabile per il bene di ognuno.
Siamo per una rivoluzione pacifica delle coscienze.
Siamo per una rivoluzione che niente ha in comune con quelle del passato.
Siamo per una virata verso il naturalismo, verso il de-consumismo e la de-crescita intelligente, modulata e mirata.
Siamo per la chiusura progressiva ed accelerata di allevamenti e macelli.
Siamo per una riqualificazione delle aziende sbagliate, non per una rivalsa sui perdenti di domani.
Siamo per il ritorno a un’agricoltura biologica e naturale.

Il corpo umano è un  forno trasformatore

Smettiamola dunque di imbrogliare la gente, mandando messaggi irresponsabili gratuiti o a pagamento.
Il corpo umano non vuole intermediari tra sé e il cibo naturale.
Il corpo umano è un forno trasformatore di vivande naturali.
Non gradisce passaggi intermedi, non gradisce lavorazioni e non gradisce cuochi e fornelli.
Il corpo umano è attrezzato meccanicamente e biochimicamente per fare tutte le lavorazioni, le “cotture” e le elaborazioni che gli servono.
Il punto della situazione

Il corpo non è certo un lego operante per comoda sostituzione di pezzi esterni ed interni.
Minestre, brodi, brodaglie, carni, formaggi, gelati, paste, dolcetti, salatini, bibite, sono tutte cose pronte, comode, sazianti, appaganti, sfamanti.
Ma non fanno comodo al corpo stesso e lo sballano.
Vogliamo il punto della situazione alla vigilia delle trame massoniche-trilaterali-bilderberghiane del Codex? E’ presto fatto.

Liberiamoci dalle facili apparenze

Carne non fa e non dà carne.
Latte non fa e non dà latte.
Proteina non fa e non dà proteina.
Fegato non fa e non dà fegato.
Sangue non fa e non dà sangue.
Sale non fa e non dà sale.
Zucchero industriale non fa e non dà succo zuccherino enzimizzato.
Vitamina sintetica non fa e non dà vitamina.
Minerale inorganico non fa e non dà minerale organicato (se non attraverso l’intermediario pianta).
Il cibo caldo non fa e non dà caldo.
La preghiera insulsa e ipocrita non fa e non dà bontà.

L’erba, il frutto, e la ganga planetaria del farma-caseo-carnivorismo

Cos’è allora che fa e cos’è che dà? E’ l’erba verde.
E’ quel magico ricettacolo di sole e di energia fotonica ed elettromagnetica che si chiama frutto.
In esso sta tutto quello che ci serve per vivere.
Niente di magico e di straordinario, ma semplice cibo umano che non decapita l’efficienza immunitaria.
La peggiore minaccia storica alle sorti dell’umanità arriva da una precisa ganga  mondiale, etichettabile sotto il nome di farma-caseo-carnivorismo.

Bastano 10 grammi al giorno per l’infante e 20 per l’adulto

Ricordiamo ancora, per chi avesse i tamponi alle orecchie e la benda sugli occhi, che bastano 20 grammi al giorno per l’adulto e 10 grammi al giorno per l’infante.
Per chi esagera, come la FAO, 34 per l’adulto e 17 per l’infante.
Anche perché dai 30 grammi in avanti si procura il maggior disastro corporale per la salute umana.
Un disastro che si chiama acidificazione.

Ogni grammo di proteine in più è un attentato alla salute umana

E ogni grammo in più, oltre ai 20, porta all’obesità, al diabete, alla tiroidite, alla rettocolite, alla dialisi, al diabete e al cancro.
Come non bastasse, non esiste praticamente dieta vegana al mondo capace di produrre uno stato di carenza.
Di cosa parliamo? Di proteine naturalmente.
Ognuno si prenda le sue belle responsabilità

Siamo forse impazziti?
Ma se L’Agroalimentare Italiano, la dieta Mediterranea, il professor Calabrese,
il chimico yachtista Barry Sears, i consorzi del grana e del prosciutto, i cuochi malandati della televisione, parlano di 160 grammi per l’adulto e di 80 grammi per il bambino?
Ognuno si prenda le proprie responsabilità di fronte al mondo e di fronte alla legge, di fronte alla natura e di fronte a Dio.

Solo la pulizia guarisce!

Ricordiamoci sempre l’immagine del campo da tennis 400-600 mq che possediamo tutti nella zona assimilativa-immunitaria del piccolo intestino, che viene ridotta criminalmente a uno sgabuzzino di 3 metri quadri dalla caseina collosa del latte e dai miasmi putrefattivi e disbiotici della carne, delle uova e del pesce. 
Louis Kuhne (1844-1901) maggior campione di terapeutica naturale antimedica ed antifarmacologica della storia, dopo aver perso madre e padre per clamorosi errori medici, sintetizzò tutta la sua scienza e le sue verità in tre parole soltanto: “Only cleanliness heals!”, (Solo la pulizia interna ed esterna guarisce!)
Sapendo quanto sporcano i farmaci, i latticini e le proteine animali, questo dovrebbe bastare.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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