Autoguarire senza farmaci e senza bicarbonati, ma con l’igiene vitale

{jcomments on}30 Maggio 2010

(Conferenza ABIN di Bergamo del 29 maggio)

Posso tenderti una mano? Un magnifico libro yoga di Pippo Cicirata

Buon pomeriggio a tutte e a tutti.
Abbiamo appena ascoltato la magnifica presentazione di Posso tenderti una mano? da parte del generale Pippo Cicirata. Già lo ammiravo per sentito dire, perché un uomo d’armi che insegna yoga e che salva la vita ai suoi militi in difficoltà, porgendo loro semplicemente un testo igienistico di Lezaeta, non è semplice generale ma una persona straordinaria.
Avendolo però ascoltato dal vivo, a parlare non solo di posizioni e di respirazione, ma di chakra ed energia mentale, di bioritmi e spiriti-guida, di occulto e paranormale, di sdoppiamenti e di levitazioni, di telepatia e di velocità istantanea del pensiero, di salute e di potenza dello spirito, è stata davvero una gradita sorpresa.

Lunga vita a chi ha ancora tante cartucce da sparare in campo educativo

Voglio regalare a tutti questo libro (scaricabile gratuitamente da Internet digitando Google.it e poi Pippo Cicirata – Posso tenderti una mano), perché mi interessa di chiudere in bellezza e di andare in Paradiso, ha concluso l’oratore.
In Paradiso c’è di già, con la sua saggezza e la sua freschezza fisica, il suo humour e la sua apertura mentale, tali da fare invidia a qualsiasi ventenne, mentre lui ne ha incredibilmente 4 volte tanti.
Non troviamo alcuna difficoltà ad armonizzare la dottrina yoga da lui interpretata con le nostre posizioni igienistiche, ma riscontriamo piuttosto diversi punti di incontro e di armonizzazione.
C’è bisogno che continui a insegnare yoga per il corpo e lo spirito per molti altri anni ancora, e gli auguriamo di mantenersi in splendida forma come si merita.

La salute come ordine del giorno

Tornando alla ABIN, abbiamo un argomento cardine da trattare, che si ripresenta costante della nostra attività educativa e nelle nostre riunioni.
Il nostro ordine del giorno è la salute, perché senza quella non si fa niente altro, non si scrivono libri, con si va alle conferenze, non ci si entusiasma di nessuna cosa al mondo, non si va al mercato, non si guida, non ci si emoziona, non si gode dei capitali accumulati in banca, e nemmeno della casa al mare o ai monti, non si arriva agli 80 in perfetto spolvero, come dimostrato dal qui presente generale.
Ordine del giorno la salute! Non certo la patologia.
Non certo la patologia intesa in negativo, quella combattuta col vaccino e col farmaco, con la donazione e il trapianto, col bicarbonato di sodio e le compresse di vitamina C.
Lasciamo ben volentieri tutto questo armamentario ai signori medici e ai loro nemici apparenti.

L’igienismo naturale è troppo diverso dalla medicina e dalla para-medicina, per confondersi con esse, o per interferire con esse

Nessuna confusione e nessuna interferenza con la medicina e la para-medicina.
Troppe cose ci separano.
I medici sono ipnotizzati dalla malattia, anche perché pretendono di guarirla scagliandosi contro di lei, curandola, ammansendola e sgominandola, senza mai rendersi conto che la cura della malattia, in qualunque forma e modalità essa avvenga, resta un’autentica superstizione.
Tutta la nostra ideologia ruota intorno alla salute.

Persino la malattia è da noi considerata salute.
Non esistono funghi mostruosi nel nostro orizzonte igienistico.

Al punto che la malattia stessa, quando viene, è da noi considerata salute, amica intima e benettia.
Al limite, persino il tumore, a condizione che non sia già degenerato in cachessia e metastasi cancerogena, lo prendiamo non certo come fungo mostruoso e strano, sullo stile del dr Tullio Simoncini, ma per estrema ratio, per logica ed estrema barriera protettiva.
Persino l’odioso adipe viene da noi considerato manifestazione utile e difensiva. Se non ci fosse quell’adipe a contenere i veleni accumulati tramite evidenti errori dietetico-comportamentali o mediante pesanti disfunzioni ormonali acquisite ed ingenerate, il soggetto starebbe già sotto un loculo cimiteriale.
Coccoliamo dunque la malattia, senza contrastarla.

Noi lottiamo strenuamente contro le cause del male

Diciamo forse che non occorre fare niente, e che è giusto tenersi il grasso, il diabete, l’ipertensione, le cardiopatie e i tumori? Niente affatto.
Noi contrastiamo strenuamente le cause del male. Noi, per compito istituzionale e tradizione storica, inseguiamo la perfetta forma psicofisica, mentale e spirituale. Conduciamo infatti lotte senza quartiere.
Lotte non alla malattia e alle spie rosse che il corpo accende in continuazione, ma lotte ai fattori causanti che portano all’adipe, agli indurimenti tumorali, ai calcoli, alle cisti, agli squilibri ormonali, e a tutto il resto della brigata.

Siamo anche dotati di sala operatoria naturale

Se serve poi intervenire perché la situazione, riparabile agli inizi con un semplice cambio di marcia dietetico-comportamentale, è diventata emergenza cronica e insostenibile, lo facciamo con il digiuno prolungato ad acqua distillata, che diventa la nostra sala operatoria naturale, senza farmaci e senza bisturi.
Una sala operatoria dove andiamo ad affamare ad arte il nostro corpo, non dandogli nessuna risorsa calorica e nessuna risorsa vitaminico-minerale, nessun farmaco e nessun anestetico, ma soltanto tanta acqua pura e solvente.
Una sala operatoria dove induciamo il nostro corpo ad auto-bilanciarsi e ad auto-equilibrarsi.

La cannibalizzazione e l’autolisi delle risorse interne

Come? Niente di magico e niente di misterioso.
Niente di paranormale e niente di vuduistico.
Niente di pericoloso, di drogante, di rischioso e di drammatico per l’organismo.
Sfruttiamo semplicemente le sue caratteristiche naturali di macchina che succhia in continuazione, dovunque essi si trovino, zuccheri naturali e semplici (frutta) o zuccheri complessi (amidi e grassi).
Privato di apporti esterni di cibo, e dotato com’è di trilioni di cellule affamate che pretendono e richiamano fatalmente nutrimento, il corpo viene costretto a cannibalizzare le proprie risorse interne.

I primi 5-10 chili sono sempre facili da mandar fuori

I primi 5-10 chili ad andar fuori (dipende da soggetto a soggetto, da sovrappeso a sovrappeso), sono acque stanche, facili ad eliminarsi.
Poi, terminati i liquidi organici di scarto, va fuori il grasso che viene disgregato dall’acqua.
L’acqua leggera di montagna, e in particolare quella pura e distillata, con pH neutro 7.00, è notoriamente il solvente naturale più efficace per il nostro organismo.
Con lei, vanno fuori i veleni contenuti nell’adipe e nel sangue, perché quelli non piacciono assolutamente alle cellule affamate.
Si disincrostano dagli anfratti intercellulari tutti i depositi di nicotina e di caffeina, tutte le antiche droghe, gli antichi farmaci e gli antichi integratori che il corpo aveva accuratamente infossato al suo interno, non riuscendo a eliminarli per l’opposizione e l’auto-difesa delle delicate e selettive vie epatico-renali-urinarie.

L’assistenza spirituale-psicologica nei digiuni importanti

Nel fuoriuscire, tali veleni provocano spesso veloci effetti di ritorno, sopportabili fastidi e disturbi di ritorno, tipici delle sostanze stupefacenti, come leggere emicranie, mancamenti e giramenti di testa, che non sono da debolezza calorica ma da drogamento residuale di ritorno.
Ed è solo per questo che i grandi digiuni richiedono preferibilmente l’assistenza spirituale-psicologica di un tecnico digiunista, che si limita a spiegare cosa sta accadendo, e a incoraggiare il soggetto a non demordere in quei frangenti, e a non fare il grave errore di mollare tutto e buttarsi sul primo cibo a disposizione o magari su qualche farmaco o integratore o sul fumo ed il caffè, che in queste circostanze avrebbero un effetto drogante moltiplicato, data la nuova situazione detossificata e quindi ipersensibile del sangue.

Un tumore grande quanto un melone che si riduce in pochi giorni alle dimensioni di una noce.
Con un secondo digiuno fatto 2-3 settimane dopo, la noce scompare del tutto e per sempre.

In questa corsa alla disgregazione e alla rimozione delle sostanze estranee, non si assiste solo all’espulsione massiccia di muco e di residui acidificanti, chiamata crisi di eliminazione, ma vengono dissolte via-via anche tutte le formazioni di calcoli, di cisti, di tumori.
L’esperienza incomparabile dei grandi medici digiunasti americani tipo il dr Herbert Shelton e il dr D.J. Scott, che hanno seguito passo-passo decine di migliaia di digiuni assistiti, ha dimostrato come dei tumori grossi come un melone, dopo 10 giorni di digiuno si riducono già alla dimensione di una noce.
Un secondo digiuno di una settimana, inserito a un paio di settimane di distanza, porta quella noce a scomparire del tutto senza lasciare traccia di sé, senza ripresentarsi mai più, purché il digiunante non riprenda ovviamente ad avvelenarsi come aveva fatto prima.
Questa è la prova del nove che gli unici al mondo ad aver capito correttamente i meccanismi dell’ammalamento e della guarigione, del grasso e del tumore, sono gli igienisti naturali.

Tutti gli altri metodi di dimagrimento rapido, incluso le cosiddette diete low-carb, sono fallimentari

Una cosa ben diversa dagli sgrassamenti violenti e micidiali delle varie diete in circolazione, e delle varie sostanze magiche proposte dalla venalità umana, sempre pronta a banchettare sulle disgrazie altrui.
Una cosa ben diversa dalle diete low-carb o basso-carboniche stile Scarsdale, Atkins, Zona, South Beach, Lemme, Gruppi Sanguigni, e simili, che tolgono il carboidrato e ti concedono carne e pesce, mentre il peso va giù.
La dieta delle bistecche ti può sicuramente trasformare da un barile di grasso in un ballerino classico, ma solo temporaneamente e solo in apparenza.
Perché mai questo regolare fallimento?

Disgregare il grasso e autocannibalizzarlo va bene, purché non rimangano dentro i veleni privi del grasso che li accompagnava e li deattivava

Perché trattasi di un modo blasfemo di imbrogliare il corpo, dandogli proteine che non può assimilare e costringendolo dunque alla fame.
Costringendolo a pescare carboidrati all’interno del corpo.
Stessa cosa del digiuno terapeutico igienista, con un però.
Nel digiuno igienista le parti adipose vengono cannibalizzate, ma c’è anche una concomitante fuoriuscita delle tossine vecchie e nuove, per via renale, epidermica e respiratoria, grazie all’azione dissolvente dell’acqua.
Nelle diete dimagranti manca del tutto questo dettaglio fondamentale.
Ed è lì che sta il crimine.

Nelle diete low-carb e negli sgrassamenti scriteriati, si assiste sempre a un super-avvelenamento
dell’organismo

Nelle diete low-carb va fuori l’acqua stanca e vanno fuori i grassi, ma restano all’interno tutti i veleni che stavano associati ai grassi, più i veleni aggiuntivi delle nuove bistecche e delle nuove proteine animali utilizzate, e i veleni delle stampelle chimiche integratrici che non mancano mai in questo tipo di diete assurde.
Alla fine subentra nei dieto-dimagriti un’irresistibile sete, che li porta a bere in continuazione e a riprendere velocemente il peso perduto. Se si oppongono a questo, stanno male e gli arrivano pesanti conseguenze a livello cardiovascolare e tumorale.

Qualsiasi dieta di fantasia a base di sostanze estranee, morte, dannose, non-assimilabili, sorretta da integradori o da nervini, è in grado di far calare il peso velocemente

In realtà è facilissimo far dimagrire la gente a quel modo.
Qualsiasi cura dimagrante funziona bene, nel breve periodo.
Basta avere a disposizione una sostanza qualsiasi e degli integratori, o magari del caffè, a sostegno della accelerazione cardiaca da avvelenamento.
Potrei fare dei soldi con la escrement diet cura a base di escrementi che non costano ovviamente nulla, e che non vengono assimilati.
Basta fornirsi di qualche stampella integratrice multivitaminica-multiminerale e il gioco è fatto.
Ma dimagrire per riprendere poi il grasso perduto, è sciocco oltre che rischioso e controproducente.
Direte che schifo. Obiezione non accolta. La gente sta già cibandosi di sangue altrui, di escrementi e di urine, e peggio ancora di liquidi organici in putrefazione, di cadaverine e ammoniache, tipici contenuti dell’alimentazione carnea.

Igienismo significa scienza che riconosce le leggi della natura

Tutta la nostra ideologia ruota intorno alla salute, dicevo.
Questo significa esattamente la parola igienismo.
Non ciarlataneria medica o non-medica, para-medica o antimedica, omeopatica o naturopatica.
Ma semplice scienza igienistica che riconosce le leggi eterne della natura e si sottopone umilmente ad esse, senza distorcerle, senza bluffare.

Cos’è mai questa natura, questa parola magica che noi igienisti citiamo in continuazione?

Natura, natura, natura. Cosa sono mai queste leggi naturali? Mi ha obiettato qualcuno.
Il moto rotatorio della terra inorno al suo asse, è una legge della natura, che ci dà l’alternanza del giorno e della notte.Il moto oscillatorio del nostro pianeta, associato alla rotazione stessa, è legge di natura, e ci regala l’alternarsi delle stagioni.
La luna che comanda la bassa e l’alta marea.
La luna piena che ti induce a svuotare la vescica, alzando la tua marea personale interna.
Il pomodoro che, posto al sole e nel terreno umido e fertile, cresce e prolifica al meglio.
La mela che cade verso il suolo e non scappa verso il cielo.
La regola dell’assorbimento chimico minimo, rivelata da Liebig.
Non sono queste le leggi della natura?

La natura sta intorno a noi e dentro di noi

Il discorso non riguarda solo gli astri e gli elementi, ma anche il nostro corpo.
Il  mal di gola che ti arriva perché non sei andato di corpo il giorno prima.
Il principi di causa-effetto, per cui ad ogni azione corrisponde una puntuale reazione.
Il sistema immunitario che instaura con saggezza le malattie nel momento giusto, conducendo in contemporanea le sue crisi reattive di liquidazione.
Il corpo che non va mai contro se stesso, ma opera a proprio favore se lasciato lavorare senza  impedimenti farmacologici, senza innaturali integrazioni, e senza altri bastoni tra le ruote.
I cicli metabolici che ti permettono di assimilare i cibi durante la notte e di espellere le acque e i residui fecali tra le 4 del mattino e il mezzogiorno successivo.
Non sono questi i segni che la fiamma divina, chiamata natura, è presente dentro di noi?
Le leggi della natura dominano e stradominano a 360 gradi

L’assorbimento biologico minimo di micronutrienti nel corpo umano, sempre per la legge di Liebig.
L’assorbimento totale della frutta, dei semi e delle verdure crude, senza costi digestivi e senza effetti collaterali, da parte di un corpo umano fruttariano per disegno, funzioni, e dotazioni enzimatiche.
L’influenza e la febbre causate dall’intossicazione e dalle carenze stagionali drammatiche di vitamine naturali e di sole, e mai determinate da batteri o virus.
Gli indurimenti tumorali causati da offese sistematiche, da irritazioni-infiammazioni-ulcerazioni, e non da virus e fantasmi, non da ife o da inarrestabili e mostruosi funghetti guastafeste.
Tutte queste, e tante altre simili, sono leggi della natura, valide sempre, dovunque e comunque, senza sconti e senza eccezioni.

I raddrizzatori di banane e gli scavatori di buchi nell’acqua

Chi cerca di esorcizzarle, di stravolgerle, di sospenderne la validità a favore delle sue miserrime ideologie di tornaconto personale, dei suoi interessi egoistici e di casta, alla fine imbroglia non soltanto gli altri ma anche se stesso, facendo tanti bei buchi nell’acqua, come quel signore che era partito per il Congo con la macchina per raddrizzar banane.

Autoguarire è la parola giusta

Il titolo di questo incontro era Come curare le malattie senza farmaci, e ho voluto ritoccarlo, cambiandolo in Autoguarire senza farmaci, proprio in omaggio a quanto sopra, in omaggio alla potenza naturale interna rappresentata dal sistema immunitario.
Anche qui si fa confusione.
Il sistema immunitario sta nelle viscere? Non è vero.
Sarebbe quasi come dire che la nostra anima sta nella testa, o nel ventre o sotto le unghie.
Comprendo che lo si voglia vedere bello e semplificato, contenuto in un ben localizzato organo immunitario, facile quindi da individuare, da soppesare, da rinforzare, da modificare.
Per fortuna che è così misterioso e introvabile, altrimenti i medici avrebbero per prima cosa inserito, tra le loro operazioni standard e preferite, la cura e la rimozione del sistema immunitario.
Già lo fanno parzialmente quando asportano appendice e tonsille, o quando rimuovono tiroide e timo, o quando sfebbrano le persone con gli antipiretici.
.
Dove sta esattamente il sistema immunitario?

Non si tratta di un concetto o di un’idea vaga.
Il sistema immunitario esiste eccome, e si fa anche sentire.
Non gradisce essere disturbato in continuazione per delle inezie, tipo le digestioni pesanti e le susseguenti leucocitosi, tipo gli attacchi proditori al nostro pH chiamati acidificazioni, dove lo costringiamo a sfiancarsi più volte al giorno.
Il sistema immunitario è un insieme invisibile ed indistinguibile di meccanismi e di automatismi interni che coinvolgono sangue, linfa e nodi linfatici o chakra, ormoni, organi, ghiandole, nervi, muscoli, cervello, tessuti linfoidi, tessuto epiteliale, sistema neurovegetativo, sistema spirituale.

Un sistema immunitario rispettato e indisturbato, lasciato in pace da alimentazione carnea e da cure mediche, da traumi e vaccinazioni, risulta enzimaticamente carico, capace di importi la giusta malattia nel momento giusto e quindi di rimetterti in carreggiata, evitando i drammi successivi delle malattie autoimmuni

Sistema immunitario significa in altre parole energia vitale e potere reattivo che il nostro corpo è in grado di sviluppare soprattutto in occasione delle emergenze che si presentano, dove viene costretto ad andare sotto pressione e sotto stress.
Tanto meno viene disturbato nelle situazioni normali quotidiane, e tanto più forte esso reagirà e ci difenderà nei pericoli e nelle emergenze, potendo contare su una maggiore disponibilità di potenza enzimatica, ormonale, eterea, spirituale.

Non curiamo, ma aiutiamo ad autoguarire

Autoguarire e non curare, questo è il punto.
Noi igienisti infatti non curiamo.
E’ la ciarlataneria sanitaria che compie quotidianamente nel mondo tale sproposito, illudendo e illudendosi di guarire, mettendo invece il bastone tra le ruote al sistema immunitario, all’angelo custode che sta dentro di noi.

Esiste una ciarlataneria peggiore di quella medica, che pretende di rilanciare Pasteur e i microscopi magici del dr Rife, le cure Bonifacio e Di Bella, le acque di Lourdes e le cure Simoncini

Ma la nouvelle vague anti-medica è ancora peggiore, impersonando una ciarlataneria ancor più marcatamente filo-pasteuriana.
E’ la ciarlataneria delle cure al bicarbonato, delle vitamine sintetiche e degli ormoni sintetici, dei minerali disorganicati e dei sali di magnesio, che è poi quella della peggior specie, perché pretende di porsi come alternativa alla medicina, e introduce invece concetti ancor più terrificanti e mostruosi, demonizzando ife e funghi, e assolvendo la carne, il pesce, il fumo e il caffè, come elementi causativi di tumori e cancri.

Nessuno al mondo guarisce

In natura non esistono guarigioni, ma solo auto-guarigioni.
Non sto scherzando. Non è una battuta di Carnevale.
E’ scienza sopraffina, dimostrata e provata.
Quella scienza che sia i medici che i medicalizzati  non riescono a concepire, a percepire, a comprendere.

Siamo i continuatori genuini della mitica Scuola Medica Salernitana

Noi igienisti non curiamo ma educhiamo.
Facciamo scuola, proponendo modi di vita semplici e naturali.
Alla fine siamo noi i veri adepti del dio Apollo e di Esculapio, di Higea e Panacea, di Pitagora e Parmenide, di Ippocrate e Asclepiade, di Galeno e Paracelso.
Sembrerà paradossale, ma siamo noi i veri continuatori della mitica Scuola Medica Salernitana, non i medici.
Il niente che facciamo, lo dobbiamo fare molto bene

Come dice spesso Scaffidi, noi igienisti non curiamo. Facciamo poco e niente.
Ma, quel niente che facciamo, dobbiamo farlo alla perfezione.
Fare niente non significa disinteresse, menefreghismo, trascuratezza, incapacità, timore, imperizia.
Fare niente significa, al contrario, fare tanto e fare tutto il possibile.
Fare niente significa fare-niente-che-sia-da-ostacolo-e-disturbo all’energia vitale che scaturisce dal sistema immunitario indisturbato e rispettato.
Energia vitale che si dirama normalmente in tutte le direzioni del corpo, dell’anima e della mente.

La natura ci regala una medaglia a due facce, chiamate salute e malattia

La natura è la vera plenipotenziaria. La natura è il nostro principale e il nostro esaminatore, quello che ci promuove o ci boccia, quello che ci premia o ci rimprovera.
La natura, rapportata all’uomo, si traduce in due sole espressioni, si rivela in due facce della stessa medaglia. La natura si chiama equilibrio, armonia, vitalità, in altre parole salute.
Ed è quello il lato simpatico che piace a tutti.
Ma la natura è anche malattia, meno comoda e meno piacevole, eppure sempre amica preziosa e indispensabile per guarire.
La natura è la sovrana medicatrice dei mali. Questa è legge eterna del creato, non soggetta a mode e ad obsolescenza. La masticava Ippocrate e la dobbiamo masticare pure noi. Dobbiamo impararla a memoria. Deve diventare il nostro mantra. La dobbiamo recitare quando andiamo a letto, magari al posto dell’Ave Maria.

Buoni insegnanti o fanfaroni, non ci sono vie di mezzo

Noi non guariamo, siamo dei normalizzatori e dei restauratori delle funzioni basilari dell’organismo.
Ma l’autrice del ripristino e della normalizzazione resta sempre lei, la natura.
Tiriamoci pure via ogni presunzione ed ogni arroganza, ogni aureola di bravura, di eroismo e di santità, ogni smania di protagonismo, ogni tentazione miracolistica.
Possiamo solo essere giudicati dei buoni insegnanti o dei fanfaroni, a seconda di come razzoliamo.
A seconda di quale messaggio mandiamo alla gente.
Cerchiamo dunque di non fare gli illusionisti e i maghi, di non comportarci da sofisticati venditori di fumo, ma di essere chiari e trasparenti, semplici paladini della salute e della verità.

Militanza concreta nella giusta causa tracciata dai nostri nobili antenati

Il nostro ruolo può sembrare banale e ininfluente, mentre invece svolgiamo un compito immenso.
Crudismo, salute, amore e altruismo a 360 gradi, queste le nostre parole d’ordine.
Questa è igiene vitale.
Normalizzare l’organismo, le funzioni gastrointestinali, le funzioni respiratorie e renali, le funzioni epidermiche e quelle ghiandolari, le funzioni sessuali e quelle sublimatorie e spirituali, non è affatto cosa da niente.
Trattasi di un intervento complesso e delicato.
Non esistono scuole speciali e non esistono titoli accademici capaci di donarti queste facoltà.
E’ la militanza coerente nella giusta causa, è il muoversi nell’alveo veritiero e virtuoso tracciato dai nostri nobili antenati, il solo fattore che garantisce la bontà e la superiorità delle nostre posizioni.

I nostri valori qualitativi rendono superflui i valori medi e i parametri medici

Noi insegnamo alla gente ad autogestirsi, ad autovalutarsi, ad autoanalizzarsi, a diventare buoni medici di se stessi. A liberarsi dal giogo delle cure, delle visite strumentali, dei valori che non sempre tornano. Non tornano per tanti motivi non sempre patologici, tipo la loro soggettività, la continua variabilità delle nostre condizioni, gli errori clamorosi nei limiti minimi e massimi, le errate interpretazioni, la scarsa attendibilità di molti test proposti dalla medicina ufficiale.
Lingua pulita, alito fresco, urine chiare, voglia di vivere, appetito per i giusti cibi, disponibilità ad accettarci e a migliorarci, armonia con se stessi e col prossimo, armonia con gli animali e la natura,  capacità di dare una motivazione e un senso alla nostra vita, questi sono i veri valori da prendere quotidianamente in considerazione.

L’intervento medico sulla spia rossa

Vorrei qui richiamare un mio articolo del 28/1/09, dal titolo Gli interventi sulla spia rossa, dove immaginavo un’auto in panne ai margini della strada, col motore surriscaldato e la lucetta d’emergenza accesa, e dove differenziavo i diversi modi di intervenire del medico, dell’omeopata, del naturopata e dell’igienista.
Il medico non ci pensa troppo e va per le spicce. Dà una forte martellata alla spia (col farmaco o col bisturi), e la luce si spegne. Secondo lui ti ha guarito. Riparti e, dopo 50 km, la macchina si ferma.
Carro attrezzi ovvero autoambulanza, è la logica conclusione.

L’intervento omeopatico e naturopatico

L’omeopata non dà martellate ma smonta una ad una le valvoline, ci piazza al loro posto un mazzetto di menta e di violette, debitamente contate e pesate, ci sparge sopra degli integratori, e la luce scompare. Secondo lui ti ha guarito. Riparti e, dopo 50 km, la tua macchina è K.O.
Il naturopata lavora con l’aspirapolvere e ripulisce il tutto, scoprendo pure che manca olio nel motore.
Aggiunge una lattina e ci mette pure degli additivi.
Ti ha risolto in teoria ogni problema. Riparti rasserenato ma, al km 70, sei appiedato.

L’intervento igienista

L’igienista si comporta diversamente.
Direte che sono di parte, e in effetti è così. Sta a voi decidere poi se lo sono a torto o a ragione.
L’igienista prende comunque uno straccio bagnato e pulisce con cura la targhetta metallica posta sulla testata, e va a leggere marca, cilindrata, caratteristiche.
Espurga il motore e il serbatoio, rimboccandoli con olio e carburante super di qualità.
Cambia il filtro dell’aria e ripulisce il carburatore.

Il buon matrimonio motore-carburante non ti rende Superman, ma ti permette di vivere

Rapportando metaforicamente il tutto all’uomo, l’igienista determina inequivocabilmente che hai un motore-organismo crudista e fruttariano, e ti riempie della benzina appropriata, che è il succo zuccherino di pomacea, quella che ti offre il massimo rendimento netto.
La tua auto riparte e non si ferma più, purché la continui a trattare bene.
Non andrà avanti in eterno, ma farà il suo dovere percorrendo centinaia di migliaia di chilometri, cambiando solo le parti soggette a consumo, tipo le gomme, i freni e la batteria.
La buona esperienza non è acqua

So che il Maestro Igienista Scaffidi non ha bisogno di spinte verso la natura.
E’ lui il primo a crederci.
Rispetto a me, ha pure 20 anni di esperienza terapeutica sul campo.
Nel gioco del calcio si usa dire, di fronte a un campione, che la classe non è acqua.
Io direi qui che l’esperienza non è acqua.
D’accordo, il mondo è pieno di esperti in esperienze sbagliate.
Ma le sue non sono affatto sbagliate.
Pertanto, chi critica Carmelo per qualche striminzita dose curativa che gli scappa di mano, deve pensarci due volte.
Potrebbe fare la figura di chi va a cercare il fuscello nell’occhio altrui, scordando la trave che appare nel suo.

Non confondiamo le innocenti inezie con le cure sofisticate e dopanti

Trattasi dopotutto di inezie, di zuccherini da scuola lezaetiana e messeguetiana, implicanti bagni d’acqua, cataplasmi di fango e foglie di cavolo, qualche integratore molto limitato e provvisorio, per esorcizzare ed addomesticare un dolore insopportabile, per invogliare la gente verso un igienismo non troppo rigido, per venire incontro al paziente, per non spedirlo a casa a mani vuote.
Più trucchetti del mestiere, che vere e proprie cure.
Materiali che non provocano effetti collaterali e che non ingenerano dipendenze.

Siamo coerentemente per la cura della non cura

Ogni persona al mondo ha la sua testa. Non si può pretendere condivisione integrale su tutto.
Sarebbe mostruoso e patologico se fosse così.
Scaffidi ed io, sia ben chiaro, sosteniamo, predichiamo e pratichiamo coerentemente, in linea col movimento igienista americano e gli insegnamenti di Arnold Ehret, la cura della non-cura.
Quella nobile arte terapeutica, non-curativa e non-invasiva, che si associa al principio ippocratico che mette la natura sul trono e tutti gli altri ai suoi piedi, medici per primi.
La natura è sovrana medicatrice dei mali, per cui noi possiamo essere chierichetti e comparse, al massimo valletti e maggiordomi, non certo divi o concorrenti di quel sistema immunitario, che la natura ha impiantato all’interno del nostro organismo.

Operiamo per distogliere la gente dai farmaci e dall’eresia vitaminica di Linus Pauling

Operiamo per ditogliere la gente dai farmaci, per staccarla dagli integratori, dai cibi e dalle bevande dopanti, dal medicalismo acuto che gli è stato inculcato e cucito addosso in decenni di bombardamento mediatico.
Consci che tutte le cure hanno un fondamentale difetto originario, che è quello di non apprezzare ed interpretare correttamente il ruole eliminatorio e ricostruttivo della malattia, operiamo per distogliere la gente da tutte le cure alternative che nascono e proliferano a livello epidemico, tutte inficiate da arrivismo e superbia, da curomania acuta, da sfiducia nell’uomo e nella natura.
Operiamo per distoglierla dall’eresia paulinghiana sulla vitamina C, che ha reso popolare il dannosissimo uso delle megadosi vitaminiche, usate come scorciatoia antifruttariana verso la salute, quando invece la frutta fresca non ha sostituti, e la vitamina pendente dall’albero non ha sostituti.
 
Non amiamo contestare e rompere le palle, ma siamo spesso costretti a farlo

Chiediamo a chi ci segue di non confondere mai il grano col loglio, e di saper sempre distinguere tra l’immondizia culturale e la vera scienza.
Non siamo manichei e non dividiamo tutto tra giusto e sbagliato, tra bene e male, piazzando noi stessi nella parte sana e i nostri oppositori, oscuri o celebri, in quella bacata.
Abbiamo rispetto dunque per chi la pensa in modo diverso, e per chi sbaglia anche in modo grave.
Non diciamo che noi siamo migliori di loro. Può essere spesso vero l’esatto contrario.
Diciamo però che noi abbiamo il privilegio oggettivo di trovarci sulla via illuminata, e loro al momento no. E diciamo pure che tale privilegio comporta per noi l’obbligo di smascherare e di denunciare senza remissioni e senza sconti gli errori altrui.
Ed è per questo che gli igienisti sono spesso considerati dei grandi rompitori di palle, o degli eterni bastian contrari.

Durissima polemica a distanza con Alberto Mondini e Tullio Simoncini

Il terreno è tutto e il microbo è niente.
Il terreno è tutto e il fungo è niente, vorrei ricordare al dr Tullio Simoncini, autore di Il cancro è un fungo.
Da buon micologo dilettante, ho cercato per anni di spargere ife e funghi commestibili di vario genere negli spiazzi comodi vicini a casa mia. Nessun fungo si è mai riprodotto. Ci vuole l’humus adatto, affinchè possa svilupparsi il micelio ed attecchire il fungo.
Dire che Il terreno è tutto non significa usare espressioni di comodo che spiegano tutto e non risolvono niente, come scrive Alberto Mondini, nel suo testo Il tradimento della medicina.
Trattasi di frasi scientifiche basate sulle leggi naturali. Se si adottano scelte operative basate su tali principi, i risultati si ottengono eccome. L’interventismo nevrotico e spesso demenziale della medicina, non ha mai portato a risolvere i problemi, ma soltanto a complicarli e a cronicizzarli.

Siamo di fronte a grosse opere modificative di portata storica

Operiamo al momento su basi volontaristiche e quasi-missionarie, senza fini speculativi o di lucro, sulla base di tessere associative e di semplici rimborsi spese, anche se non abbiamo alcun pregiudizio verso la ricchezza in sé, quando è accumulata senza imbrogli e coi meccanismi compensativi di mercato, basati della domanda e dell’offerta. Sono forse i nostri piani modesti e privi di ambizioni?
Trattasi forse di banali stradine secondarie, piazzuole e vicoletti da ritoccare e ristrutturare?
Niente affatto.

L’Università Nazionale Igienistica della Salute

Siamo di fronte a grandi opere pubbliche di portata epocale, con dighe, sbarramenti, ponti e gallerie.
Interventi che devono cambiare il modo di essere, di pensare, di respirare, di bere e di mangiare.
Spuntano all’orizzonte proposte per fondare una Università Nazionale Igienistica della Salute, grazie a degli sponsor dotati di capitali adeguati e di motivazioni, grazie a persone che ci seguono e che dimostrano interesse a sostenere l’iniziativa.
Non ci tiriamo indietro. E non ci sorprende ormai proprio nulla. Stiamo raschiando il fondo del barile.
Si sciupano miliardi per costruire nuove fabbriche di gomma americana alla saccarina, di lecca-lecca all’aspartame, di aranciate prive d’arancia, di materiale adatto a far ammalare ulteriormente la gente. Varrà si o no la pena di investire dei capitali pure nella salute nostra e del mondo che ci sta intorno?
Operiamo per coprire una grave falla educativa-istituzionale

Operiamo per costruire una nuova opinione pubblica, per formare una nuova società mondiale capace di pensare e di agire in modo più maturo e indipendente, una comunità tele-critica, tele-resistente, e tele-disobbediente, in grado cioè di non farsi trascinare e condizionare facilmente nelle sue scelte dai dettami del potere e dei media televisivi, manipolati da determinate industrie e da ben individuati centri di potere.
Operiamo per coprire una grave falla educativa-istituzionale, scolarizzando la gente e orientandola verso sistemi di vita naturale, gli unici sistemi in grado di liberare l’umanità dal disastro salutistico e dalla curo-dipendenza, fenomeni che sono sotto gli occhi di tutti.

La scienza igienistica non deve essere nicchia culturale di pochi accoliti, ma deve diventare popolare, entrando in tutte le scuole

Operiamo per divulgare e per rendere popolare la scienza igienistica, lasciando ovviamente alla medicina tutte le cure e le incombenze specialistiche (da noi poco e nulla condivise, visto che il corpo umano è un tutt’uno), e quelle tipiche dell’emergenza e del pronto-soccorso, dove invece ogni intervento è ammesso purché prontamente efficace e risolvente.
Per fare tutto questo, ci serve più collaborazione, più studio, più preparazione, più attivismo da parte di chi ci segue.

Week-end salutistico a Sommaprata di Lozio, dal 18 al 21 giugno

A livello immediato e concreto, stiamo organizzando il week-end salutistico di Sommaprata di Lozio, vicino le Terme di Boario, dal 18 al 21 giugno (contattare la ABIN ai numeri 035-340208 e 338-9222610 per ogni dettaglio).
Mentre suggeriamo in questi giorni a tutti di purificarsi con la cura delle ciliegie, abbiamo in programma la cosiddetta cura dell’uva a settembre.
Più che di cure si tratta di programmi alimentari disintossicanti e rivitalizzanti, a ripristino e rinforzo del sistema immunitario.

Collaborazione coi gruppi salutistici di tutta Italia

Siamo ben consci di non essere i soli in Italia, terra ricca di tradizioni e di humus culturale e salutistico.
Invitiamo tutti i gruppi e i circoli, che si ritrovano nei nostri progetti e nel nostro modo di pensare, di farsi avanti, di tenersi in contatto e in sinergia.
Non cerchiamo egoistica concorrenza con le esperienze etichettate diversamente, ma solidarietà con le nostre iniziative, sulla base della concretezza e della condivisione intenti.
Accettiamo il compromesso anche con i gruppi che coltivano qualche dettaglio ideologico diverso dal nostro.
Ci si può confrontare e misurare in modo costruttivo, quando lo scopo trasparente è il medesimo.
E’ giusto che ogni gruppo faccia del suo meglio nella regione in cui opera e nel settore in cui si muove, ma servono anche i collegamenti.
Vale sempre il principio che l’unione fa la forza!

Una sezione operativa ABIN presso il Centro Preghiera delle Suore Orsoline di Scansorosciate, a 6 km da Bergamo

Abbiamo pure  promettenti collegamenti con una dinamica e autorevole comunità religiosa, come quella delle Suore Orsoline, che seguono da tempo l’operato terapeutico di Scaffidi e che, vivendo in un’oasi, in un’enclave di pace e serenità, nel Centro di Preghiera di Scansorosciate, ai piedi di una collina e in mezzo a un parco secolare di cedri, querce e castagni, sono disposte ad ospitare stabilmente, a condizioni di affitto amichevole, una importante sezione operativa della Nuova Scuola della Salute Igienista ABIN.

Una comunità religiosa a modo suo ribelle

In una vita nevrotica, rumorosa, insana, drogata, inquinata ed alienante, le Sorelle Orsoline si considerano giustamente persone privilegiate nel loro concreto e quotidiano amore per la natura e per la salute, nella loro innata avversione verso il male e la sofferenza, e in particolare verso la violenza e l’inefficacia di certe cure mediche (fenomeni coi quali esse sono a diretto contatto per l’opera assistenziale che prestano nei nosocomi e nelle case di cura).
Esse rappresentanmo una comunità a modo suo ribelle, non condizionata, non medicalizzata, non ancora trascinata verso le vaccinazioni, le mammografie, i drogamenti chemio-farmaceutici.

La punta dell’iceberg di un più ampio movimento religioso che si muove e che scalpita

Esse rappresentano la parte spiritualmente e mentalmente sana ed incorrotta della società moderna, un rifugio ed un baluardo non solo di pace e di preghiera, di missione e di esercizio spirituale, ma anche una sorgente di filosofia e di scienza, una fucina di pensiero indipendente, di amore per la vita, di rispetto divino per il creato e per l’ambiente.
Esse sono alla fine la punta dell’iceberg, la punta di un movimento religioso che si muove e che scalpita, che non è affatto insensibile ai drammi quotidiani, alle insidie portate dal Codex Alimentarius e dal Codex Pharmaceuticus, dalla Monsanto e dagli OGM, dalla scie chimiche e dai terremoti sospetti.

Non siamo ancora così, ma è così che dovremmo diventare

Movimento religioso che non è affatto indifferente all’invadenza e alla disumanizzazione, ai genocidi e ai soprusi, alle attitudini sempre più ciniche e venali di un potere politico-petrolchimico-chemiofarmaceutico-agroalimentare nei confronti dell’uomo, degli animali selvatici, degli animali da pelliccia, degli animali da allevamento, e anche nei riguardi della terra, delle falde acquifere, dell’aria e delle piante. Nei riguardi di un ambiente che non ne può più davvero di essere aggredito, calpestato, irriso, violentato, offeso, stuprato dalla venalità, dalla maleducazione e dalla folle e cieca stupidità umana.
Non siamo ancora così, ha affermato sorridente Suor Amabilis, intervenuta alla fine dell’incontro.
Non siamo ancora così, ma è proprio così che dovremmo essere.
Ed è proprio così che dovremo diventare.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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